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Tavola imbandita a festa

Come gestire i postumi delle abbuffate

L’altra faccia del Natale, quella che segue le mangiate pantagrueliche, ad alto contenuto calorico, non la considera. Fino alla comparsa degli eventi avversi, sperimentati da una discreta percentuale di italiani. È quanto emerge da una ricerca condotta da ASSOSALUTE, l’Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica, che suggerisce anche “alle buone (abbondanti) forchette” alcune azioni pratiche, comportamenti di buona creanza e eventuali farmaci da banco per porvi rimedio, e trascorrere le feste in serenità.

I sintomi post-abbuffate

Gonfiore addominale e le reazioni associate come aerofagia, meteorismo, flatulenze sono i “postumi” più diffusi e che creano maggiore disagio sociale nella popolazione generale di pranzi natalizi extra large, e poi alitosi che invece imbarazza soprattutto i più giovani, di età tra i 18 e i 24 anni, a fronte dei senior che invece soffrono per episodi di incontinenza. Ciascuna fascia di popolazione, insomma, ha il “suo” disturbo e la “sua” fonte personale di imbarazzo, ma comunque la si metta le regole di buona creanza per il contenimento del fenomeno sono collettive.

Ecco cosa fare

  • Prendersi cura e curare igiene orale. È la prima azione per prevenire l’alitosi: spazzolare i denti compresi i molari almeno tre volte al giorno con uno spazzolino a setole morbide e una pasta dentifricia contenente fluoro. Ricordarsi della lingua anch’essa da spazzolare e usare il filo interdentale per rimuovere i residui di cibo. è bene sapere che frutta, meglio se cotta, verdura e legumi sono un “antidoto” contro l’alitosi
  • Evitare le “abbuffate”. La moderazione è sempre il comportamento più corretto (e apprezzato), ed evitare l’assunzione di cibi e bevande “a rischio”, quelle cioè che per esperienza sono note per provocare fastidi a stomaco e intestino, così come particolari cottura o condimento che inducono gli stessi effetti. Limitare il consumo di alimenti che più di altri possono rallentare la digestione, come cibi grassi o piatti particolarmente elaborati. L’indicazione? Non trasformare la pausa natalizia in una serie ininterrotta di momenti conviviali e di pasti abbondanti. 
  • Non fumare. Dato per assunto che non bisognerebbe mai fumare, ricordarsi che la nicotina può influenzare negativamente i processi digestivi e contribuire all’aerofagia, oltre che all’alitosi.
  • Masticare lentamente favorisce la produzione di saliva prevenendo possibili disturbi gastrointestinali come il reflusso gastrico e l’aerofagia, questo perché la prima digestione avviene in bocca grazie agli enzimi salivari che iniziano la decomposizione chimica degli alimenti. Inoltre, mangiare lentamente offre un beneficio psicologico consentendo al cervello di ricevere segnali di sazietà in modo più tempestivo. Insomma, aiuta te a ridurre il rischio di eccessi alimentari.
  • Bere “abbondante” acqua. Non solo offre salute al tratto urinario ma, paradossalmente, evita anche incontinenza occasionale: una corretta idratazione favorisce la prevenzione di  infezioni e irritazioni, talvolta causa di perdite urinarie oltre che bruciore e prurito intimo.

E se questi disagi dovessero presentarsi?

È possibile ricorrere a farmaci da banco, che vanno scelti caso per caso, con il consiglio del farmacista o del proprio medico di fiducia: ad esempio adsorbenti intestinali contro i gas in eccesso presenti nei visceri in caso di aerofagia e meteorismo; farmaci procinetici per favorire il transito intestinale aiutando, così, lo svuotamento dell’intestino; antiacidi per tamponare o ridurre, in caso di pesantezza di stomaco e cattiva digestione, l’eccesso di acido e contrastarne la risalita verso l’esofago.

Farmaci ad azione antisettica per l’igiene della bocca, in caso di infiammazioni del cavo orale e limitare la comparsa di alitosi; medicinali per uso locale, ad azione antisettica e antinfiammatoria, contro bruciore e prurito intimo.

Se i disturbi non passano o peggiorano dopo qualche giorno, è sempre necessario consultare il medico di famiglia.

-A cura di Francesca Morelli

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