Il 25 novembre non è una data qualsiasi: è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Non un appuntamento simbolico, ma una ricorrenza necessaria. Perché, nonostante se ne parli sempre più, i numeri restano spietati.
Secondo l’ultimo report del Ministero dell’Interno, tra gennaio e ottobre 2025 resta ancora altissima (83%) la percentuale di donne che muoiono per mano di un uomo che, nella maggior parte dei casi, conoscevano bene in ambito familiare o affettivo.
In questo scenario, la ricorrenza del 25 novembre diventa un’occasione per far sentire la voce delle donne e di chi le sostiene, sempre più forte. In tutta Italia si accendono iniziative, cortei, performance, panchine rosse.
E oggi, più che mai, a scendere in campo non sono solo attiviste, istituzioni e centri antiviolenza, ma anche realtà del mondo beauty e aziende che scelgono di usare la loro voce e la loro visibilità per sostenere una causa che riguarda tutti.
Quando il make-up sostiene la libertà
In prima linea quest’anno c’è Astra Make-Up, brand umbro da 35 anni protagonista del beauty italiano, che rinnova il suo impegno al fianco dell’associazione Libera…mente Donna ETS, attiva nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere in Umbria.
Oltre a una donazione dedicata, Astra ha creato insieme all’associazione una campagna social che è molto più di una pubblicità: un racconto per immagini, intimo e corale, in cui il make-up diventa un linguaggio simbolico di espressione, libertà e continuità.
Nel carosello “Non solo prodotti Make-Up” compaiono gesti quotidiani: una bambina che gioca con i colori grazie alla complicità della zia, una nonna che saluta il nipote dal balcone, un gruppo di amiche che si ritrova e si riconosce nei propri rituali, fino a una folla unita da un cielo limpido e da un messaggio chiaro: la bellezza è anche un atto di sorellanza e resistenza.
“Io non sto zitta”: la Lombardia dà voce al silenzio
Tra le campagne istituzionali più rilevanti, spicca quella promossa da Regione Lombardia con il titolo eloquente: “Io non sto zitta – Uniti contro la violenza sulle donne”. Un messaggio diretto, potente, che chiama in causa cittadini, aziende, istituzioni in un’azione collettiva e concreta. L’iniziativa prevede eventi, talk, performance artistiche e momenti di confronto pubblico, con un unico filo conduttore: rompere il silenzio e rafforzare il coraggio di chi denuncia.
A sostenere la campagna ci sono Alfaparf Milano Professional e Nestlé Italia, due aziende radicate sul territorio lombardo, che hanno scelto di affiancare la Regione non solo con il logo ma con un impegno reale nella promozione di una cultura del rispetto. Non è solo una sponsorizzazione: è la costruzione di una rete tra pubblico e privato per rendere visibile il problema e offrire strumenti di supporto alle donne. Perché non stare zitta, oggi, è un atto politico e culturale.
Manifestazioni, arte, cultura e memoria
La forza di questa giornata, però, si riflette anche nelle numerose iniziative culturali, artistiche e civiche che stanno prendendo forma in tutta Italia. Tra le più rilevanti:
- La Toscana delle Donne: dieci giorni di eventi tra mostre, talk e spettacoli promossi dalla Regione Toscana per parlare di diritti, parità e rappresentazione femminile. Fino al 28 novembre.
- Non ballo da sola: la rassegna itinerante di CUBO Unipol e Fondazione Libellula attraversa cinque città italiane (Torino, Milano, Firenze, Bologna e Verona) con performance artistiche, laboratori e talk. Fino al 27 novembre.
Scarpette rosse in ceramica: torna per la nona edizione l’installazione diffusa dell’Associazione italiana Città della Ceramica, che trasforma piazze, scuole e teatri in spazi di memoria e consapevolezza.
Al MAXXI di Roma, il 19 novembre, l’Associazione PARI in collaborazione con la Fondazione Giulia Cecchettin ha organizzato un incontro su violenza di genere e luoghi di lavoro, con la presentazione di dati inediti sull’incidenza del fenomeno.
Il 23 novembre, sempre a Roma, si è corsa la prima edizione di “Corri Libera”, iniziativa sportiva voluta dalla Ministra Roccella per unire sport e impegno contro la violenza.
La voce delle piazze
Centrale, come ogni anno, è anche la mobilitazione del movimento Non Una di Meno, che sabato 22 novembre ha organizzato la manifestazione nazionale a Roma, partita da Piazza della Repubblica. Il 25 novembre, cortei locali in tutte le città: a Milano, l’appuntamento è alle 18.30 in Piazzale Oberdan.
È la parte più politica, più dura, ma anche più necessaria: quella che chiede fondi strutturali per i centri antiviolenza, educazione sessuale e affettiva nelle scuole, e una raccolta dati seria e continuativa.
Scuole e università: educare è prevenzione
Le scuole e le università non restano a guardare. Dall’iniziativa Libere, promossa da Unisona e dalla Fondazione Una Nessuna Centomila in live streaming per le scuole, al convegno “Ripensare le maschilità” all’Università di Milano-Bicocca, il mondo dell’istruzione sceglie di parlare, coinvolgere, riflettere.
Perché il 25 novembre non è (solo) una data
C’è un filo rosso, letteralmente, che attraversa tutte queste iniziative. È il rosso delle panchine, delle scarpe, delle fiaccole, dei rossetti. Ma soprattutto, è il rosso della presa di parola. Di chi non vuole più stare zitta. Di chi crede che la bellezza, quella vera, sia anche potere, libertà, rispetto, consapevolezza. Di chi sceglie di usare la propria voce, il proprio brand, la propria arte per dire basta.
Anche nel beauty, anche nel marketing. Perché ogni spazio è buono per dire: contro la violenza, siamo tutti coinvolti. E dobbiamo fare rumore.
-A cura di Noemi Sartori