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Donna in camice con una lavagna tra le mani e la scritta "Vitamin D"

Vitamina D? Ecco perché è importante fare scorta

Fa bene alle ossa

È questo il ruolo che l’immaginario collettivo attribuisce alla vitamina D.

Vero, ma certamente limitato perché le potenzialità di questa sostanza, vanno ben oltre il rafforzamento dello scheletro e quindi la prevenzione dell’osteoporosi o fratture specie negli anziani o per sostenere lo sviluppo armonico nei bambini.

Molti sanno che la “procuriamo” in larga misura con l’esposizione al sole perché l’organismo è incapace di sintetizzarla. E poi? si va ben poco oltre la conoscenza. E invece si scopre anche che…

…la vitamina D ha tante e diverse altre funzioni

Agisce come un ormone che influisce sul processo intestinale, favorendo cioè l’assorbimento di calcio e fosforo, e che partecipa alle attività del sistema immunitario. Affidandosi poi a studi di letteratura, fra cui uno studio pubblicato su una prestigiosa rivista – l’International Journal of Molecular Sciences –si scopre che della vitamina D non ne dovremmo davvero “fare a meno”; la sua carenza sembra facilitare sviluppo di altre importanti malattie come disturbi cardiovascolari, diabete, malattie autoimmuni e cancro.

Si sta ora valutando il suo potenziale ruolo nella prevenzione e cura dell’influenza stagionale, ma al momento non ci sarebbero prove conclusive di reale beneficio. Si attendono anche dati circa il coinvolgimento nelle malattie autoimmuni, come il lupus eritematoso sistemico, e neurologiche tra cui Parkinson e Alzheimer e/o il possibile legame tra vitamina D e microbiota intestinale, l’insieme dei microbi che popolano l’intestino.

Il ruolo degli integratori

Il sole è la fonte primaria per immagazzinare vitamina D, in minima parte, ci sono alcuni cibi, tra cui quelli arricchiti e di produzione industriale come i cereali per la prima colazione, e alimenti (pochi) come pesci più grassi (come il salmone, lo sgombro e l’aringa), il tuorlo d’uovo e il fegato che contengono Vitamina D naturalmente. E laddove necessario si potrebbe ricorrere alla supplementazione con specifici integratori.

Ma sono così buoni e utili?

Per quanto la vitamina D apporti numerosi benefici al nostro organismo, l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) consiglia la sua integrazione soltanto in presenza di particolari carenze o anche in specifici contesti in cui prima era raccomandata. Ad esempio nel febbraio 2023, l’AIFA avrebbe recepito i risultati di due studi durati diversi anni che farebbero rilevare che la Vitamina D non modifica il rischio di fratture negli anziani sani che non hanno altri fattori di rischio per osteoporosi.

In buona sostanza dimostrerebbero l’inutilità di dare supplementi di vitamina D per prevenire l’osteoporosi e ciò ha cambiato anche la regola per la rimborsabilità a carico del Servizio sanitario nazionale.

E riguardo ad altre condizioni come cancro e Covid-19?

Alcuni studi epidemiologici iniziali sembravano suggerire un ruolo protettivo della vitamina D contro i tumori, tuttavia non confermati da indagini più recenti.

Tra i più importanti c’è lo studio europeo EPIC il quale sembrava dimostrare un rischio di cancro al colon inferiore di circa il 40% in persone con livelli più alti di questa vitamina nel sangue rispetto a una carenza: una evidenza non attestata però da studi su pazienti. Come la ricerca Women’s Health Initiative statunitense, condotta su circa 36.000 donne per una media di sette anni, da cui non emerge alcun effetto protettivo della Vitamina D.

Lo stesso è avvenuto per Covid-19: i dati attualmente raccolti non sono abbastanza solidi da poter affermare che la vitamina D possa proteggere dalle forme gravi di infezione da Sars-CoV-2 o da altre infezioni respiratorie.

Allora, che fare? Per il momento affidiamo le nostre “scorte” di Vitamina D al sole, in attesa che la ricerca dia indicazioni più certe sul ruolo e efficacia di questa vitamina per le diverse condizioni cliniche.

-A cura di Francesca Morelli

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