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In primo piano una mano maschile con una sigaretta accesa

Prendiamoci cura dei nostri polmoni: c’è un importante screening

In Italia si fuma molto e si fa poca, comunque scarsa prevenzione. Complice anche alcune barriere: psicologiche, organizzative e informative.

E così anche lo screening per monitorare e salvaguardare la salute dei polmoni diventa l’ultimo dei problemi”, anche fra fumatori ed ex. Perdendo così un’ importante opportunità di diagnosi precoce e di cura.

Se sei fumatore/fumatrice, tu non lasciartela scappare.

Gli italiani e il fumo

Nel nostro paese le sigarette si amano e molto: il 19% dei connazionali sono ex-fumatori, mentre il 25% della popolazione fuma.

Fra i fumatori 7 su 10 convivono con condizioni croniche – problematiche cardiovascolari, metaboliche e respiratorie – e 1 su 3 (36%) ha un approccio passivo nei confronti della propria salute.

Solo 1 fumatore su 2 circa ha coscienza del valore della prevenzione e meno della metà (42%) dichiara di sottoporsi abitualmente a controlli periodici, anche in assenza di disturbi.

Perché non ci si sottopone a screening per il polmone che esistono e che sono promossi dal Servizio Sanitario Nazionale e Regionale soprattutto per le fasce di popolazione più a rischio, rappresentando una risorsa preziosa per la salute pubblica, come si fa con più naturalezza e “fiducia”, ad esempio per il tumore del seno?

Lo stigma sul fumo

Verso il tumore al polmone si innalzano significative barriere, in primo luogo di carattere psicologico ed emozionale, legate allo stigma esistente sulla patologia e sul fumo.

  • Il tumore al polmone è percepito come una malattia incurabile. Non esiste, come per altre forme di cancro, una consapevolezza diffusa del valore della diagnosi precoce, a cui si associano concrete possibilità di cura.

Poi c’è la barriera della scarsa informazione sull’esistenza dei programmi di screening.

  • La popolazione dichiara di non ricevere al riguardo indicazioni né da parte del proprio medico né dai media, salvo in occasione di campagne antifumo. Inoltre, si teme che lo screening possa essere invasivo, doloroso e/o inutile, rilevando la patologia “quando è ormai troppo tardi”. Mentre, spesso, è l’esatto contrario.

In ultimo, sussistono barriere legate all’accesso, riferite ad esempio alle modalità di prenotazione, alle procedure troppo complesse o costose.

  • C’è sfiducia nei confronti del Sistema Sanitario: una potenziale incapacità di garantire la giusta periodicità dei controlli, la tempestività del responso e un percorso di supporto e di aiuto al paziente e alla sua famiglia, in caso di diagnosi della malattia.

Allora che fare?

Occorre avviare anche un dialogo fra clinici e istituzioni e avviare campagne di sensibilizzazione, innanzitutto, di prevenzione primaria per tutte le fasce di popolazione, veicolati attraverso i giusti canali e con contenuti appropriati, inserite all’interno di iniziative per il miglioramento degli stili di vita. «Tutti gli attori del sistema salute – dichiara Silvia Novello, Presidente WALCE (Women Against Lung Cancer in Europe) Onlus – devono impegnarsi per aumentare la conoscenza dei mezzi di prevenzione disponibili, anche e soprattutto dello screening.

L’obiettivo deve esser quello di garantire un’informazione fruibile e chiara, affinché anche la consapevolezza del cittadino porti alla riduzione dei nuovi casi e potere perseguire diagnosi precoci/tempestive con possibilità di approcci di cura innovativi in grado di cambiare la storia di questa malattia». Sorvegliare il proprio stato di salute è fondamentale per tutte le persone esposte al fumo.

«Ricorrere a controlli preventivi – conclude Giulia Veronesi, Direttrice del Programma di Chirurgia Robotica Toracica presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele – risulta di cruciale importanza al fine di intercettare eventuali problematiche in tempo.

Diagnosticato in fase precoce, anche grazie allo screening, il tumore al polmone è curabile con approccio prevalentemente chirurgico ma anche farmacologico a seconda dei casi, con tassi di sopravvivenza a 5 anni intorno all’80%.».

-A cura di Francesca Morelli

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