Hai sicuramente sentito dire che per stare in forma bisogna fare 10.000 passi al giorno, giusto? Questo numero è diventato una specie di mantra per chi cerca di essere più attivo. Ma ti sei mai chiesto da dove viene questa idea e, soprattutto, se è davvero così fondamentale?
E se anziché 10.000 fossero 9.847? Oppure 6.285? Non valgono più? Ti diamo già una piccola anticipazione: i 10.000 passi sono un ottimo obiettivo, ma non c’è bisogno di fissarti su questo numero.
Da dove nasce il mito dei 10.000 passi?
Prima di tutto, facciamo un salto indietro nel tempo. L’idea dei 10.000 passi al giorno non viene da studi scientifici particolarmente solidi, ma da una trovata di marketing nata in Giappone negli anni ’60. Com’era la citazione? “Il marketing che move il sole e l’altre stelle” … o forse Dante non scriveva proprio così, ma torniamo a noi! Questa azienda giapponese lanciò un contapassi chiamato “Manpo-kei”, che tradotto significa proprio “10.000 passi al giorno”.
L’obiettivo era molto semplice: incentivare le persone a muoversi di più. Così, il numero si diffuse e divenne il simbolo dell’attività fisica quotidiana.
I benefici di camminare, anche meno di 10.000 passi
Non siamo qui per dirti che non serve camminare 10.000 passi al giorno: camminare fa bene, questo è certo. Ma il punto è che non è necessario raggiungere esattamente 10.000 passi al giorno per ottenere benefici.
Studi scientifici, confermati anche da una recente meta-analisi condotta su oltre 110.000 persone, hanno dimostrato che superare i 2.600 passi al giorno (che equivalgono a circa 2 km) può già ridurre il rischio di malattie cardiache e migliorare la salute generale e questi benefici aumentano in modo significativo quando si arriva a fare 7.000-8.000 passi.
Insomma, non devi essere un contapassi umano per stare bene. Camminare regolarmente ti aiuta a:
- Migliorare la salute cardiovascolare;
- Ridurre lo stress e migliorare il benessere mentale;
- Aumentare l’energia e migliorare il tono muscolare.
Quindi, se arrivi a 7.000 o 8.000 passi, sappi che sei già sulla strada giusta per stare meglio!
Non serve fare tutti i passi insieme
Un altro mito che circola è che per ottenere i benefici bisogna fare tutti i passi in una sola sessione. Beh, non è vero! I passi possono essere distribuiti durante la giornata. Non c’è bisogno di uscire per una mezza maratona tutte le mattine (anche se, se ti piace, ben venga!). Puoi spezzare i tuoi passi in piccole passeggiate: cammina per 10 minuti durante la pausa pranzo, fai le scale invece di prendere l’ascensore, scendi una fermata prima quando prendi l’autobus.
Il movimento si accumula, e anche una serie di brevi camminate può fare la differenza. Ogni passo conta, e non importa quando li fai. Quindi, anche se il lavoro ti occupa gran parte della giornata, puoi sempre trovare il modo di muoverti un po’ di più. Magari facendo un giro in più quando vai a fare la spesa o passeggiando mentre chiacchieri al telefono, ci hai mai pensato?
Fissarsi sui 10.000 passi può essere controproducente
Se fissare un obiettivo è utile, diventare ossessionati da un numero ha l’effetto opposto. Se un giorno non riesci a raggiungere i 10.000 passi, non devi sentirti frustrato o, peggio, scoraggiato. Non si tratta di tutto o niente. Muoversi regolarmente è quello che conta, non raggiungere un numero magico ogni giorno.
Siamo esseri umani, non robot. Ci sono giornate in cui non possiamo muoverci tanto: può esserci una giornata piena di impegni, maltempo o semplicemente stanchezza. L’importante è non farsi scoraggiare e, quando possibile, cercare di rimettersi in movimento.
Quindi, anche se arrivi a 6.000 passi oggi, va benissimo! Non bisogna farne una questione di vita o di morte, l’importante è continuare a muoversi. Se ti piace camminare e il contapassi ti motiva, usalo pure! Ma non lasciare che diventi un’ossessione.
Muoversi non deve essere un peso. Cammina, balla, fai esercizio, e goditi il processo. Ogni piccolo sforzo conta, e ogni passo ti porta un po’ più vicino a una vita sana.
-A cura di Noemi Sartori