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Lo schermo ci mostra, o crea difetti che non abbiamo mai notato

È inutile negarlo, la tecnologia e i social influenzano la percezione del nostro corpo, sicuramente durante una video call o dopo avere scattato un selfie avrete notato sul volto più difetti di quelli che conoscevate, non bisogna preoccuparsi è perfettamente normale. Lo schermo enfatizza o ci fa notare i difetti.

I nuovi sistemi di comunicazione, in un modo o nell’altro, influenzano la visione che abbiamo di noi stessi, tramite la nostra immagine catturata da uno schermo, notiamo più imperfezioni rispetto a quelle che magari tramite gli specchi di casa nostra non abbiamo mai visto.

Alle volte è solo questione di luci e ombre

In questi svariati casi entrano in gioco moltissimi fattori: quelli ambientali (la luce del sole, le ombre di vario genere, i riflessi, il fatto che ci troviamo per strada, ecc..) e quelli psicologici (quando siamo in casa, inconsciamente ci sentiamo protetti e non così esposti agli sguardi delle persone, quindi, molto probabilmente, non prestiamo troppa attenzione alle imperfezioni).

Questo è ciò che viene chiamato “effetto zoom” parole utilizzate per definire l’insoddisfazione per la propria immagine, per il viso soprattutto, che molti sperimentano guardandosi nello schermo, proprio come se ci si trovasse sempre di fronte ad uno spietato specchio in miniatura.

La costante tensione per l’immagine che vediamo ci porta ad una maggiore ricerca di un’ideale di bellezza, cura e attenzione per i dettagli da mostrare agli altri o spingendoci verso l’imitazione di prototipi di bellezza che appaiono perfetti (solo) sullo schermo, o meglio, sullo specchio digitale in cui ci riflettiamo tutti i giorni.

Quando reale e virtuale non coincidono

Purtroppo, le fotografie ultra patinate che vediamo nei social network o i video in cui i filtri abbondano, condizionano pesantemente la percezione che abbiamo del nostro corpo portando a creare insicurezze riguardo il nostro aspetto. Questo non influisce solo sui giovanissimi e adolescenti ma anche su adulti che si confrontano costantemente con immagini e parametri di bellezza completamente sfalsati.

Una vera e propria battaglia tra il reale e il virtuale, tra ciò che è e ciò che in modo non naturale potrebbe essere.

Tantissime persone perdono moltissimo tempo a rielaborare fotografie e selfie prima di pubblicarle, questo fa pensare ad una sorta di dismorfismo corporeo provocato solo ed esclusivamente dal confronto con gli altri, e ciò che è più paradossale, da un confronto con l’immagine che gli altri mostrano di sé, non l’immagine reale della persona a cui ci si compara.

Filtri e ritocchi alla nostra immagine ci snaturano

Ci sono persone che non riescono assolutamente a fare a meno dei filtri nei social, senza i quali si sentirebbero troppo esposte e vulnerabili ai potenziali commenti e critiche delle altre persone, ne sono completamente dipendenti.

Persone che riescono a sentirsi a loro agio solo nell’online e protette da uno schermo, persone a cui ormai risulta difficile relazionarsi dal vivo proprio per il parallelismo che creano loro stesse tra due immagini che non hanno più a che fare l’una con l’altra.

Proprio per queste ragioni, i ritocchini estetici, soprattutto al viso, hanno avuto un fortissimo incremento negli ultimi anni. Tutti vogliono assomigliare al loro avatar virtuale, ragazze e ragazzi giovanissimi che vanno dal medico estetico con il loro selfie riempito di filtri e chiedono di farli assomigliare a quell’ immagine.

Quando fai un selfie o registri una story usi filtri o pensi che non servano perché tanto prima o poi le persone ci vedranno dal vivo? Facci sapere cosa ne pensi.

 A cura di Stefano Zulian

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