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La smania di successo ci sta autodistruggendo

La smania di successo ha una connotazione negativa rispetto all’ ambizione, una parola che dovrebbe avere una connotazione positiva, una parola che racchiude in sé i concetti di forza, perseveranza e desiderio di raggiungere gli obiettivi.

Solo sentendola pronunciare il primo pensiero che ci viene in mente sono le storie di imprenditori visionari che, grazie alla loro passione, sono riusciti in qualche modo a cambiare il modo di pensare, di lavorare e di affrontare la vita di tutti i giorni.

C’è un però, se l’ambizione da una parte è una leva per la motivazione e per il progresso della società, dall’altra, il suo eccesso rischia di trasformarsi in arrivismo e smania di successo, in nome dei quali il fine giustifica qualsiasi mezzo.

Oggi, questo estremo bisogno della spasmodica ricerca del successo sembra aumentare di giorno in giorno. Siamo sopraffatti dalla pressione sociale e dal precariato (non solo nel mondo del lavoro, ma anche in quello relazionale e sociale), una realtà che ci rende irrisolti ed emotivamente fragili.

Ad ogni costo bisogna dimostrare quanto si vale, comparandosi agli altri, tutto inizia ad apparire come una competizione, tutti devono essere testimoni del nostro ostentato successo, ma a lungo andare, sfida dopo sfida, si perde il vero significato dell’ambizione che dovrebbe essere il motore propulsivo per dare forza a noi stessi, ai nostri desideri e alle nostre aspirazioni e non trarla dalle invidie o dagli applausi degli altri.

Emergere e trasmettere un’idea di superiorità, in ogni campo della vita, diventa spesso il percorso obbligatorio per assicurarsi un futuro e una posizione sociale rispettabile, siamo ormai completamente stati assorbiti in una “società della performance” che influenza gran parte delle nostre scelte.

Se la nostra ambizione comincia ad essere intaccata dalla componente negativa, diventiamo vittime del perfezionismo ossessivo, del terrore di non essere accettati, dell’insoddisfazione cronica, del bisogno di non deludere  genitori, amici, datori di lavoro.

Veniamo sopraffatti da un forte senso di inferiorità e da un’eccessiva considerazione del giudizio altrui. Sembra che le persone debbano affrontare una gara costante in cui i soli partecipanti sono loro e la loro auto consapevolezza che, il più delle volte, è inesistente o addirittura fin troppo palese.

Anche se la società moderna ci impone altro, dobbiamo imparare a coltivare una forma più sana di ambizione, che ci permetta di vivere in armonia con il mondo che ci circonda e si basi non sullo scontro e sulla sopraffazione del prossimo, ma sulla collaborazione e sull’aiuto reciproco.

E tu che rapporto hai con l’ambizione? Facci sapere cosa ne pensi nei commenti.

A cura di Stefano Zulian

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