Glitter e shimmer nel makeup dopo i quarant’anni: si, no o chissenefrega, faccio come mi pare!

Apri un magazine, scorri un reel, ascolti una “esperta” improvvisata su TikTok. E, puntuale arriva il mantra: “Dopo i 40, meglio evitare…”


La minigonna? Inappropriata. 

I capelli lunghi? Troppo giovanili. 

Il rossetto rosso? Eccessivo. 

E l glitter? Bestemmia cosmetica.

Ma poi ti guardi allo specchio con quell’illuminante che fa scintille sotto la luce del bagno e pensi: “Perché no?”
Questa non è una guida. È una dichiarazione d’intenti per tutte quelle donne che non hanno alcuna intenzione di diventare invisibili, né di lasciare il trucco divertente alle ventenni.
Altro che “tempo di opacità”: è tempo di risplendere, a modo nostro!

Il diktat del “meglio evitare”? L’abbiamo già sentito (e ignorato)

“Dopo una certa età…”: quante volte lo abbiamo sentito iniziare così, quel consiglio non richiesto che sa di ammonimento? È la frase jolly con cui si vorrebbe spegnere ogni scintilla, spezzare ogni slancio creativo, riportarci nei ranghi del “sobrio e appropriato”.

Il glitter “segna”, lo shimmer “accentua”, i colori “non sono più adatti” … ma a chi?Forse è il momento di dirlo chiaramente: non siamo noi a essere fuori tempo. Sono certi stereotipi a essere scaduti.

Chi ha paura della luce? (Spoiler: non noi!)

Glitter e shimmer, nel linguaggio beauty, non sono solo texture: sono un’affermazione di presenza. Un modo per dire “ci sono”, anche senza bisogno di spiegazioni. Ed è curioso notare come, proprio quando la nostra personalità è più definita che mai, ci venga chiesto di renderci più invisibili.

Dal punto di vista psicologico, questo processo ha un nome: si chiama invisibilizzazione sociale. È quel momento in cui le donne, superata una certa età, iniziano a percepire, o a subire, una sottrazione graduale di attenzione, di ascolto, di centralità. Non è solo una questione estetica: è una dinamica culturale profonda, che penalizza la maturità femminile anziché celebrarla.

L’ageismo lavora così: ci racconta che il tempo che passa va nascosto, addolcito, reso opaco. Come abbiamo raccontato in questo articolo donne e ageismo, la società ha sempre preteso che le donne invecchiassero in silenzio. Ma forse, oggi, è il momento di rispondere con un ombretto duochrome ben piazzato.

Non per sembrare qualcun’altra. Ma per essere ancora di più noi stesse: scintillanti, visibili, e splendidamente libere.

Glow power: le over 40 che brillano senza chiedere permesso

Chi ha detto che lo shimmer è roba da Coachella? Basta guardare Jennifer Lopez, Gwyneth Paltrow, Tracee Ellis Ross, Julianne Moore: icone over 40 (e over 50) che sfoggiano eyeliner glitterati, highlighter luminosi e rossetti accesi con la stessa disinvoltura con cui noi beviamo un caffè al volo.Non si tratta solo di estetica. È una questione di libertà: quella di scegliersi, di piacersi, di brillare anche, e soprattutto, dopo gli “anta”.

Shimmer sì, ma come ti pare

Qui non si tratta di dare regole, ma qualche spunto per chi ama sperimentare. Vuoi un tocco glow che valorizzi? Prova:

  • Un illuminante liquido sui punti alti del viso (zigomi, arcata sopracciliare, arco di Cupido).
  • Uno shimmer rosato o dorato sulla palpebra mobile per aprire lo sguardo.
  • Un gloss riflettente (sì, anche con qualche microglitter) sulle labbra.

La parola d’ordine? Divertimento. Nessuna costrizione, solo voglia di sentirsi bene con sé stesse.

Brilla, sempre. Se ti va.

Se ci dicono: “Dopo i 40, meglio restare sobrie.”
Noi rispondiamo: “Dopo i 40, meglio essere sé stesse.”

Se ti va di brillare, fallo. Se ti va di essere neutra e matte, fallo. Ma non lasciare che il tuo make-up sia dettato dalla paura del giudizio.

Perché, diciamolo: le donne non sono nate per scomparire. In nessun senso. Nemmeno nel make-up.

E un riflesso shimmer può essere più di un dettaglio. Può essere un piccolo atto di resistenza, un modo per dire che siamo ancora qui: splendenti, consapevoli, vive.Hai più di 40 anni? E allora, “glittera” come se non ci fosse un’età!

-A cura di Noemi Sartori

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