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Viso di una ragazza a cui viene fatta una iniezione di Filler

Filler: facciamo chiarezza

Nell’ambito della medicina estetica, il filler rappresenta una delle più significative innovazioni degli ultimi anni. Questo trattamento non invasivo è diventato rapidamente popolare per la sua efficacia nel migliorare l’aspetto della pelle e ridurre i segni dell’invecchiamento.

Il filler ha di certo rivoluzionato il campo della medicina estetica, offrendo soluzioni efficaci e sicuri. Con la sua capacità di fornire risultati naturali e duraturi, è diventato uno strumento indispensabile per medici e pazienti alla ricerca di trattamenti anti-invecchiamento non invasivi. Chi però non è del mestiere confonde molto spesso il filler con il botox, dunque facciamo un po’ di chiarezza in merito.

Filler e botox, spesso confusi dai pazienti, sono in realtà trattamenti estetici con finalità e meccanismi d’azione diversi. Mentre il botox è prevalentemente utilizzato per il trattamento delle rughe nella parte superiore del viso, i filler sono impiegati per restaurare o incrementare il volume nel terzo medio e inferiore del viso.

Il botox, o tossina botulinica di tipo A, agisce rilassando temporaneamente i muscoli, riducendo le rughe dinamiche e di espressione, come quelle frontali, glabellari e le zampe di gallina, e ritardando la loro evoluzione nelle rughe statiche, permanenti anche a riposo.

I filler, invece, sono utilizzati per ripristinare o aumentare il volume in aree del viso che hanno perso pienezza o non sono ben definite. Sono formati da diverse sostanze, tra cui l’acido ialuronico, l’idrossiapatite di calcio, il poli-L-lattico o grasso autologo.

Classificazioni

Capofila di questa tecnica che ormai ha preso piede da qualche tempo è iI filler a base di acido ialuronico. L’acido ialuronico è un polisaccaride naturalmente presente nel corpo umano, con una concentrazione particolarmente alta nei tessuti connettivi, nella pelle, e nel liquido sinoviale delle articolazioni.

La sua funzione principale è quella di trattenere l’acqua, conferendo alla pelle un aspetto idratato e pieno.  Principalmente impiegato per trattare le rughe sottili, rimpolpare le labbra e ridefinire l’ovale, è una delle sostanze più comuni e sicure ed è utilizzato per trattare una vasta gamma di inestetismi. Altri filler meno noti ma ugualmente efficaci sono:

  • L’ idrossiapatite di calcio (CaHA): è un filler riassorbibile volumizzante di lunga durata. È utilizzato per ridefinire i profili ossei come zigomi, mento, dorso del naso, mandibola ma anche per dare maggiore rotondità ai volti molto dimagriti e scavati.
  • L’acido polilattico: a differenza degli altri fillers, non produce effetti nell’immediato periodo post-iniezione, i primi risultati infatti, sono visibili solo dopo 4-6 settimane e, per ottenere l’effetto di ringiovanimento o rimodellamento desiderato, possono essere necessari 2-6 trattamenti complessivi (in base all’inestetismo da correggere).
  • Il policapronolattone (derivato del polilattico) è un materiale molto noto e completamente riassorbibile che trova impiego in vari campi medicali come ad esempio i fili di sutura riassorbibili, e gli impianti dentali. A differenza dei fillers più volumizzanti, questo acido ha un grande potere biostimolante a lungo termine ed evita l’effetto “puffy”, indicato in pazienti con visi già floridi che necessitano però di correzioni significative.
  • La carbosimetilcellulosa (CMC) possiamo trovarla in associazione ad altre sostanze per la sua funzione di veicolare microsfere. Utilizzato come filler ha mostrato doti tecnologicamente avanzate: maneggevole come gli acidi ialuronici e lentamente riassorbibile.

I filler possono essere classificati in riassorbibili, semipermanenti e permanenti, con diversi tempi di durata e modalità d’azione.

Differenze tra filler

  • I filler permanenti sono sostanze che, una volta iniettate nell’organismo, non vengono assorbite e rimangono permanentemente nel corpo. Il silicone liquido è l’esempio più noto, ampiamente utilizzato in medicina estetica per anni prima di essere proibito negli anni ’90. Ancora oggi, la medicina e la chirurgia estetica vengono spesso associati al silicone e alle sue complicazioni e, di fatto, i filler permanenti sono considerati obsoleti poiché offrono una correzione irreversibile del viso e del corpo.
  • I semipermanenti offrono risultati duraturi ma non permanenti, essendo progettati per essere gradualmente riassorbiti dall’organismo. Tipicamente, i filler semipermanenti sono composti da materiali come l’idrossiapatite di calcio, il poli-L-lattico o altri polimeri biocompatibili.
    Queste sostanze sono state studiate per integrarsi con i tessuti circostanti e per stimolare la produzione naturale di collagene, contribuendo a un effetto di ringiovanimento più naturale e duraturo. Possono durare da uno a diversi anni, a seconda del tipo di prodotto utilizzato e della reazione individuale del paziente. Questa durata più lunga rispetto ai filler riassorbibili standard (come quelli a base di acido ialuronico) li rende un’opzione attraente per coloro che desiderano risultati più duraturi senza ricorrere a soluzioni permanenti.
  • I filler riassorbibili sono progettati per essere gradualmente degradati e riassorbiti dal corpo nel tempo, rendendoli una soluzione temporanea. I risultati dei filler riassorbibili possono variare a seconda del tipo di materiale utilizzato e dell’area trattata.
    Generalmente, durano 8 – 12 mesi ed oltre. L’acido ialuronico, ad esempio, tende a essere riassorbito più rapidamente rispetto ad altri materiali. Un vantaggio significativo dei filler a base di acido ialuronico è la loro reversibilità. In caso di risultati insoddisfacenti o complicazioni, è possibile utilizzare un enzima chiamato ialuronidasi per sciogliere rapidamente il filler.

Come si esegue il trattamento

Il trattamento viene eseguito iniettando la sostanza al di sotto della pelle con aghi sottilissimi. I filler hanno un elevato grado di sicurezza, consentono di effettuare impianti sicuri, totalmente biocompatibili e riassorbibili, e sono soggetti quindi a graduale riassorbimento. Possono essere ripetuti a distanza di tempo per mantenere l’effetto desiderato.

La possibilità di reazioni allergiche alla sostanza è molto rara, tanto che non è previsto alcun test di sensibilità prima di procedere al trattamento con i filler.

Altre preparazioni a base di acido ialuronico, aminoacidi, coenzimi e minerali vengono iniettati superficialmente a livello cutaneo per stimolarne la pelle, migliorarne la trama, l’elasticità e stimolare il ricambio cellulare.

Il trattamento prevede più sedute secondo lo stato della paziente e il giudizio del medico. Questo trattamento prende il nome di Biorivitalizzazione.

È fondamentale che l’uso dei filler sia eseguito da professionisti qualificati per assicurare risultati efficaci. I pazienti devono essere consapevoli dei potenziali rischi e benefici associati all’uso dei filler.

La medicina estetica continua ad evolversi, offrendo nuove tecniche e applicazioni per questi trattamenti. Prima di procedere con qualsiasi trattamento con filler, è essenziale consultare un medico esperto per garantire effetti ottimali e sicuri.

-A cura di Samuela Nisi

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