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Su sfondo giallo un vecchio modello di sveglia e una mano che regola le lancette

Cambio dell’ora, cosa aspettarsi e quali rimedi adottare

Ci siamo quasi: Il prossimo 31 marzo, festa di pasqua, segna anche il passaggio dall’ora solare a quella legale. Si dormirà un’ora in meno: una piacevole occasione per molti per vivere un’ora in più alla luce del sole, un “malaugurio” per molti altri.

Questo “timing”, per quanto breve e privativo di un’ora sola di sonno, si può accompagnare per alcuni giorni a un malessere generalizzato, fisico e mentale, indotto dal brusco cambiamento dei ritmi biologici.

Tutto in una sola notte: una dura prova di adattamento per l’organismo, che spesso non ce la fa a sorbire il colpo.

Resettare i bioritmi

Non è semplice e gli effetti si percepiscono fin nell’immediato: emicrania, insonnia, difficoltà di addormentamento, alterazioni dell’appetito sono tra i sintomi più comuni del cambio dell’ora. Un “deficit” per tutti?

Non è detto, ad esempio chi tende ad essere più attivo nelle ore serali, i gufi in buona sostanza, rispetto a chi predilige le ore diurne – le allodole – potranno subire maggiormente il contraccolpo con maggiori difficoltà di adattamento per via che il buio arriva un’ora più tardi.

Ma non è solo questione di aumento della stanchezza, l’ora legale impatta anche sull’umore: maggiore irritabilità e nervosismo, minore capacità di concentrazione. Ma si tratta, anche in questo caso di effetti temporanei, da “pazientare” per alcuni giorni.

Le implicazioni

 Le più evidenti sono sul sonno, il responsabile che causa anche un “danno” anche a livello fisico e mentale, insomma il debito di sonno si deve scontare: è da mettere in conto.

  • Sonno più frammentato, più leggero, in una parola più disturbato porta con sé una importante implicazione. Un riposo di minore qualità impatta, infatti, anche sulle performance e il rendimento quotidiano, lavorativo o scolastico, a seconda delle età. Perché questo calo prestazionale?
  • Calo di concentrazione e con essa aumentano la distraibilità e quindi la fatica a ritrovare il “focus” e a prestare la mente, attiva e presente, su ciò che si sta facendo. Così anche gli impegni quotidiani, quelli di routine, per qualche giorno potranno sembrare più lunghi, onerosi, ardui.
  • Stanchezza aumentata: è “chiaro”, la luce de sole protratta porta a fare più cose nell’arco della giornata, ma se il riposo non è ottimale, il rischio di maggior stanchezza è lì che aspetta e mette all’angolo.

I rimedi

Fermo restando che sono effetti collaterali temporanei, non più di qualche giorni/una settimana, qualche strategia pratica si può mettere in atto:

  • Assumere una buona dose di vitamine: aiutano a combattere la stanchezza fornendo al corpo le sostanze di cui ha un maggior bisogno. Ad esempio la vitamina C contribuisce al normale metabolismo energetico e stimola l’assimilazione del ferro; la vitamina E è ricca di antiossidanti, le vitamine del gruppo B trasformano il cibo in energia. 
  • Incrementare l’attività fisica: l’ora di luce può essere sfruttata attivamente facendo un po’ di sport e di movimento in generale. Meglio praticarlo al mattino perché fatto in prossimità della sera, vicino all’ora del riposo, mette in circolo adrenalina e altre molecole eccitanti che potrebbero rendere difficoltoso addormentarsi. 
  • Regolamentare meglio (la qualità e la quantità) dei pasti, preferendo cioè cibi leggeri alla sera per favorire il riposo ed evitando alimenti stimolanti come caffeina e teina, che alterano e disturbano il ciclo sonno-veglia. 
  • Essere preventivi: qualche giorno prima dell’entrata in vigore dell’ora legale, anticipare l’ora di coricarsi alla sera o svegliarsi 20 minuti prima del solito per aiutare l’organismo ad abituarsi al nuovo ritmo buio/luce.

In caso di necessità consultare il medico per qualche consiglio su specifici integratori.

-A cura di Francesca Morelli

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