Una fotografia di Mina con l'iconico makeup

BACK TO GLAM Cambio look, idee da rubare agli anni 60

L’Italia dei Sessanta profumava di brillantina, di novità e di sogni che correvano veloci come una vespa sulla Tiburtina. Le ragazze non volevano più solo “essere belle”: volevano farsi vedere.
E per la prima volta la moda non arrivava da Parigi — partiva da Roma, Milano e da ogni salone che teneva la radio accesa su Mina. Il Paese si svegliava in bianco e nero, ma la femminilità diventava a colori: minigonne, caschetti geometrici e ciglia da cerbiatto. Era l’alba di una nuova libertà, leggera ma potentissima.

Le icone italiane del cambiamento

Gli anni ’60 italiani hanno avuto più protagoniste di una prima alla Scala: Mina, Patty Pravo, Caterina Caselli, Raffaella Carrà, Ornella Vanoni.
Ognuna, a modo suo, rivoluzionò il concetto di “donna da guardare”.

  • Mina portò in TV la voce, ma anche lo sguardo: eyeliner spigoloso, ciglia chilometriche e labbra color albicocca.
  • Patty Pravo, “la ragazza del Piper”, trasformò il biondo platino in un manifesto di indipendenza.
  • Caterina Caselli, col suo caschetto biondo perfetto, fece scuola: tagliarsi i capelli da sola divenne gesto politico.
  • Raffaella Carrà mescolò coreografia, ritmo e sensualità con un sorriso disarmante — e l’ombelico di fuori — e nacque la showgirl moderna.

Aneddoti & segreti dai camerini

Nei corridoi della RAI, il trucco era un’arte improvvisata ma precisa. Le truccatrici usavano spazzolini da denti per separare le ciglia, e la colla per ciglia era spesso una miscela artigianale di gomma arabica. Le parrucchiere spruzzavano generosamente Elnett de L’Oréal, la lacca dorata diventata status symbol (e ancora oggi cult).
Chi non poteva permettersela preparava in casa il proprio fissante con acqua e zucchero, versato in bottigliette di profumo vuote. Il risultato? Onde disciplinate e tenuta inossidabile, anche dopo una notte al Piper.

Come rifarlo oggi

Vuoi evocare i ’60 senza sembrare un cameo di Dino Risi?

  • Usa una base leggera e luminosa, solo correttore e cipria compatta.
  • Disegna un eyeliner netto e allungato verso l’esterno, quasi architettonico.
  • Carica le ciglia superiori, lascia naturali quelle inferiori.
  • Le labbra: rosa baby, nude o pesca.
  • Capelli: caschetto lucido o onde a V, effetto “Carrà con il Dyson”.

Un tocco vintage irresistibile? Il cerchietto bombato o un foulard annodato sotto il mento.

Tips vintage da rubare

  • Cucchiaino freddo sugli occhi per sgonfiare lo sguardo (trucco di Mina, ante litteram del cryo-roller).
  • Blush in crema picchiettato con le dita per un effetto bonne mine autentico.
  • Acqua di rose come tonico: lenitiva, profumata, economicamente imbattibile.

Il consiglio di stile IBC

Negli anni ’60 le donne hanno capito che la vera eleganza non è “piacere a tutti”, ma piacersi al punto da osare. Metti la tua minigonna mentale — quella che ti fa camminare con ritmo — e tira la riga di eyeliner più dritta che puoi. Perché la libertà, a volte, comincia da uno sguardo ben disegnato.

Fonti & curiosità

  • Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa (Ivrea): spot Helen Curtis Spraynet (1963–65).
  • Pubblicità Elnett de L’Oréal, 1960 – tra le prime lacche “professionali” distribuite in Italia.
  • Interviste a Stefano Anselmo, truccatore storico di Mina, su Trucco e Bellezza Italiana (RAI Teche).

Ricette casalinghe “acqua & zucchero” come fissante, da Manuale di Bellezza Domestica, Ed. Cappelli, 1962.

-A cura di Samuela Nisi

Di Samuela Nisi, giornalista pubblicista di moda, bellezza e benessere, racconta tendenze e stili di vita con uno sguardo competente e contemporaneo. Scrive per testate cartacee e digitali, unendo estetica, contenuto e personalità.

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