Da trovare nei cosmetici, nei rituali beauty, nelle routine quotidiane, ma non solo.
La performance cosmetica non è tutto. Soffrire per essere bella? Ma anche no. Soprattutto se la connessione diretta tra alta sensorialità ed efficacia è provata dalla scienza. Insomma, più un cosmetico ti fa stare bene, più funziona.
Pelle e psiche si “parlano”
È il principio della PNEI, ovvero psico-neuro-endocrino-immunologia, un campo del sapere che mette in relazione mente, cervello, ormoni e sistema immunitario e che sta cambiando, in meglio, il nostro rapporto con i prodotti di bellezza. Stimolare la produzione di endorfine, gli ormoni del benessere, appaga i sensi e fa risplendere la pelle, lo sanno bene gli innamorati che, con i neurotrasmettitori al top, appaiono radiosi. «Esiste una relazione diretta tra sistema nervoso e pelle: l’embrione li sviluppa a partire dalla stessa base detta “foglietto” e questo fa sì che restino interconnessi. Non a caso esistono disturbi cutanei causati dallo stress», spiega il cosmetologo-cosmellier Umberto Borellini, una laurea in farmacia e una in psicologia, autore di testi molto conosciuti sull’argomento, docente universitario e pure “padre” di una linea cosmetica tutta sua.
Il potere delle emozioni positive
Si fa presto a dire “sensoriale”, ma in pratica come si declinano i prodotti beauty? «Esistono due tipi di cosmetici polisensoriali, cioè che stimolano più sensi, quelli i cui ingredienti attivano i recettori cutanei, come ad esempio il mentolo per la sensazione di freschezza, o il peperoncino, il cui pizzicore fa gonfiare le labbra, ma anche l’effetto riscaldante della canfora nei prodotti per il corpo; e poi ci sono i prodotti beauty che hanno la capacità di attivare i 5 sensi in modo più sottile», dice il cosmetologo. Ecco qualche esempio:
- la vista: una confezione lussuosa o colorata
- l’olfatto: una fragranza piacevole
- il tatto: la texture, il piacere che dà applicare il prodotto
- l’udito: i suoni specifici legati al prodotto, come il clic del tappo, il crepitio della mousse corpo, il ronzio del dispositivo massaggiante
- il gusto: vale soprattutto per i prodotti labbra, con i sapori di vaniglia, di frutti rossi etc
Tutti questi fattori riescono a coinvolgere a livello emozionale, vuoi perché riprendono temi cari all’infanzia, dove qualcuno si occupava di noi, ci lavava e massaggiava, vuoi perché rimandano a un universo cui aspiriamo, di lusso ed esclusività.
I rituali su cui puntare
Quindi sì ai prodotti che piacciono a noi, il cui profumo ci evoca sensazioni positive (la vaniglia e la lavanda rasserenano, gli agrumi danno buonumore, per fare qualche esempio), e per ciascuna sarà un prodotto diverso, così come saranno diverse le texture considerate piacevoli da una giovanissima o da una persona più matura, dove la prima preferirà in genere le consistenze gel e la seconda troverà ristoro in creme ricche e vellutate. Vasetti e flaconi possono essere minimal chic o coloratissimi, siamo noi a scegliere, secondo la nostra personale idea di efficacia o di benessere. L’importante è la qualità, il cosmetico deve contenere ingredienti funzionali come attivi idratanti, esfolianti o proaging, altrimenti addio risultati…
E la beauty routine? Su misura per le nostre esigenze.
Quindi chi cerca pochi passaggi veloci e super gratificanti apprezzerà le linee con pochi prodotti molto performanti, chi cerca il conforto del lungo rituale beauty, con i suoi tanti step-coccola, apprezzerà i marchi che seguono la tendenza della K-beauty con innumerevoli prodotti specifici.
La rivincita della cabina
Poi c’è chi ha puntato fin dall’inizio sulla sensorialità come booster dei suoi cosmetici e propone linee caratterizzate da colori, consistenze e profumi diversi come altrettanti mondi da esplorare. E poiché i marchi cosmetici si rifanno esplicitamente al mondo della SPA, anche noi possiamo andare alla fonte e concederci un trattamento sotto le mani di una professionista. «Proprio per il potere benefico del massaggio svolto da un’estetista esperta, studi clinici hanno dimostrato che lo stesso soin idratante applicato in salone di bellezza e a casa dava risultati diversi: in cabina la performance idratante era migliore», chiosa il cosmetologo-cosmellier Umberto Borellini.
-A cura di Laurence Donnini

Laurence Donnini, giornalista e scrittrice. Francese d’origine, italiana per abitudini, vivo e lavoro a Milano. Amo scandagliare la realtà e mettere alla prova dei fatti tendenze, persone e prodotti.