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Particolare di un polpaccio con evidenziato in rosso la possibile presenza di un trombo

Arriva il vademecum contro la trombosi

Contro la trombosi “muoviti”! Di nome e fatto: non attendere che l’evento accada. Agisci prima, non stare seduta/o in poltrona con le braccia conserte. Il movimento è infatti alla base della prevenzione della trombosi, una problematica che colpisce due volte di più dei tumori, che può anche uccidere, ma di cui non si ha piena consapevolezza. Allora insieme al darsi al moto, la Società Internazionale per la Trombosi e l’Emostasi, in alleanza con altre organizzazioni e società scientifica, si “movimenta” anche per fare corretta informazione.

Ma che cos’è la trombosi?

È generata innanzitutto da un coagulo (un grumo) di sangue, responsabile di tutti i fenomeni che seguono. La trombosi può svilupparsi nei vasi sanguigni in tutto il corpo, causando spesso sintomi che possono essere confusi per altre condizioni.

I segnali più comuni di un coagulo di sangue nella gamba, o trombosi venosa profonda (TVP), possono infatti includere dolore o sensibilità nel polpaccio, gonfiore della caviglia o del piede, arrossamento o evidente cambiamento di colore e/o calore nella zona.

Mentre quelli dovuti a un coagulo di sangue nei polmoni, o embolia polmonare (EP), possono dare manifestazioni come mancanza di respiro improvviso, respirazione rapida, dolore al petto, frequenza cardiaca elevata e/o svenimento o perdita di conoscenza.

Spesso non si pensa che siano indicativi di una trombosi e questa è una prima grande criticità. «Una delle ragioni per cui la trombosi rappresenta la causa di morte per una persona su quattro nel mondo – spiega Lana Castellucci, presidente del Comitato Direttivo della Giornata Mondiale della Trombosi – è che molti dei suoi sintomi sono simili ad altre condizioni comuni.

Quando una persona sperimenta un crampo alla gamba, ad esempio, è improbabile che faccia un esame per accertare un eventuale coagulo di sangue, ma sfortunatamente, questo potrebbe portare a conseguenze più gravi.

Serve dunque sensibilizzare le persone sui segnali e sintomi di questa diffusa condizione affinché si rivolgano ad una adeguata assistenza medica per non correre rischi». E sulle azioni preventive, efficaci e a basso costo, se ci riferiamo al movimento: camminare e fare stretching possono aumentare il flusso sanguigno e contribuire a ridurre la possibilità che si formino coaguli di sangue.

Cosa può innescare una trombosi?

 I fattori di rischio possono essere di varia natura. Ad esempio:

  • Prolungata ospedalizzazione: fino al 60% dei casi di tromboembolia venosa (TEV) si verifica durante o dopo l’ospedalizzazione, a causa delle mobilità ridotta per il riposo a letto.
  • Terapia contro il tumore: chirurgia e chemioterapia possono aumentare sensibilmente il rischio di sviluppo di un coagulo di sangue
  • Gravidanza e post-partum: in queste due specifiche fasi della vita della donna, il sangue tende a coagulare con maggiore facilità. Inoltre, il peso dell’utero che preme sulle vene del bacino può rallentare la circolazione nelle gambe.

In tutti questi contesti l’esercizio regolare e il mantenimento di un corretto peso corporeo sono importanti per abbassare il livello di rischio.

E in generale che fare?

1. Fai lunghe passeggiate da solo o in compagnia

2. Alzati e fai stretching una volta ogni ora per cinque minuti

3. Dedicati all’allenamento o esegui nuovi esercizi seguendo video online o in palestra

4. Se stai seduto per molte ore mentre lavori, fai una pausa in piedi e fai stretching frequentemente

5. Partecipa a una sfida a piedi. Le sfide a piedi possono essere virtuali partecipando a gruppi che condividono tramite app i propri percorsi o di persona; sono un ottimo modo per rimanere motivati e raggiungere gli obiettivi di movimento.

6. Balla! Prenditi 10 minuti della giornata per ballare a casa con i tuoi figli, amici o persone care. Ballare è un ottimo modo per muoversi e migliorare la circolazione.

7. Fai delle pause durante un viaggio. Se stai seduto in macchina per lunghi periodi, fermati ogni ora per scendere dall’auto e camminare per qualche minuto.

8. Se sei un operatore sanitario, incoraggia i pazienti a fare almeno 30 minuti di movimento nella loro routine quotidiana per ridurre il rischio che si formino coaguli di sangue nelle vene.

9. Di tanto in tanto, solleva le gambe di quindici centimetri sopra il cuore. Questo aiuta ad aumentare il flusso sanguigno.

10. Pratica yoga per muovere il corpo e rilassare la mente.

-A cura di Francesca Morelli

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