Scentdia

ScentDia: il robot che profuma di futuro (e di bergamotto?)

Dimenticate i classici robot freddi e impersonali: il futuro dell’intelligenza artificiale non solo parla e si muove, ma adesso… profuma! 

E no, non si tratta dell’ennesima trovata pubblicitaria per vendere deodoranti smart, ma di ScentDia, il rivoluzionario robot sociale che comunica anche attraverso l’olfatto. Avete presente quando entrate in una panetteria e l’odore del pane caldo vi fa sentire a casa? Bene, immaginate lo stesso effetto, ma con un robot. Se vi sembra assurdo, aspettate di conoscere i dettagli.

Quando la robotica incontra la profumeria

Il progetto ScentDia, ideato dall’artista e robotica Mari Velonaki con il contributo della filosofa della scienza Luisa Damiano e dell’artista profumiere Manos Gerakinis, porta la robotica sociale su un nuovo livello: quello olfattivo. Per la prima volta, un’intelligenza artificiale non solo si muove e interagisce con l’uomo, ma lo fa rilasciando un’essenza appositamente studiata.

Un dettaglio che sembra uscito da un film di fantascienza, ma che in realtà nasconde un intento filosofico ben preciso: i robot sociali non devono sostituire gli esseri umani, bensì interagire con noi in modo armonico, mantenendo un’identità distinta. Insomma, niente androidi indistinguibili dagli umani alla Blade Runner, ma piuttosto una nuova forma di presenza tecnologica che si fa notare – anche olfattivamente.

Un robot che “sa di buono”

L’idea è di dare forma e sostanza a un robot che faccia sentire la sua presenza con un odore preciso, “un fattore molto potente nella nostra società” – secondo la Damiano – “radicato nella nostra storia evolutiva”. Un profumo molto diverso da un fiore o da un animale, ma anche da un essere umano. Qualcosa di inconfondibile, che segni un confine netto quando in futuro potremmo trovarci a condividere degli spazi come, ad esempio, una stanza.

La fragranza di ScentDia non è solo un vezzo estetico: è stata sviluppata per trasmettere una precisa sensazione emotiva e comunicativa. Ma, in definitiva,  che profumo ha un robot? Davvero ricorda il Bergamotto? In realtà, le note scelte sanno di smoky, con un accenno metallico, mixate a essenze che ricordano la Grecia e l’Australia, dov’è nata. Ma per scoprire davvero la fragranza, bisognerà andare a vederla e “annusarla” di persona. Il primo robot sociale con stimoli olfattivi si potrà ammirare al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano e ha le fattezze di un’opera d’arte capace di interagire con chi la circonda. L’aspetto è quello di una dama. Sarà in esposizione dal 22 febbraio al 2 marzo 2025.

Applicazioni pratiche: fantascienza o realtà?

Al di là della curiosità che suscita, ScentDia potrebbe avere un impatto concreto in settori come l’assistenza a persone non vedenti, per cui l’olfatto diventa un canale di comunicazione essenziale. E se il futuro fosse fatto di robot di servizio che annunciano la loro presenza con una scia di profumo, come moderni maggiordomi tecnologici? Magari un giorno potremmo persino scegliere il “profumo” della nostra intelligenza artificiale domestica, creando un perfetto connubio tra smart home e aromaterapia.

Rivoluzione o genialata da profumeria?

C’è chi potrebbe storcere il naso (letteralmente) all’idea di un robot profumato, ma è innegabile che ScentDia rappresenti un passo avanti nell’interazione tra esseri umani e intelligenza artificiale. Del resto, se anche i robot devono entrare nelle nostre vite, meglio che lo facciano con un buon profumo addosso!

-A cura di Francesca Frediani

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