Soffri anche tu di osmofobia? Scopri perché alcuni profumi fanno venire mal di testa e quali soluzioni ci sono.
Niente come un profumo è capace di sbloccare un ricordo, un’emozione, un senso di piacere. La combinazione di note è come una chiave che attraverso l’olfatto può aprire porte anche molto profonde nel nostro subconscio.
Il profumo di una torta o del primo amore, il profumo del mare, di una passeggiata in giardino o della biancheria stesa al sole dalla nonna: l’olfatto ha una linea diretta con le nostre emozioni (positive o negative).
Il profumo può anche collegare la mente a un colore. È recente il progetto sviluppato dall’eccezionale naso Rosa Vaia per l’home designer Andrea Castrignano che ha creato una serie di eleganti fragranze d’ambiente legate a determinate sfumature. Ma questa è un’altra storia…
Ahimè la stessa chiave olfattiva, in alcune persone, può anche aprire porte meno gradevoli ed essere la causa scatenante del mal di testa.
L’osmofobia
Si chiama osmofobia l’ipersensibilità (e intolleranza) a specifici profumi, più in generale ad alcuni odori, un disturbo che riguarda soprattutto chi soffre di emicrania, ma non solo.
Una determinata fragranza può essere la causa di mal di testa ma, anche, il mal di testa può accentuare l’intolleranza a quel determinato profumo. Un vero circolo vizioso.
Alla base di questo disturbo (che colpisce il 75% delle persone emicraniche) c’è un’eccessiva sensibilità sensoriale che porta a un’errata elaborazione degli stimoli: in pratica i recettori cerebrali percepiscono alcuni odori (che sono assolutamente innocui) come potenziali pericoli per l’organismo e reagiscono di conseguenza.
Quali odori
È stata fatta una classificazione degli odori che causano mal di testa. I più scatenanti sono il fumo di sigaretta, l’odore di bruciato, di benzina o di sudore: ritenuti sgradevoli all’unanimità non è così strano evitarli, anche senza essere osmofobi.
Ma nell’elenco ci sono anche i profumi veri e propri (insieme a deodoranti, detergenti, alcuni cibi e spezie). Le reazioni sono molto personali anche se non è questione di gusto. Ad esempio, mentre una persona può trovare inebriante un profumo floreale, un’altra può essere intollerante alla stessa fragranza e scoprire che gli dà mal di testa e per questo ritenerla sgradevole.
Per quel che riguarda i profumi, spesso è la presenza di determinate sostanze chimiche (ftalati & Co) a fare la differenza: la qualità in questo caso conta.
In alcuni casi provocano una vera infiammazione dei seni paranasali, vasodilatazione e mal di testa.
Ma anche un prodotto di buona composizione così come il naturale profumo di un fiore o di una spezia possono risultare fastidiosi per qualcuno. Solo l’esperienza diretta può aiutare a scoprire quali sono.
Cosa si può fare
Prendere nota di tutti gli odori che scatenano il mal di testa, i cosiddetti odori trigger: una sorta di diario olfattivo è utile per capire cosa hanno in comune determinati profumi e anche per non farsi cogliere impreparate.
Tenere a portata di mano la terapia giusta per gestire il mal di testa al suo insorgere senza aspettare che aumenti e diventi ingestibile.
Può essere utile avere con sé una mascherina chirurgica da indossare solo se si dovesse fiutare proprio quell’odore che non si riesce a tollerare.
Non avere imbarazzo nel chiedere, magari sul posto di lavoro, che vengano utilizzati con cautela deodoranti, profumi o detergenti, eliminando possibilmente quelli che danno fastidio.
Accendere una candela o una lampada a olio che neutralizzi gli odori. Se ne può sceglierne una totalmente neutra oppure una con una fragranza non fastidiosa per sé e per gli altri.
Individuare un olio essenziale che non dia fastidio (per esempio olio essenziale di menta e/o di lavanda) e portarlo con sé per annusarlo al bisogno.
-A cura di Simonetta Barone
