L’abbronzatura sta sbiadendo come un vecchio ricordo e i mojito al tramonto sono ormai solo un’eco lontana. L’autunno bussa alla porta, e con lui arriva anche quella malinconica voglia di cambiamento, di aria frizzante e di maglioni oversize.
E se c’è un modo per accogliere questa transizione con la giusta dose di stile quello è senza dubbio scegliere il profumo perfetto. Dimenticate le fragranze estive, quelle spensierate e un po’ troppo agrumate che sanno di crema solare e notti brave. Ora è tempo di note più complesse, avvolgenti e, diciamocelo, decisamente più intriganti.
Addio Cocco e benvenuto cuoio
Abbiamo dato il massimo con il cocco, il tiaré e l’ylang-ylang. Abbiamo profumato ogni angolo delle nostre vite con l’allegria effimera dell’estate. Ma ora basta. Il naso reclama nuove avventure e, il guardaroba olfattivo, si aggiorna con la stessa urgenza con cui cerchiamo il primo cappotto.
Settembre chiama a gran voce note di cuoio, di legno (sì, quel legno scuro e misterioso che sa di biblioteca antica e camini accesi), di ambra che riscalda l’anima e di spezie che stuzzicano i sensi. Sono fragranze che non urlano, ma sussurrano storie. Sono un invito a rallentare, a sorseggiare un tè caldo e a programmare nuove conquiste (o semplicemente il prossimo weekend fuori porta).
Lasciare il segno (senza esagerare)
Il profumo di settembre è una questione di sillage, ovvero la scia che lasciamo dietro di noi. E no, non stiamo parlando di quella nuvola soffocante che annuncia il nostro arrivo con dieci minuti d’anticipo. Parliamo di una presenza elegante, discreta ma decisa. Deve essere un’impronta olfattiva che ti precede e ti segue, un richiamo sottile ma persistente. Pensate a un blazer ben tagliato: non grida, ma si fa notare. Ecco, il profumo autunnale è esattamente così. È il tuo biglietto da visita invisibile, quello che dice: “Sono tornata, e sono più affascinante che mai.”

Note gourmand: il lato dolce del ritorno alla realtà
Non possiamo negarlo: settembre porta con sé anche un po’ di quella malinconia da “la pacchia è finita”. Ma c’è un modo per addolcire il colpo: le note gourmand. Non stiamo parlando di profumi che sanno di pasticcini da forno (a meno che non sia il vostro feticcio, e in tal caso, no judgement perché la prima ad utilizzarlo sono io!). Parliamo di accenti di vaniglia profonda, di caramello salato, di cacao amaro che si mescolano a sentori legnosi o speziati.
È come una coccola olfattiva che ti avvolge, un piccolo peccato di gola per il naso. Ti fa sentire al sicuro, come se potessi affrontare le scadenze e le riunioni infinite con un sorriso enigmatico stampato in faccia.
-A cura di Samuela Nisi