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Delle capsule di Omega3 che creano la sagoma di un pesce

Omega 3, attenzione! Farebbero bene anche al cervello

Tutti li conosciamo e, chi prima chi dopo, si approccia all’assunzione di Omega 3 attraverso l’alimentazione o gli integratori per offrire più salute al nostro cuore.

Il convincimento popolare circoscrive i benefici di questa sostanza “solo” al nostro muscolo cardiaco e alla preservazione delle sue funzioni.

Pare, tuttavia, una incompleta percezione: il ruolo e le “competenze” degli Omega 3 andrebbero ben oltre, proteggerebbero infatti anche il cervello nella mezza età, almeno secondo i dati di un ampio studio americano, rallentando il declino cognitivo.

Identikit degli Omega 3

Facciamo un ripasso che non guasta mai.

Gli Omega 3 sono grassi polinsaturi. Questi sono grassi essenziali, ciò significa che occorre assumerli e immagazzinarli con la dieta poiché l’organismo è incapace di sintetizzare il suo precursore, l’acido alfa-linolenico. Ecco perché è importante che facciano parte della nostra alimentazione pesci grassi, come acciughe, aringhe, sgombro, salmone, sardine, storione, trota e tonno, che sono un’ottima fonte soprattutto di Omega 3 EPA (acido eicosapentaneoico) e DHA (acido docosaesaenoico). Mentre fra i cibi vegetali li forniscono noci, semi di lino e i rispettivi oli, l’olio di soia, maggiormente ricchi di Acido alfa linolenico (ALA).

Pensiero più agile

 Gli omega 3 apporterebbero benefici anche al cervello e questa è una assoluta novità emersa da recenti ricerche.

Un gruppo di ricercatori della Ut Health San Antonio in America, si sono preoccupati di mettere in relazione le concentrazioni di acidi grassi Omega 3 presenti nei globuli rossi, valutate con l’ausilio della risonanza magnetica, e i marcatori cognitivi dell’invecchiamento cerebrale in un campione di 2.183 persone con età media 46 anni, dunque tra 40 e 50 anni.

Ma non solo: per testare se gli Omega 3 sono davvero buoni per il cervello, hanno valutato le stesse concentrazioni in pazienti portatori di Apoe4, una variazione genetica legata a un rischio più elevato di malattia di Alzheimer. I risultati sono stati sorprendenti, evidenziando che un indice più elevato di Omega 3 si assocerebbe a maggiori volumi dell’ippocampo, cioè di quella parte del cervello che svolge un ruolo importante nell’apprendimento e nella memoria.

Pare anche che un maggior consumo di Omega 3 favorisca una migliore capacità di ragionamento astratto, che agevoli la comprensione di concetti complessi, attraverso il pensiero logico. Il dato più rilevante è che questo produrrebbe una riduzione della malattia dei piccoli vasi nei portatori di Apoea, ma la ragione e l’azione di questo meccanismo sono ancora da chiarire. Ulteriore fattore positivo è che questa azione protettiva sarebbe dimostrata in una popolazione giovane, tra i 40 e i 50 anni, mai attesta prima.

Le ipotesi

 Qualche pensiero sul perché questi acidi grassi proteggano il cervello, i ricercatori se lo sono fatto. Ipotizzano in prima istanza che i neuroni poiché necessitano di acidi grassi Omega 3 nella loro membrana, diventano instabili quando questi vengono sostituiti con altri tipi di acidi grassi, mentre un’altra spiegazione potrebbe avere a che fare con le proprietà antinfiammatorie di DHA ed EPA. Allora in attesa che ciò venga chiarito, l’indicazione dei ricercatori e della scienza (e non solo) è di consumare più Omega 3, perché qualche azione protettiva, positiva sul cervello comunque la svolgerebbero.

-A cura di Francesca Morelli

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