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Occhio agli ‘agguati’ degli zuccheri

Troppo semplice e limitativo definirlo ‘solo’ zucchero. Questo ingrediente che addolcisce la nostra quotidianità , si maschera sotto mille e fantomatiche spoglie: saccarosio, fruttosio, sorbitolo, maltosio, maltitolo sono tante altre forme di zucchero che si trovano in molti prodotti preconfezionati e di uso comune. Il rischio è che con una puntina di zucchero qua e una spolveratina là si finisca con assumerne quantità oltre la soglia consentita. E i danni potrebbero esser seri: dal ben noto ‘nutrimento’ per sovrappeso e obesità , diabete, ma anche per i tumori, golosissimi di zucchero. Allora che fare? in primo luogo è bene conoscere le forme di zucchero che si presentano in etichetta sotto mentite spoglie e in poi leggere sempre gli ingredienti sulla confezione di tutto quanto acquistiamo.

Nella giungla degli zuccheri

Dicevano dell’etichetta, a cosa fare attenzione? State in allerta su saccarosio, lo zucchero bianco, sciroppo di glucosiofruttosio, maltosio, destrosio, sciroppo di mais o di riso tra i più frequenti nei prodotti alimentari. Tutto qui? Troppo semplice, infatti gli zuccheri possono essere naturali come stevia, xilitolo tratto dalla betulla, sciroppo d’acero e d’agave, o artificiali, come aspartame, sucralosio e ciclammati. Non fatevi dunque ingannare. Ed è un errore pensare che siano contenuti solo in prodotti dolciari: spesso lo zucchero è anche là dove non dovrebbe, ad esempio nei piselli in scatola, salsa di pomodoro, sughi pronti, maionese, fette biscottate, pane, yogurt, succhi di frutta, burger di soia, patate fritte, snack salati. Alimenti in qui è spesso aggiunto strategicamente per camuffare la qualità scadente del prodotto stesso.

Non scordatevi i claims alimentari

Fra i più comuni c’è il citatissimo a ‘basso contenuto di zuccheri‘ che in sostanza e quantità significa che il prodotto non ha più 5 g di zuccheri per 100 g per i solidi o 2,5 g di zuccheri per 100 ml per i liquidi. Un alimento ‘senza zuccheri‘ invece non ne contiene più di 0,5 g per 100 g o 100 ml, mentre ‘senza zuccheri aggiunti‘ indica che non vi è una addizione ‘voluta’ al prodotto stesso, a fronte del ‘contiene naturalmente zuccheri‘ che esplicita che nel prodotto sono presenti solo le dosi di zucchero di cui l’alimento è ricco fin dall’origine.

Alcuni zuccheri che possono comparire in etichetta

Elencarli tutti è impresa titanica, dunque ecco alcuni di quelli più frequenti per darvi idea della loro bontà (si intende in termini di salute, più che al palato).

1. Zucchero bianco o saccarosio, raffinato, ha un alto indice insulinemico. Da evitare il più possibile.

2. Zucchero scuro o di canna integrale, è migliore dello zucchero bianco e ha un discreto contenuto di potassio.

3. Zuccheri della frutta, come ad esempio il succo d’uva o di mela. E’ prevalentemente fruttosio che ad alte quantità può alzare i trigliceridi, essere responsabile della steatosi epatica (il fegato grasso) e del picco insulinico post prandiale. E’ bene fare attenzione a non esagerarne il consumo poiché utilizzato come dolcificante aumenta la resistenza della leptina, un ormone che ha un ruolo importante nella regolazione della fame in quanto trasmette al cervello il senso di sazietà . Utilizzare il fruttosio insomma dà un senso di maggiore fame ed è tipico ad esempio di chi fa uso di bevande light.

4. Destrosio. E’ il costituente esclusivo di polisaccaridi come l’amido, il glicogeno e la cellulosa.

5. Xilitolo. Lo conosciamo bene, è diffuso nelle gomme da masticare, ha un effetto lassativo e stimola l’insulina. Nelle etichette alimentari è indicato dalla sigla E967.Ecco qualche informazione base per tenere meglio sotto controllo il consumo di zuccheri. Ti sono state utili? Raccontaci a tua.

-A cura di Francesca Morelli

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