Non vergognarti a chiedere aiuto

Parliamoci chiaro: quando qualcuno ci chiede “Come stai?”, è raro che la risposta sincera sia “Una meraviglia, mai stata meglio!” – soprattutto dopo gli ultimi anni abbastanza turbolenti, tendiamo a mormorare un “Bene” molto poco convinto. Perché magari di salute stiamo bene, ma solo dal punto di vista fisico. Ansia, depressione, angoscia, panico sono ormai compagni fidati di molte di noi. Eppure, in Italia, la salute mentale è un argomento che, fino a qualche tempo fa, si sussurrava appena. Adesso, fortunatamente, se ne discute molto di più. E meno male, perché i dati recenti indicano che ne abbiamo davvero bisogno!

Diamo i numeri

Secondo il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità, i disturbi legati ad ansia, depressione e stress post-traumatico hanno registrato un aumento, soprattutto dopo la pandemia da COVID-19. Si stima che circa 3 milioni di italiani soffrano di depressione, mentre i disturbi d’ansia potrebbero interessare una percentuale ancora più elevata della popolazione (con stime che variano dal 5% a quasi il 10%).  

Sempre più persone si rivolgono ai servizi di salute mentale: nel 2022, si è registrato un incremento di oltre il 10% di accessi ai Centri di Salute Mentale rispetto ai due anni precedenti. Insomma, se stai pensando di chiedere aiuto, sappi che non sei sola: anzi, la fila è più lunga di quella alla cassa del supermercato…

L’effetto pandemia dura ancora oggi

La pandemia ha causato un terremoto nelle nostre abitudini. Ma anche nelle nostre certezze: ancora ne stiamo pagando il conto.

Secondo alcuni studi, durante il Covid, gli italiani hanno sperimentato un aumento significativo dei livelli di stress, insonnia e ansia. E pare che anche la depressione abbia fatto capolino con più frequenza, toccando i suoi massimi storici tra giovani adulti e adolescenti. Un vero e proprio “tsunami” emotivo: di cui ancora cerchiamo di rimettere insieme le macerie.

Perché i giovani stanno peggio

Hai presente quando scorri i social e ti sembra che tutti, tranne te, siano in vacanza alle Maldive, con un corpo scolpito e la felicità a palla? Ecco, quello è l’effetto del confronto costante, un vero e proprio boomerang per l’autostima.  E per il benessere mentale.

Recenti ricerche mostrano che la fascia d’età più giovane (14-24 anni) è particolarmente a rischio. Dipendenza da smartphone, cyberbullismo e la sensazione di “non essere mai all’altezza” causano un incremento di ansia e depressione. Se ti senti così, sappi che è un problema più diffuso di quanto pensi. E no, la soluzione non è gettare il telefono dal balcone (anche se la a volte non farebbe male), ma imparare a vedere i social per quello che sono: un palcoscenico, non la realtà.

Prima di crollare, chiedi aiuto

“Prevenire è meglio che curare” non è solo uno slogan da pubblicità di dentifrici: vale anche per la salute mentale. Molto spesso si aspetta di essere allo stremo, di non dormire per settimane o di sentirsi soffocare dall’ansia, prima di chiedere un parere a uno specialista. Ma se inizi a notare che qualcosa non va – umore nero costante, crisi di pianto inspiegabili, pensieri negativi che ti tengono sveglio/a la notte – non farti prendere dal panico: è un problema comune e che c’è chi può aiutarti.

A chi rivolgersi per farti dare una mano  

In Italia, la rete dei servizi pubblici di salute mentale è composta da Centri di Salute Mentale, Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura e reparti ospedalieri dedicati. Inoltre, ci sono Consultori e Associazioni no profit che si occupano di supporto psicologico, gruppi di auto-aiuto e molto altro. 

Negli ultimi anni, si è spinto anche sulla psicologia di base, per rendere più facile e accessibile incontrare uno psicologo (perché a volte basta solo sapere a chi telefonare, come amichevole “pronto soccorso emotivo”).  Attenzione però: non è tutto oro quel che luccica. L’accesso ai servizi è ancora un po’ a macchia di leopardo sul territorio e le liste d’attesa non sono brevi. Motivo in più per darsi una mossa e iniziare a prenotare…

4 tips per dare ossigeno alla tua mente

  • Parla del tuo malessere: con un’amica, un amico, un familiare o, se serve, con un professionista. Tenersi tutto dentro non è esattamente una strategia vincente.  
  • Fai movimento: non devi diventare una campionessa olimpica, ma una passeggiata quotidiana, una lezione di yoga o due salti in casa con la musica accesa possono fare miracoli per il tuo umore.  
  • Evita paragoni: la tua vita non è meno cool perché non hai postato la foto del brunch super instagrammabile.  
  • Metti dei paletti: sul lavoro, nello studio, nelle relazioni. Imparare a dire “no” è un atto di cura verso te stessa.

Verso un futuro più sereno

La buona notizia è che, rispetto al passato, si parla sempre più apertamente di salute mentale in Italia. Certo, la strada è lunga ma se ti senti in difficoltà, non esitare a dirlo. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un atto di grande coraggio.

Sebbene i numeri parlino di un aumento dei disturbi mentali, quello che conta davvero è che tu non ti senta sola. La salute mentale è un po’ come la palestra: richiede costanza, impegno e cura quotidiana. Con la differenza che, invece di sollevare pesi per gonfiare i bicipiti, qui ci alleniamo a gestire pensieri, emozioni e relazioni. E, se ci pensi, non è affatto una sfida da poco… ma tu puoi farcela!

-A cura di Maura Prianti

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