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Non più influencer, ma deinfluencer

Influencer che sconsigliano acquisti? Li chiamiamo i ‘deinfluencer’ . Chi sono questi nuovi personaggi del mondo dei social e che ruolo svolgono precisamente?

Sconsigliare spesso si rivela la scelta più giusta. Chi ha detto che dei prodotti più economici non possono raggiungere lo stesso livello di qualità di un prodotto con un prezzo più alto? Ormai è da un po’ di tempo che sta andando virale, dagli Usa all’Italia, questo modo di trovare alternative per risparmiare. Chi ha lanciato questa iniziativa? Quelli che oggi definiamo i ‘deinfluencer’ . Persone con un seguito importante sui social, che consigliano ai propri follower e ai nuovi utenti, prodotti di ottima qualità e super economici, oppure anche i ‘fai da te’ a costo zero. Perché sono diventati così virali? Innanzitutto per un motivo più che logico e costruttivo: non tutti possono permettersi di spendere tanti soldi per un prodotto di un brand di lusso, e per questo ci sono persone che mostrano prodotti di cui nessuno ne era a conoscenza, ma che riescono a raggiungere lo stesso livello di qualità di quei prodotti che costano un po’ di più.

Sapevate dell’esistenza di queste nuove figure che da poco stanno spopolando sui canali social?

Che cosa significa ‘sincerità ‘ per gli influencer? Vi è mai capitato di seguire qualcuno che però non ha soddisfatto le vostre curiosità e i vostri acquisti sono stati inutili? Ormai l’influencer ‘furbetto’ è superato. Quello che ti propone di realizzare dei contenuti in cambio di esperienze di lusso senza spendere nessun soldo. Un esempio di un accaduto successo recentemente è quello dello chef stellato Daniele Usai che si è ritrovato a dover declinare questo tipo di richieste a influencer che volevano avere una cena o un pranzo gratis. Proprio per questo motivo è andato virale sui social l’hashtag #deinfluencing che ha quasi 69 milioni di visualizzazioni. Come mai gli influencer hanno iniziato ad utilizzare questa strategia nei confronti dei brand? Tutto sicuramente è partito dalla crisi economica che ancora oggi stiamo vivendo. Abbiamo capito che il ruolo dell’influencer è fondamentale per riuscire a promuovere qualsiasi cosa. Ma quanto guadagnano da parte delle aziende? E quando sponsorizzano qualcosa, sono davvero sinceri nei consigli che danno alla community?

Marketing nell’era della Generazione Z. Come mai, tramite i social, quando vediamo contenuti di influencer che sponsorizzano prodotti, non la recepiamo come una forma di marketing? Perché la strategia che si utilizza è una strategia di comunicazione del tutto trasparente. Quando avviene una sponsorizzazione di un prodotto, la prima cosa che si guarda è da chi viene sponsorizzato, è la prima cosa che cattura l’attenzione dell’utente. Chi sono i deinfluencer più attivi sui social? Tra i tanti ci sono @alyssastephanie, @basicofcourse, e @katiehub. Ma siamo sicuri che anche i deinfluencer non vengano criticati? Si dice che i prodotti che consigliano di acquistare su Amazon o Walmart sia un modo per sponsorizzare. A questo punto viene da pensare se anche il deinfluencing stia diventando un trend per acquistare in fretta visibilità e popolarità . Chi ci assicura che quelli che oggi chiamiamo ‘deinfluencer’ non diventeranno, un domani, come gli influencer che oggi additano come insinceri? Ormai sui social questa credibilità da parte degli influencer che consigliano prodotti si è persa. Anche perché molto spesso ci si ritrova a vedere almeno una volta al giorno video di influencer che fanno vedere un prodotto nuovo da consigliare lasciando poi il sospetto che questi prodotti non abbiano neanche avuto il tempo di usarli e di testarli. Proprio per questo motivo, oggi, i giovani si fanno sempre più sentire ribellandosi allo stile di vita acritico e dispendioso del fashion victim.

E voi siete tra questi??

– A cura di Yuliet Panetti


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