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Il presidente di SIME Emanuele Bartoletti

Medicina Estetica: immagine, etica e scienza sono i temi del Congresso Sime 2024

Tre macro temi sui quali spicca, in maniera preponderante, l’etica e le risposte che i medici devono dare ai pazienti, con serietà e competenza.

Quando dire di no a un paziente. Sembra un concetto banale ma se ne parla con enfasi in occasione del Congresso promosso dalla Società di Medicina Estetica (SIME) che, abbandonata la sede storica del Rome Cavalieri a Roma, si è spostato alla Nuvola di Fuksas all’Eur. I nuovi spazi espositivi hanno permesso di ampliare l’offerta formativa ai medici presenti al Congresso aumentando le “live session” in sede congressuale.

Il medico deve sapere dire “NO”

-“Stiamo vivendo un momento confuso” – afferma Emanuele Bartoletti, Presidente Sime – “dove vediamo moltissime pazienti che pretendono di essere iper-trattate. Sono convinto” – prosegue Bartoletti – “che il problema non sia quello di colleghi che non sappiano bene come dire di no” – conferma dunque il Presidente. “Abbiamo quindi pensato a una sessione con casi emblematici di pazienti eccessivamente insistenti e a come affrontarli, come convincerli che non sia il caso di fare quell’intervento”. Un settore, quello della medicina estetica, in costante crescita.

I primi segnali di un comparto che si sarebbe rivelato sempre più proficuo si erano già palesati durante la Pandemia. Infatti, mentre tutti i comparti dedicati al consumo erano sostanzialmente fermi e in attesa di segnali di ripresa, gli studi medici non hanno mai chiuso i battenti anzi, se possibile, hanno incrementato il numero dei pazienti.

Ma, a mano a mano che aumentava la richiesta, aumentava proporzionalmente il numero di pazienti, spesso di sesso femminile, che sollecitavano trattamenti costanti e sovrapponibili, anche quando non era necessario e, soprattutto, non era consigliabile. 

Oggi più che mai, per la Società di Medicina Estetica, diventa prioritario comunicare in maniera più diretta, in particolare, con i pazienti, con l’obiettivo di educarli a un corretto utilizzo della medicina estetica con una finalità principalmente preventiva e correttiva solo in caso di indicazione clinica.

Ma per raggiungere questo livello di obiettività è necessario riuscire a trasferire tutte le informazioni in modo semplice e trasparente, senza filtri.

I podcast per comunicare

Loredana Cavalieri, dirigente medico dell’UOC Chirurgia Plastica e Ricostruttiva dell’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini Roma e Consigliere della Società Italiana di Medicina Estetica, ne è sempre più convinta. -“Nell’ultimo periodo” – afferma la Cavalieri – “sta spopolando l’utilizzo dei podcast e dei video podcast in tutti i settori, uno strumento utile e smart per comunicare velocemente e in maniera chiara qualsiasi contenuto, sfruttando appieno i vantaggi che questo tipo di comunicazione può portare.

Il valore aggiunto dei podcast è quello di poterne usufruire in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo appena si ha un attimo di tempo a disposizione, in auto, in treno, in metro, nella pausa pranzo, ovunque si abbia voglia di dedicare del tempo a sé stessi ed alla propria conoscenza.

In una prima fase la SIME” – prosegue la dirigente – “ha avviato una serie di video-podcast dedicati al Congresso, con gli interventi di alcuni dei membri del consiglio direttivo che hanno introdotto Ie principali sessioni. -“Abbiamo avuto un ritorno più che positivo e abbiamo così pensato di proseguire la serie con video podcast dedicati esclusivamente al pubblico, centrati su singoli argomenti e che toccheranno i punti più importanti della medicina estetica. Le piattaforme utilizzate sono Spotify e Amazon music” – conclude Cavalieri – “che sono state individuate proprio perché risultano essere le più seguite e le più intuitive”.-

-“Comunicare con i pazienti è un obiettivo che la SIME persegue ormai da anni.” – conferma il presidente Bartoletti. – “Un’occasione per la nostra Società di insegnare loro a ‘difendersi’ dalla medicina estetica mal fatta e ottenere il meglio conoscendo tutte le sue potenzialità”.

Ecco, in sintesi, i punti toccati al Congresso:

  • Confronti tecnici tra farmaci e medical device: ad oggi ci sono ben 5 tossine botuliniche e diversi bio-ristrutturanti, non riempitivi ma promotori di collagene che possono, con la stessa finalità, avere indicazioni diverse.
  • Gestione delle complicanze  e la nuova ‘facial over correction syndrome’, che può riguardare quei pazienti che continuano a sovrapporre filler che -non è ancora certo- si possono stratificare e reagire tra di loro.
  •  I diversi canoni di bellezza nelle varie etnie.
  • Agopuntura: sono sempre più numerosi i medici estetici che hanno sviluppato, con il supporto di agopuntori esperti, nuovi protocolli per ottenere risultati estetici anche con la sola agopuntura. Inoltre, se eseguita correttamente, può ridurre al minimo gli effetti collaterali.
  • L’importanza di un check-up corretto ha permesso a diversi medici di riscontrare patologie, anche importanti, delle quali i pazienti non erano a conoscenza, portandoli verso un sistema di prevenzione fondamentale per la loro salute.
  • Cosmetici: ingredienti cosmetici, tra scienza e falsa informazione. Purtroppo, si assiste alla ‘demonizzazione’ di moltissimi principi attivi che devono ancora essere verificati. Ad esempio, quando si parla di filtri solari di cui, anche solo dopo due o tre applicazioni, se ne riscontra la presenza a livello sanguigno. Tutto ancora da verificare! Diventa dunque importante fare il punto e stabilire quali siano le sostanze che, effettivamente, non devono essere utilizzate nei cosmetici e quali sono i cosmetici che, contenendoli, devono essere evitati.
  • Si è parlato anche di anti-aging e di test molecolari e genetici insieme all’AIMAA (Accademia Italiana di medicina Anti-Aging) che dovrebbero aiutare i medici estetici ad avere un quadro della situazione generale del paziente.

-A cura di Francesca Frediani

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