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Viso di una modella ncon un effetto grafico sulla guancia destra dove sembra disegnata con del gesso e delle frette che vanno verso l'alto

Lifting si, lifting no… cosa si deve sapere per scegliere con serenità

Faccia a faccia con lo specchio noti solo i cedimenti del tuo viso? Il lifting potrebbe essere l’intervento giusto per te

Alzi la mano chi non ha mai fatto la “prova lifting” tirando indietro la pelle del viso con le dita ai lati della mandibola. Risolvere una volta per tutte quei cedimenti che, più delle rughe, cambiano l’aspetto di un viso è un desiderio allettante. E oggi sono tante le donne (e gli uomini) che passano dal dire al fare. 

La chirurgia plastica è più soft rispetto al passato e convince sempre di più. Anche perché le tecniche di intervento sono incredibilmente evolute e consentono di personalizzare il risultato fino all’ultimo millimetro di pelle.

Detto questo, c’è sempre bisogno di muoversi con la dovuta consapevolezza, valutando bene il chirurgo a cui ci si dovrà affidare, i pro e i contro. Lifting si, lifting no? Ecco cosa si deve sapere per scegliere con serenità.

Quando è il momento giusto

L’età ideale per sottoporsi a un lifting? Tra i 45 e i 60 anni. Meno il viso è segnato, meglio è. Sembra un paradosso, ma in realtà è il presupposto importante per un risultato naturale e “plausibile”, che non dia nell’occhio.

Il vantaggio è comunque grande e il risultato può essere stabilizzato per un lungo tempo, ricorrendo a trattamenti di biorivitalizzazione come il PRP (plasma ricco di piastrine), ma anche al filler, al lipofiller e al botulino, senza esagerazioni. Poi l’intervento si può sempre rifare.

Completo o parziale?

Il lifting è una pratica chirurgica che ha l’obiettivo di risolvere i problemi di un viso con rughe e cedimenti cutanei, senza che questo sia evidente. Per farlo il chirurgo incide e scolla i tessuti, solleva e fissa i muscoli rilassati, riposiziona la pelle, elimina quella in eccesso e ricuce. 

Negli anni la tecnica si è andata via via raffinando tanto da ottenere interventi sempre più su misura e meno invasivi, adatti alle esigenze di chi si rivolge al chirurgo presto, prima che i segni diventino eccessivi, e con risultati naturalissimi.

L’intervento è più o meno esteso in base alla gravità dei cedimenti e anche se la scelta spetta al medico in base alla sua valutazione, caso per caso, è interessante avere un’idea delle opzioni disponibili. 

C’è il lifting completo, il lifting deep plane (particolarmente rispettoso della mimica e dell’espressività del volto), il mini-lifting in tutte le sue declinazioni (del terzo superiore o di fronte e sopracciglio, del terzo medio, del terzo inferiore o cervicale) e il lifting endoscopico (con le incisioni completamente nascoste tra i capelli). 

In alcuni casi il chirurgo può decidere di “completare” l’intervento (soprattutto quello in versione mini o se il viso è molto magro) con un trattamento di medicina estetica come il lipofilling, l’autotrapianto di grasso da eseguire durante la stessa seduta operatoria.

Cosa succede dopo

Può essere utile sapere cosa succede dopo un intervento di lifting. Il viso viene bendato e così rimane per 24-48 ore. Eliminato il bendaggio, è importante prendersi cura delle ferite, innanzitutto curandone la perfetta pulizia.

Per evitare di sollecitare eccessivamente la muscolatura del volto, per i primissimi giorni dopo l’intervento si consiglia di evitare i cibi particolarmente duri che impegnano molto la masticazione.

Il gonfiore scompare progressivamente nel giro di 10 giorni. Stessa cosa per i lividi, più o meno presenti in base al tipo di intervento. 

La scelta del chirurgo

Il lifting è un intervento sicuro e molto eseguito, ma ogni situazione della vita comporta dei rischi. Proprio per questo la scelta più complicata e importante, una volta deciso di fare questo passo, è quella del chirurgo.

Lo specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica è il medico che dopo la laurea in medicina e chirurgia ha frequentato per 5 anni la Scuola di specializzazione in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, conseguendo la migliore preparazione possibile.

La scelta deve cadere dunque su un professionista aggiornato e preparato, capace di eseguire la procedura nel modo migliore, gestendo anche le eventuali complicanze.

La serietà di un professionista ci dà automaticamente la garanzia che l’operazione avverrà in una struttura all’altezza (in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie). 

Per trovare uno specialista così va bene il passaparola, corredato delle dovute verifiche, o, ancora meglio, si può cercare sull’albo dei chirurghi plastici o sul sito della Società Italiana di Chirurghi Plastici Ricostruttivi Estetici (www.sicpre.it).

Si può fare? 

Il nulla osta al lifting lo dà il chirurgo dopo una visita pre-operatoria approfondita. Per valutare l’intervento più adatto lo specialista terrà in considerazione parametri oggettivi e cioè l’entità del cedimento ma anche i parametri soggettivi, e cioè la percezione che ognuno ha di sé e del proprio aspetto.

Trovare un punto di accordo sulla valutazione della lassità è fondamentale perché il risultato sia pienamente soddisfacente. Non bisogna dimenticare la valenza psicologica che un intervento di questo tipo può avere. 

La visita preliminare serve anche per valutare lo stato di salute (il lifting è sconsigliato se si soffre di diabete e, in generale, in presenza di malattie importanti) e per escludere la presenza di allergie ai farmaci che verranno utilizzati durante l’operazione.

Come sempre in chirurgia estetica, si tratta di un intervento elettivo, che non giustificherebbe il fatto di esporre chi vi si sottopone a rischi completamente evitabili.

Smetti di fumare!

Essere fumatori è un ostacolo all’intervento. Il fumo a lungo andare determina danni vascolari che potrebbero aumentare la possibilità di andare incontro a importanti complicanze (come la necrosi dei tessuti, che si verifica quando il tessuto non viene correttamente vascolarizzato e pertanto “muore”).

Se ci si vuole sottoporre a un lifting bisognerà prima sospendere completamente il fumo per un periodo di almeno 3 mesi.

-A cura di Simonetta Barone

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