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La qualità dell’olio che fa la differenza: cosa insegna la crema spalmabile al cioccolato

Tutti prima o poi, da piccini o da grandi, cedono (lo hanno fatto o lo faranno) alla tentazione di una fetta di pane ricoperta da un generoso strato di crema spalmabile al cioccolato. Il solo guardarla, ancora prima di aprire il barattolo fa venire l’acquolina in bocca. Sappiate che questa potrebbe diventare ancora più ‘buona’, non tanto al palato quanto per la salute, grazie a quanto è stato scoperto da ricercatori italiani, del Campus biomedico di Roma.

Una sostituzione che fa la differenza. Basta un particolare per cambiare l’insieme, un ingrediente per migliorare la sostanza. è il caso del cioccolato, o meglio della crema spalmabile al cioccolato: sostituire una sua componente – l’olio di palma con l’extra vergine – offre numerosi vantaggi. Sul peso? Forse (ma non era lo scopo di una ricerca tutta romana) ma in termini di salute senz’altro. La crema spalmabile così formulata offrirebbe maggiore sensibilità all’insulina e in relazione agli sfingolipidi dannosi in circolo. Questi ultimi sono una classe di lipidi, cioè di grassi, complessi, comunque importanti molecole che svolgono importanti funzioni per l’organismo, contribuiscono ad esempio a mantenere integra la struttura delle membrane cellulari, regolano la vita o l’apoptosi (morte) delle cellule, aiutano a regolare il metabolismo e sono coinvolti in molteplici altre funzioni fondamentali.

Cosa si è scoperto. Naturalmente è stato necessario avviare uno studio dedicato per trasformare una deduzione in una evidenza. Così ricercatori romani hanno coinvolto 20 persone sane, normopeso, con età media di circa 24 anni, invitati a consumare per due settimane snack al cioccolato spalmabile che apportava 73% dell’energia da grassi, 20% da carboidrati e 7% da proteine e 570 Kcal/die aggiunte a una dieta isocalorica, che apporta cioè lo stesso numero di calorie di un dato alimento di uguale peso. Le creme spalmabili al cioccolato, molto simili tra loro, si differenziavano solo per un particolare: l’olio. Alcune contenevano infatti olio extra vergine d’oliva, ricco di acidi grassi monoinsaturi (MUFA), altre l’olio di palma, ricco di acidi grassi saturi (SFA).

I risultati. Ecco il punto, quello che in sostanza interessa sapere: quale qualità di olio e dunque di crema spalmabile, era più ‘buona’, rispetto all’altra? Quella al cioccolato arricchita con olio extra vergine si è dimostrata avere un migliore profilo di sfingolipidi e glucosio in circolo ed altri aspetti vantaggiosi rispetto alla crema a base di olio di palma. Ulteriore buon risultato: le persone che hanno consumato crema spalmabile per il periodo di sperimentazione, sembrano non avere registrato alterazioni sul peso, rimasto sempre stabile. La ‘morale’ di questo studio? La parziale sostituzione degli SFA con i MUFA in uno spuntino a base di cioccolato nell’ambito di una dieta isocalorica a breve termine in individui sani può limitare gli effetti dannosi degli SFA sulla sensibilità all’insulina e ridurre gli sfingolipidi dannosi in circolo nei giovani adulti. Ovvero? è più salutare! Tratteniamo questo concetto.

Lo studio in parte non stupisce. Lo sapevi che da molti anni tantissimi ricercatori appartenenti alle università di tutto il mondo hanno dimostrato che l’olio extravergine di oliva è un alimento estremamente importante per la nostra salute, grazie alla presenza di alcune sostanze come acido oleico, polifenoli, squalene e vitamine? L’olio extra vergine, ad esempio, possiederebbe proprietà in grado di contrastare l’insorgenza di alcuni tipi di tumori, quali il colon, e recenti studi sembrano dimostrare una azione positiva anche contro l’Alzheimer. Che ne dici di aggiungere un cucchiaio da cucina di olio, meglio da crudo, alle tue ricette? Dicci la tua!

– Francesca Morelli

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