Bene ragazze, riuniamoci un attimo perché abbiamo un problema. Pare che ci sia una nuova lista aggiornata di requisiti per essere donne degne di questo nome. Vi avverto, non è breve.
Dobbiamo essere belle, ma senza esagerare, che se sei troppo bella poi sei una che se la tira. Però guai a non curarti, perché “non ti vuoi abbastanza bene”. In forma, ma con le curve giuste, perché troppo magra è male, ma troppo morbida pure.
Intelligenti, ma senza far sentire gli altri in difetto. Simpatiche, ma mai troppo sarcastiche, perché una donna ironica mette a disagio. Dolci, ma senza risultare smielate.
Sexy, ma senza esagerare, perché poi è colpa tua se ti guardano in un certo modo. Romantiche, ma con moderazione, perché la disperata che sogna l’amore eterno non piace più a nessuno.
Indipendenti, ma non così tanto da far scappare via gli uomini. Forti, ma con la giusta dose di fragilità, che altrimenti sei una che non sa lasciarsi andare.
Ambiziose, ma senza mettere in secondo piano famiglia e figli, perché “non dimenticare che sei prima di tutto una donna”. E ovviamente giovani. Sempre giovani.
Ah, e sorridere! Sempre sorridere! Perché una donna che non sorride è scostante, scortese, inaccettabile.
Vi sembra un copione assurdo?
Eppure, ogni giorno, in mille modi diversi, ci viene detto che dobbiamo essere tutto questo. Perfette, complete, equilibrate, senza sbavature. Un’impresa titanica, faticosa, estenuante. E, diciamocelo, anche piuttosto ridicola.
E allora io lancio una proposta rivoluzionaria: e se smettessimo di giocare a questo gioco? Se decidessimo, una volta per tutte, di essere come ci pare? Se fossimo spettinate invece che impeccabili, se ridessimo forte invece di sorridere con grazia, se prendessimo spazio invece di adattarci a quello che ci viene concesso?
La donna perfetta non esiste. E sapete cosa? Menomale.
Perché il bello della vita sta nelle imperfezioni, nelle sfumature, nelle contraddizioni. Sta nel decidere chi siamo, senza dover chiedere il permesso. Sta nell’essere autentiche. E credetemi, non c’è niente di più affascinante di una donna che smette di preoccuparsi di piacere a tutti e inizia a piacere a se stessa.
A cura di Katia Anna Calabrò