Si dice che l’intesa fra due persone sia tutta questione di chimica. Un “fattore” che incide anche su altri aspetti della nostra quotidianità, anche a tavola.
Esiste infatti una dieta “ormo-chimica” ed il binomio associativo non lascia dubbi, indicando uno stretto legame tra quello che mangiamo e le reazioni ormonali. Dare ascolto ai meccanismi chimici degli alimenti è estremamente vantaggioso, ecco perché.
Controllare il corretto equilibrio ormonale non è cosa facile
Sui suoi “alti e bassi” incidono diversi fattori: stress, impegni, emozioni, stagionalità e molto altro. Allora che fare? tra le tante strategie è possibile utilizzare cibo come un “farmaco”, il più naturale e disponibile possibile, impostando quella che viene chiamata una dieta “ormo-chimica” che favorisce anche il controllo del peso.
«È un regime alimentare – spiega Paolo Bianchini, consulente nutrizionale e nutraceutico di Salò e autore dell’omonimo Metodo – è in grado di ristabilire nell’organismo i livelli endocrini corretti grazie alla sinergica interazione di particolari cibi e di un preciso orario di assunzione.
Gli ormoni svolgono un ruolo importante a tavola: contribuiscono a regolare metabolismo, appetito, glicemia, ma anche altri parametri come pressione arteriosa, frequenza cardiaca, desiderio sessuale e non ultimo, l’assimilazione delle molecole ingerite attraverso i cibi.
Una interazione, quella tra ormoni e cibo che non è tenuta, spesso, nella giusta considerazione».
La dieta “ormo-chimica”
A differenza di quella ormonale che deve essere prescritta solo dal medico a seguito di esami specifici che abbiano evidenziato squilibri ormonali e quindi strettamente personalizzata, la dieta “ormo-chimica”, tiene conto della risposta ormonale e non necessita di esami specifici perché si basa sulla fisiologica risposta ormonale, di norma standard per tutti salvo qualche eccezione e che viene messa a punto in funzione di altri fattori, come età, sesso e stile di vita.
Dunque nell’uomo dovrà tenere maggiormente contro del testosterone, l’ormone sessuale maschile e nella donna degli estrogeni. Ma cosa prevede la dieta ormo-chimica? In linea di massima i canonici 3-5 pasti al giorno, in funzione della persona, e orari prestabiliti, questi ultimi importantissimi: «È più importante a che ora mangiamo, rispetto a quanto mangiamo.
Facciamo degli esempi: la colazione andrebbe fatta tra le 7 e le 8:30/9:00; è l’ora migliore in cui assumere carboidrati come pane, pasta e riso perché in questa fase della giornata l’azione liposintetica e anabolica dell’insulina è contrastata dagli ormoni corticosteroidei.
Il pranzo invece andrebbe consumato tra le 12 e 13:30, mentre la cena tra le 19 e 20:30, evitando tutti gli amidi per migliorare l’assimilazione intestinale delle proteine. Ricorrere a pasti proteici senza amidi è legato al fatto che il profilo ormonale che si instaura nelle ore serali favorisce l’utilizzo dei grassi a scopo energetico e la costruzione di massa muscolare durante la notte.
Inoltre in ogni pasto è importante attivare il “carburatore ormonale” ovvero un mix equilibrato di ormoni in grado di innescare anche l’azione positiva di dopamina e serotonina, i neurotrasmettitori del benessere». Tutti i cibi possono influenzare gli ormoni, ma in generale quelli contenenti carboidrati influenzano l’insulina, i proteici il glucagone e quelli grassi leptina e colecistochinina.
Ecco gli ormoni “chimici” che influenzano la nostra tavola
Non sono certamente tutti ma una selezione di quelli più importanti, più presenti nella nostra alimentazione e che svolgono alcune delle funzioni più cruciali.
- Insulina: è l’ormone che riduce la quantità di zuccheri presenti nel sangue dopo aver assunto carboidrati. Se prodotta in eccesso favorisce l’aumento di peso e l’infiammazione cellulare.
- Glucagone: è l’ormone antagonista dell’insulina, favorisce il calo di peso e si attiva mangiando proteine.
- Cortisolo: è l’ormone dello stress e un conseguente aumento eccessivo e costante può aumentare la produzione endogena di colesterolo, responsabile di accumulo addominale del grasso.
- FT4 e FT3: sono gli ormoni tiroidei che regolano, tra le tante funzioni anche il metabolismo energetico e influiscono sul peso corporeo (sia in aumento che in diminuzione).
- Leptina: è l’ormone prodotto principalmente dagli adipociti, le cellule che immagazzinano il grasso. Quando si mangia, il livello di leptina nel sangue aumenta, riducendo l’appetito.
- Colecistochinina (CCK): è l’ormone che si attiva consumando grassi e proteine. Fa contrarre la cistifellea e diminuire lo svuotamento gastrico, riducendo quindi l’appetito.
- Grelina: è l’ormone che stimola il senso di fame. Il cortisolo ad esempio aumenta anche la produzione di grelina, uno dei motivi per cui sotto stress si può mangiare di più o in continuazione.
-A cura di Francesca Morelli