una donna che sista sottoponendo a delle iniezioni al cuoio capelluto

Healthy Scalp, la nuova frontiera dei capelli

Dagli Stati Uniti arriva un approccio che sposta l’attenzione dal fusto al cuoio capelluto. Perché la densità si costruisce (anche) alla radice.


Prima è stata la glass skin, pelle levigata e luminosa come obiettivo assoluto. Ora il focus sale di qualche centimetro e cambia prospettiva: non solo capelli lucidi e voluminosi ma un cuoio capelluto in equilibrio. Negli Stati Uniti lo chiamano Healthy Scalp ed è più di un hashtag. È un approccio clinico che parte da un dato semplice: lo scalpo è pelle e, come tale, invecchia.

L’immaginario della chioma piena resta fortissimo. Basti pensare alle onde scenografiche di Jennifer Lopez o alle lunghezze glossy di Demi Moore, costruite tra styling ed extension. Healthy Scalp non nega l’estetica ma aggiunge una domanda: in che condizioni biologiche si trova il terreno da cui il capello nasce?

Le problematiche più comuni

Con il tempo diminuisce l’attività dei fibroblasti (le cellule che producono collagene ed elastina), la matrice extracellulare si assottiglia e il microcircolo può diventare meno efficiente. Lo stress ossidativo aumenta e può instaurarsi un’infiammazione cronica di basso grado. Sono processi descritti in letteratura che incidono sulla fase anagen (di crescita) e possono favorire l’assottigliamento progressivo del fusto e la miniaturizzazione del follicolo, meccanismo tipico dell’alopecia androgenetica.

Gli ormoni e il loro ruolo

Il ruolo degli ormoni è centrale. In perimenopausa e menopausa la riduzione degli estrogeni può influire sulla qualità del tessuto dermico e sulla stabilità del ciclo pilifero. Negli uomini (e in alcune donne) con predisposizione genetica, la sensibilità agli androgeni accelera il processo. Tra le opzioni più utilizzate in ambito medico c’è il PRP, plasma ricco di piastrine. La procedura prevede un prelievo di sangue autologo, la centrifugazione e l’infiltrazione del plasma concentrato nello scalpo. Le piastrine rilasciano fattori di crescita come PDGF, TGF beta e VEGF, coinvolti nella neoangiogenesi e nella regolazione dell’attività cellulare.

L’obiettivo è migliorare il microambiente follicolare, sostenendo ossigenazione e nutrimento.

Il protocollo inizia con una valutazione clinica e tricoscopica (analisi ingrandita di densità e diametro). In genere si effettuano tre o quattro sedute iniziali distanziate di alcune settimane, seguite da richiami personalizzati. I risultati non sono immediati perché rispettano i tempi biologici del capello.

La vera novità non è promettere miracoli ma riportare l’attenzione alla qualità del tessuto. In un’epoca ossessionata dall’effetto wow, Healthy Scalp rimette al centro la fisiologia. E ricorda che la densità si coltiva, prima ancora che si pettini.

-A cura di Francesca Frediani

Giornalista e professionista della comunicazione con una lunga esperienza nel settore della cosmetica, dell’estetica professionale e del beauty business. Ha collaborato con importanti testate ed editori, contribuendo allo sviluppo dell’informazione B2B nel mondo della bellezza. Oggi è Direttrice Responsabile di Les Nouvelles Esthétiques Italia, testata di riferimento per il settore dell’estetica professionale, della formazione e dell’informazione di settore. Collabora con Italian Beauty Community fin dalla sua nascita, accompagnandone l’evoluzione editoriale e progettuale.

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