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Un tavolo con della frutta e un block notes con il piano alimentare

E se invece di dieta dimagrante parlassimo di dieta come stile di vita?

In un mondo dove siamo costantemente bombardate da messaggi contrastanti riguardo il nostro corpo e la nostra alimentazione, il termine “dieta” viene spesso percepito come sinonimo di restrizione e sacrificio.

Quante di noi hanno detto o pensato almeno una volta: “Da lunedì dieta ferrea! Niente più questo e niente più quest’altro”? Ma, oggi, vi invito a ribaltare questa visione, considerando la dieta non più come un percorso temporaneo di dimagrimento, ma come un vero e proprio stile di vita, che non dev’essere certo una privazione costante.

Ridefiniamo la “dieta”!

Un bilanciamento tra nutrimento e piacere

Prima di tutto, è importante capire che “dieta” non significa necessariamente “dimagrimento”. Nella sua essenza, questo termine di derivazione greca indica semplicemente il modo in cui ci nutriamo quotidianamente.

Questo concetto abbraccia un approccio più equilibrato e sostenibile al cibo, dove ogni nutriente ha il suo spazio e non esistono alimenti totalmente proibiti o obbligatori (fermo restando accertate necessità mediche).

Una dieta come stile di vita si focalizza sul giusto bilanciamento tra qualità degli alimenti, quantità e frequenze di consumo. In questo contesto, è importante capire che gli alimenti non devono essere visti né come nemici né come alleati nella lotta contro la bilancia, ma come fonti di nutrimento e piacere.

Il cibo come gioia e condivisione

Il cibo non è solo nutrimento, ma anche un elemento fondamentale della nostra cultura, delle tradizioni, delle festività e dei momenti di condivisione. I pasti sono anche sinonimo di convivialità, una fonte di gioia e un modo per connettersi con gli altri: categorizzare gli alimenti in “buoni” e “cattivi” può portare a un rapporto malsano con il cibo, dove il piacere e l’aspetto sociale dell’assaporare un pasto vengono trascurati o visti come colpevoli.

Ortoressia, un rischio da non sottovalutare

La rigidità nell’etichettare gli alimenti in “buoni” o “cattivi”, in “sani” o “schifezze” e il costante timore di deviare da una dieta “perfetta” può condurre all’ortoressia, un disturbo alimentare caratterizzato da un’ossessione per il cibo salutare.

A differenza di altri disturbi alimentari, l’ortoressia si concentra sulla qualità e sulla “purezza” del cibo: sebbene mangiare sano sia un aspetto positivo, quando la preoccupazione diventa eccessiva, può limitare la varietà alimentare (che non dovrebbe mancare mai in una dieta davvero “sana”!) e generare ansia nelle scelte quotidiane.

Per evitare di cadere in queste trappole, è fondamentale mantenere un approccio flessibile e bilanciato al cibo, concedendoci di godere di una varietà di alimenti senza sensi di colpa e riconoscere che un’occasionale indulgenza non è dannosa.

Perché non si può vivere sempre a dieta: i pericoli di una dieta ipocalorica cronica

Vivere in uno stato di restrizione calorica prolungata non solo è insostenibile, ma può avere gravi conseguenze sulla salute fisica e mentale. 

Fisicamente, un apporto calorico insufficiente può portare a una diminuzione dell’energia, una riduzionedella massa muscolare e un abbassamento del metabolismo.

Questo può causare una sensazione di stanchezza costante e ridurre la capacità del corpo di funzionare in modo ottimale.

Dal punto di vista psicologico, la restrizione calorica prolungata può portare a un rapporto malsano con il cibo e con il proprio corpo, aumentando il rischio di sviluppare disturbi alimentari. Inoltre, vivere in uno stato di privazione continua può aumentare il desiderio di cibi “proibiti”, portando a episodi di alimentazione compulsiva, seguiti da sensi di colpa e ulteriori restrizioni, creando così un circolo vizioso.Un altro effetto collaterale importante è l’effetto yo-yo, ovvero il ciclo di perdita e successivo recupero del peso.

Questo fenomeno si verifica spesso dopo prolungati periodi di restrizione calorica, quando il corpo, una volta reintrodotta un’alimentazione normale, tende a immagazzinare energia in previsione di future “carestie”. Questo non solo rende più difficile mantenere un peso stabile nel tempo, ma può anche portare a variazioni di peso che sono stressanti sia fisicamente che emotivamente.

Inoltre, se non si è fatto nulla per preservare la massa muscolare, il peso recuperato sarà dato per lo più da maggior presenza di adipe, portando a una forma fisica peggiore rispetto al punto di partenza.

Diversi stili di vita, diverse diete

Ogni persona è unica e ha bisogni nutrizionali specifici. Oltre alla dieta dimagrante (ipocalorica), vi sono la dieta normocalorica, ideale per mantenere il peso forma, e la dieta ipercalorica, utile per chi necessita di aumentare il peso corporeo e/o sviluppare massa muscolare.

Ognuna di queste diete ha il suo posto nell’ambito di uno stile di vita sano, a seconda delle esigenze individuali.

Ricordiamo sempre che ogni individuo è unico, e ciò che funziona per uno potrebbe non essere adatto per un altro: per questo motivo non bisognerebbe seguire le diete di parenti e amici e nemmeno diete stilate sì per noi, ma in un’altra fase della nostra vita. Perciò, consultare un nutrizionista o un dietologo può essere un passo importante per trovare il giusto equilibrio alimentare personale.

Oltre la restrizione: la dieta come espressione di uno stile di vita equilibrato

La dieta come stile di vita implica un cambiamento di prospettiva sul cibo e sul corpo: si tratta di trovare un equilibrio personale che promuova un benessere a 360 gradi

Una dieta equilibrata dovrebbe essere accompagnata da un’attività fisica regolare, vissuta non come punizione, non per “bruciare calorie”, ma per mantenere il corpo forte, flessibile e sano, come celebrazione della nostra salute e benessere. E se non è possibile praticare uno sport, bisognerebbe cercare comunque di mantenersi attivi durante le proprie giornate, anche con semplici passeggiate a piedi.

Ripensare il concetto di dieta come stile di vita, anziché come regime temporaneo, può portare a una visione più sana e sostenibile del benessere, adottando un approccio equilibrato all’alimentazione, che includa una varietà di nutrienti e un adeguato apporto calorico per le proprie esigenze individuali.

In fin dei conti, una dieta come stile di vita non dovrebbe limitare la nostra vita sociale o il nostro piacere, ma dovrebbe arricchirla, promuovendo un benessere complessivo che va oltre la semplice nutrizione.

-A cura di Noemi Sartori

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