Sono pronte. Le ha chiamate direttamente il Papa: le donne adesso vogliono sedersi al tavolo della pace. Dite che non c’è un tavolo? Può essere vero, forse, ma è arrivato il momento in ogni caso di apparecchiarlo, organizzarlo. Se il tavolo non c’è perché i maschietti sono tutti occupati a combattere tra di loro, liberino pure il campo.
Si ritirino a giocare con le loro inutili armi (purché siano quelle con il tappo rosso). Tocca alle donne riportare la pace. Quelle che, dice il Papa chiamandole sul proscenio: “Fanno il mondo più bello, lo proteggono e lo tengono vivo. Portano la grazia del rinnovamento, l’abbraccio dell’inclusione e il coraggio di donare sé stesse. La pace, allora, nasce dalle donne, sorge e si riaccende dalla tenerezza delle madri”.
Perchè nessuno ferma la guerra?
Milioni di morti non bastano a dire basta? Intere generazioni di giovani stanno bruciando le loro vite per ragioni politiche, economiche e di dominio geoterritoriale. Terre depredate, città da ricostruire, ma che cosa aspettiamo a mettere fine a tutto questo? Quale ragione economica può mai giustificare il sacrificio di tante vite? Nessuna. Ecco perchè le Chiese di tutto il mondo, non solo quella romana, devono organizzare il tavolo della pace e convocare le madri dei ragazzi che muoiono in trincea, quelle di ambedue le parti, russe e ucraine.
E chiamino anche le madri dei paesi che su questa guerra hanno influenza e le mogli dei personaggi politici coinvolti. Macron che vuole ancora armi e insiste per allargare la guerra, si fermi, si ritiri in campagna e venga invece al tavolo sua moglie, così pure la moglie di Zelensky e quella di Biden, di Putin e di Stoltenberg, di Scholz e così via. Basta con i guerrafondai, decidano le mamme se è giusto e sacrosanto fermare questa follia.
Loro, che, siamo sicuri, di vedere morire i propri figli non ne hanno la benché minima intenzione. Dopo così tanti anni di guerra la pace non può più aspettare.
-A cura di Var