Due cartelli stradali uno con scritto CRISIS e l'altro con la scritta OPPORTUNITY

Cosa succede nel beauty? Tra glutei bannati, gloss vegani e brand con l’ansia da algoritmo non c’è di che annoiarsi.

I primi quattro mesi del 2025 nel mondo della bellezza non hanno deluso: star che diventano imprenditrici, brand che inciampano su Instagram, tecnologie che sembrano uscite da Black Mirror e glutei troppo “liftati” per essere veri. Ecco il riassunto di quello che (seriamente) è successo.

Primo quadrimestre 2025, settore beauty: che si dice?

Beh, diciamo che tra lanci, drammi social e colpi di scena stile reality show, il mondo della bellezza ha saputo tenersi (e tenerci) svegli. Ecco i momenti salienti che meritano un posto nel tuo feed… o almeno nella tua prossima chiacchiera da parrucchiere.

La cantante statunitense SZA (pseudonimo di Solána Imani Rowe) debutta nel beauty: “Not Beauty”, ma sì che lo è.

SZA ha lanciato la sua linea di lip gloss “Not Beauty”, che più che un nome sembra una dichiarazione di guerra al mondo dei beauty brand troppo patinati. I gloss sono vegani, idratanti e si chiamano Strawberry Jelly, In the Flesh e Quartz. In vendita? Solo ai pop-up dei suoi concerti. Il packaging è minimal, ma la fila per comprarli è maxi.

Instagram beauty in crisi: l’algoritmo non ti fa più bella

Il beauty su Instagram sta perdendo colpi: engagement in calo del 28% e haircare quasi dimezzato. Sembra che i like si siano presi una pausa detox. Chi regge? I soliti noti, tipo Huda Beauty, che però giocano su esperienze immersive. Insomma, o sei magico, o sei invisibile. Ma forse sono solo cambiate le regole del “gioco” e la chiave del successo è meno algoritmo e più verità. È quella che viene sempre apprezzata.

Pubblicità BBL? Bannate (e finalmente)

L’ASA (Advertising Standards Authority, ovvero l’Autorità per gli standard pubblicitari del Regno Unito) ha detto stop alle pubblicità delle cliniche che promuovono il Brazilian Butt Lift come fosse un trattamento viso. Troppa leggerezza, troppi rischi nascosti. Risultato? Stop alle inserzioni “gluteocentriche” su Meta. E un messaggio chiaro: non tutto ciò che è tonico, è etico.

Il beauty è tech: skincare su misura (letteralmente)

Nel frattempo, i laboratori dei big brand lavorano come fossero start-up di Silicon Valley: skincare basata sul DNA, nanobot per misurare ormoni, AI che ti consiglia il siero prima ancora che tu ti svegli. La beauty routine del futuro? Un incrocio tra un rituale coreano e un check-up medico.

Lanci notevoli: nostalgia e low cost vincono

Nel beauty popolare, torna il mitico Hoola bronzer in nuove shade e spuntano idratanti miracolose sotto i 20 €. Insomma: la nostalgia vende, ma anche il portafoglio vuoto detta legge.

Alla fine, il beauty del 2025, è un mix esplosivo di hype, innovazione, disastri social e ritorni cult. Dietro ogni siero c’è una strategia, dietro ogni gloss una celebrity, e dietro ogni filtro… beh, una crisi d’identità digitale. Nel dubbio, idratati e stai aggiornata.

-A cura di Francesca Frediani

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