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Una forchetta con tagliatelle arrotolare e del basilico sopra

Come e perché fa bene mangiare la pasta

L’Italia è fra i primi produttori al mondo di pasta, con un fatturato di quasi 7 miliardi di euro l’anno: ma la ragione per consumarla è solo favorire la crescita economica dello stivale? Certamente sì. Ci sono almeno tre “buone” ragioni per farsi un piatto di pasta e 5 modalità per consumarla nel modo e nelle quantità corrette. Lo spiega il Dottor Giulio Gaudio, esperto dietista nutrizionista.

Mangiare pasta fa bene alla salute

Su questo assioma non si discute: la pasta è fonte di fibre, che aiutano la regolarità intestinale e che contribuiscono a ridurre il rischio di malattie cardiache ed apporta vitamine e minerali, tra cui la tiamina, la niacina e l’acido folico. Inoltre è povera di grassi e di sodio. 

È alleata dello sport

Mangiare pasta fa bene al corpo e alla mente ed è un valido alleato anche in ambito sportivo. Pasta, pane e cereali – con il riso primo tra tutti – sono alimenti che non devono mancare nell’alimentazione di chi pratica sport, anche a livello amatoriale. Consumati prima dell’allenamento, i carboidrati complessi forniscono glucosio al fisico, da cui si forma il glicogeno che costituisce la principale riserva di energia dei muscoli, mentre dopo un lungo allenamento aiutano a integrare il glucosio, quindi la riserva di energia consumata, senza impattare sulla massa muscolare.  

I falsi miti

Ci sono anche falsi preconcetti sul consumo della pasta che è bene chiarire e sfatare.

La pasta fa ingrassare. Come quasi tutti gli alimenti, anche la pasta apporta calorie. Tuttavia a fare la differenza su questo “dato” sono la quantità di pasta consumata durante una giornata e il resto della dieta: la loro combinazione può favorire, oppure no, un aumento di peso. Mangiare porzioni di pasta eccessive e condimenti ipercalorici può portare all’accumulo di grasso, ma è comunque parte di una dieta equilibrata.

La pasta a cena non va mangiata. Falso, il convincimento nasce dall’idea che durante il sonno il corpo non bruci energia, in realtà l’organismo consuma anche durante il sonno per mantenere le funzioni vitali. Durante 8 ore di sonno si bruciano circa 500 kcal, che corrispondono alle calorie di 100 grammi di pasta condita con delle verdure e 1 cucchiaio d’olio. Inoltre la pasta, essendo ricca di carboidrati, può provocare sonnolenza e quindi aiutare ad addormentarsi.

La pasta è ad alto indice glicemico e causa picchi di zucchero nel sangue. In realtà la pasta di semola ha un indice glicemico medio, che può essere ridotto con un condimento fonte di proteine e di fibre.

La pasta integrale è sempre una scelta migliore. È nutrizionalmente migliore rispetto alla pasta raffinata poiché contiene più fibre e nutrienti. Tuttavia, la scelta dipende dalle esigenze individuali e preferenze personali: entrambe le varianti possono essere parte di una dieta equilibrata.

La pasta apporta solo carboidrati. Affatto, è anche fonte di proteine vegetali, ad esempio 100 grammi di pasta di semola ne apportano all’circa 13 grammi. Va detto però che le proteine della pasta non sono completamente paragonabili a quelle della carne: abbinando la pasta a dei legumi si può comunque ottenere un alimento completo di tutti gli aminoacidi essenziali, che sono i “mattoni” delle proteine.

-A cura di Francesca Morelli

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