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Come difendere la pelle dai danni del freddo

Con la Candelora, pensavano di esserne ‘fora’ e invece no, ecco tornati i rigori dell’inverno e a farne le spese è anche la pelle: vento, basse temperature, sbalzi termici possono peggiorare alcune patologie tra cui la rosacea, i geloni, la cheilite e la secchezza che colpiscono soprattutto viso, labbra, mani e piedi e in maggioranza le donne. Cosa fare? Lasciamoci guidare dai consigli dell’esperto.

Perché il freddo danneggia la pelle. E’ presto spiegato: mina la barriera cutanea, ovvero il naturale film idrolipidico, favorendo l’evaporazione di acqua e rendendo così la cute più secca e vulnerabile. Allo stesso tempo il freddo rallenta la microcircolazione causando deficit nutritivi che alterano il trofismo cutaneo, specie delle zone più esposte, e non protette, come viso e mani fino ai piedi se il clima è molto rigido: è il caso dei classici geloni che tendono a comparire nelle estremità del corpo, soprattutto le dita di piedi e mani.

Se si soffre di alcune patologie. Il ‘quadro clinico’ potrebbe peggiorare con la riacutizzazione ad esempio della sintomatologia per alcune di esse. Sono condizioni sensibili al freddo ad esempio:

La rosacea o couperose

problematica che interessa più le donne degli uomini in un rapporto di 2 a 1; nel 20% dei casi in forma lieve e nel 5-10% in forme più gravi. «La rosacea – spiega la Professoressa Gabriella Fabbrocini, direttrice dell’UOC di Dermatologia Clinica dell’Università di Napoli Federico II – è una malattia infiammatoria cronica della pelle che colpisce prevalentemente gli adulti, con carnagione e capelli chiari, a carico soprattutto del volto con rossori dapprima transitori e poi spesso persistenti con visibilità di capillari e piccoli vasi sottocutanei localizzati principalmente su guance, naso, mento e fronte. Quando aumenta il freddo i vasi tendono a restringersi, mentre con il caldo a dilatarsi. Questa continua variazione del calibro dei vasi superficiali porta spesso ad uno sfiancamento degli stessi che si manifesta con piccole antiestetiche teleangectasie, ovvero capillari visibili in superficie, mentre se la dilatazione diventa importante possono comparire piccole papule e pustole caratteristiche della rosacea papulo pustolosa o anche acne rosacea». La pelle in questi casi va trattata con una specifica skin routine: niente prodotti troppo aggressivi che possono seccare ulteriormente la cute a favore di formulazioni delicate con azione antiossidante e protettiva sui capillari come Ruscus, Centella asiatica, Calendula, Ippocastano, Estratto di Liquirizia. Nelle forme più severe possono essere aggiunti prodotti a base di acido azelaico che ha effetti antinfiammatori e disarrossanti, il metronidazolo con azione antiossidante ed efficace sia sulle papule che sulle pustole e l’ivermectina con azione antinfiammatoria e in grado di causare la morte degli acari Demodex che può esacerbare l’irritazione cutanea che si manifesta in presenza di rosacea. «In ultimo, se le teleangectasie sono persistenti è possibile ricorrere a trattamenti con laser specifici come il Dye Laser. Ad oggi abbiamo a disposizione nuovi presidi ‘ aggiunge Fabbrocini – che utilizzano energia luminosa fluorescente (FLE) per ridurre efficacemente foruncoli e arrossamenti. Il trattamento, molto rapido, penetrando nella pelle e attivando i naturali processi di guarigione, lenisce la pelle liberandola dallo stress e dandole una luminosità con risultati rapidi e duraturi».

I geloni

I geloni, o eritema pernio, si manifestano già al primo freddo con una sensazione di bruciore alle estremità di mani o piedi. Il passaggio dal caldo al freddo, provoca un danno ai capillari con comparsa di arrossamento, prurito, gonfiore cambiamento del colore della pelle da rosso a bluastro, dolore alle estremità , fino alla possibile formazione di vesciche o ulcere. E’ importante utilizzare guanti strutturati con materiale adeguato, evitare di avvicinare le mani a fonti di calore troppo forti, che possano indurre una rapida vasodilatazione micro-circolatoria e idratare le mani con unguenti lenitivi e circolatori a base di poligliceroli o polietileglicoli, cioè polimeri che attirano l’acqua nello strato corneo, restituendo la morbidezza perduta. «Se il problema persiste ‘ raccomanda la professoressa – è importante effettuare una consulenza dermatologica o reumatologica con capillaroscopia per escludere un eventuale Fenomeno di Raynaud, talvolta associato a patologie del sistema immunitario».

Cheilite angolare

è un’infiammazione delle labbra caratterizzata da secchezza, screpolature o fissurazioni in particolar modo agli angoli della bocca, che causa difficoltà nel mangiare, ridere e masticare. L’aria gelida e il freddo sono fra i principali fattori scatenanti. Oltre all’applicazione di balsami idratanti in forma di burro cacao o pomate, nei casi più severi potrebbe essere indicato un emolliente con blando effetto anti-infiammatorio.

Secchezza delle mani

Le mani screpolate, con cute secca ruvida e desquamata, sono una problematica piuttosto diffusa, indotta da fattori interni all’organismo, abitudini e agenti ambientali come smog, vento e basse temperature fredde, che danneggiano il naturale film idrolipidico. Nei casi più ‘gravi’ ci può essere la comparsa di tagli profondi e dolorosi. «E’ possibile fare prevenzione ‘ conclude Fabbrocini – mettendo al riparo le mani con guanti protettivi e utilizzando più volte al giorno dei balsami idratanti a base di ceramidi che consentano di ristabilire il normale film idrolipidico.

Soffri di problematiche della pelle, ne risenti di più con il freddo? Raccontaci la tua ‘sintomatologia’ .

– A cura di Francesca Morelli

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