Una ragazza al tramonto con le braccia al cielo

Come affrontare l’estate e il caldo, migliorare la salute grazie al Biohacking

Cali d’energia, spossatezza generale e problematiche della pelle. Sono questi alcuni dei problemi che accomunano milioni di italiani, alle prese con mesi estivi sempre più caldi e giornate scandite da una sensazione costante di stanchezza.

E sebbene le singole valutazioni siano sempre personali e soggettive, esistono però alcune linee guida alla portata di tutti e che arrivano direttamente dal mondo del biohacking, un insieme di discipline, fondate su basi scientifiche, che si occupano di ottimizzare le prestazioni fisiche, mentali e psicofisiche di un individuo attraverso tutte le leve possibili che circondano la persona.

I ritmi circadiani

Nata negli ambienti milionari della Silicon Valley, la disciplina è poi stata conosciuta e adottata su larga scala grazie agli endorsement pubblici di numerose celebrities, come il cofondatore e Ceo di Twitter Jack Dorsey, Jennifer Lopez e Cristiano Ronaldo. Stefano Santori, biohacker e consulente che lavora con atleti olimpionici e molti brand nostrani spiega che “c’è una parte di questa disciplina che si basa su concetti come il biohacking circadiano, ovvero incentrato sul rimettere il più possibile in ordine il corpo secondo quello che sarebbe il suo comportamento naturale, se non lo avessimo deviato noi con cattivi stili di vita, errori di alimentazione e altro ancora”.

Partendo da questo assunto, la prima cosa da tenere a mente è il rispetto quanto più alto possibile dei ritmi circadiani, visto che i cambi di stagione sono normali e rappresentano il ritmo della natura.

Durante l’estate, la luce e le temperature cambiano – spiega Santori – e la prima cosa da fare è rispettare quanto più possibile i ritmi circadiani. In altre parole: svegliarsi con il sole, godere del sole, in modo graduale per evitare problemi alla pelle, esporsi alla luce e ridurre le attività quando inizia il tramonto (cosa che avverrà ovviamente più tardi rispetto all’inverno).

Da questo punto di vista, è bene continuare a svolgere attività fisica, preferendo però orari in cui non ci sono problemi di eccesso di caldo, quindi idealmente la mattina oppure la sera, prima che tramonti il sole (mai di notte per non intaccare la qualità del sonno)”.

L’acqua, elemento fondamentale

E se per molti italiani l’estate fa rima con mare e acqua in generale, le migliori attività fisiche estive sono quelle che hanno a che fare proprio con l’acqua, come il nuoto o altre attività comparabili.

Anche a tavola, l’acqua si rivela un ingrediente imprescindibile per ottimizzare la salute durante l’estate.

La tipologia di cibo preferibile durante i mesi caldi è proprio quello che la natura ci regala naturalmente come frutta e verdure di stagione: vanno favorite quelle più ricche di acqua come i pomodori e i frutti come l’anguria, che di base è un frutto tipicamente estivo, senza preoccuparsi del carico glicemico basso, perché contiene una quantità relativamente minima di carboidrati per porzione tipica. Il consiglio è quello di lasciarsi guidare dalla natura stessa”.

Bere e idratarsi, due concetti distinti

Un’altra avvertenza importante per affrontare l’estate è ricordare che bere e idratarsi non sono la stessa cosa.  Se bere significa infatti assumere dei liquidi, idratarsi comporta inserire nel corpo gli oligominerali necessari

Stefano Santori spiega che “qualora l’acqua non abbia i “nutrienti minerali giusti”, è consigliato aggiungere elettroliti e oligominerali, proposti sul mercato da tantissime marche.

Occorre scegliere gli oligominerali o gli elettroliti più completi, poiché non è sufficiente aggiungere all’acqua solo un po’ di potassio. Meglio cercare elettroliti più complessi e completi”.

Essenziale fare un sonno di qualità

Un’altra problematica classica dell’estate è quella del sonno, che affligge gran parte degli italiani durante tutto l’arco dell’anno e che, con il caldo estivo, può influire ulteriormente sulla qualità della salute.

L’ideale sarebbe cercare di non usare condizionatori, per non alterare troppo la temperatura generando l’anomalia della stanza ghiacciata e del caldo fuori.

Bisognerebbe piuttosto cercare di rinfrescare il corpo anziché l’aria. 

Si può ottenere questo risultato preferendo lenzuola traspiranti e rinfrescanti, realizzate con nuovi materiali appositi, che aiutano proprio a rinfrescare il corpo.

Altre alternative sono i device per rinfrescare il materasso, ottimi per conciliare un sonno di qualità nel pieno rispetto dei ritmi del corpo, risparmiare sulla bolletta e senza alterare la temperatura dell’intera stanza.A essere rinfrescato, infatti, dovrebbe essere il corpo non tutta la stanza, facendo sì che la temperatura corporea scenda durante il sonno garantendo riposo e recovery”.

Aggiungere adattogeni

Poichè il sole crea potenzialmente danni ossidativi e stimola il rilascio di radicali liberi è consigliato, aiutarsi con sostanze naturali che possono agire come antiossidanti: privilegiare quindi verdure e frutta e se occorre integrare con vitamine, soprattutto la C e la E.

Molto importante è anche aggiungere degli adattogeni, ovvero sostanze adattogene (come l’ashwagandha) che aiutano il corpo ad adattarsi meglio agli stress, e prendere tanto sole è, per il corpo, un vero e proprio stress da gestire!”.

Altra parentesi riguarda un uso esagerato degli occhiali da sole o delle creme di protezione solare.

In realtà, gli occhi hanno bisogno di ricevere luce solare per motivi circadiani (il cosiddetto orologio centrale interno si attiva letteralmente con l’alternanza luce/buio): questo non significa accecarsi ma evitare di stare con gli occhiali da sole dalla prima mattina alla sera, tutto il giorno.”

Allo stesso modo, le protezioni solari sono strumenti utili ma allo stesso tempo problematici: se è vero che è fondamentale proteggersi, soprattutto se ci si espone al sole in modo repentino, dall’altro lato le sostanze presenti in alcune creme, come l’ossibenzone, non sono così sane come si crede, sia per il corpo che per l’ambiente. 

Il modo migliore consiste nell’esporsi al sole in piccole e graduali esposizioni, per permettere al corpo di innescare le sue protezioni fisiologiche e arrivare alla naturale produzione di melanina, stimolandola con le opportune accortezze come la gradualità.

Oltre a questi consigli fondamentali, per affrontare al meglio l’estate è interessante ricordare lo stretto rapporto tra il tipo di alimentazione e le reazioni del corpo. Non è un caso se durante i freddi inverni si utilizzano di più i cibi ricchi di grassi e proteine: aiutano a creare la termogenesi per affrontare il freddo. Al contrario, in estate andrebbero evitate alimentazioni con piatti troppo ricchi di grassi e di proteine, proprio perché il corpo in questo momento non ha lo stesso bisogno di termogenesi riscaldante”, conclude il biohacker Stefano Santori.

-A cura di Samuela Nisi

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