Una classica fotografia di ragazze hippie dentro un van

BACK TO GLAM Cambio look, idee da rubare agli anni ’70

Gli anni Settanta sono stati l’epoca del “faccio come mi pare, ma con stile”.
L’Italia cambiava: i jeans scampanati convivevano con i foulard floreali, la politica si discuteva nei caffè e nei saloni si parlava di capelli come di libertà. Dopo il rigore dei ’60, il make-up si fa emozione pura: colori caldi, texture naturali, nessuna linea netta. Era la bellezza del “vissuto”, quella che nasceva al sole e finiva sotto una lampada in salotto, con un disco di Lucio Battisti in sottofondo.

Le icone italiane del decennio

Mentre oltreoceano dominavano Farrah Fawcett e Bianca Jagger, in Italia le muse si chiamavano Ornella Muti, Isabella Rossellini, Dalila Di Lazzaro, Virna Lisi.
Non più donne “da copertina perfetta”, ma spiriti liberi: sensuali, disordinate, magnetiche.
I loro capelli ondeggiavano come un manifesto femminista e il trucco sembrava fatto con le dita — e forse lo era davvero.

  • Ornella Muti incarnava il fascino spontaneo, con la pelle dorata e il trucco che lasciava intravedere le lentiggini.
  • Isabella Rossellini portava un’eleganza colta e malinconica, figlia d’arte e di luce naturale.
  • Dalila Di Lazzaro aveva quello sguardo luminoso da “bellezza italiana vera”, un po’ diva, un po’ ragazza della porta accanto.

Aneddoti & segreti veri da truccatori e saloni italiani

Gli anni ’70 portarono la rivoluzione dei fondotinta leggeri, stesi con le dita per fondersi con la pelle. Le terre abbronzanti diventano must — le prime arrivate in Italia erano Guerlain e Deborah Milano — ma molte donne usavano la cipria color sabbia mescolata al fard per ricreare la stessa tonalità. Nei saloni, le parrucchiere abbandonarono le pieghe a casco per lasciare spazio ai capelli asciugati al naturale: spazzola larga, phon tiepido e tanto olio di mandorle dolci sulle punte (consiglio che appariva regolarmente su Annabella e Grazia del 1975).
E per lucidare le chiome? Qualche goccia di birra chiara, rimedio casalingo citato in più rubriche beauty del tempo: lasciava i capelli lucidi e corposi senza appesantire.

Come rifarlo oggi

Per portare addosso lo spirito boho senza sembrare appena uscita da un festival retrò:

  • Usa una base invisibile, solo crema colorata o BB cream.
  • Punta su toni caldi: rame, bronzo, pesca. Niente linee rigide, tutto sfumato.
  • Sulle labbra, gloss trasparente o rossetti nude sabbia.
  • Capelli mossi, liberi, naturali. Un tocco di olio sulle punte per effetto “sano ma disordinato”.
  • Il profumo? Qualcosa d’ambrato o speziato, come si portava allora.

Tips vintage da rubare

  • Impacco alla birra per capelli lucidi (fonte: Annabella, 1975).
  • Olio di mandorle dolci come leave-in naturale per le punte (citato in Grazia, 1974).
  • Blush in crema steso con le dita per un effetto “pelle viva” (da una testimonianza dei truccatori RAI).

Matita marrone al posto dell’eyeliner nero: sfumata, dolce, seducente.

Il consiglio di stile IBC

La bellezza anni ’70 è quella che non chiede conferme. È un capello fuori posto che ti fa sentire vera, un viso che brilla di sole e un vestito lungo che si muove con te. Ruba da quell’epoca la leggerezza e lascia stare le perfezioni digitali.

-A cura di Samuela Nisi

Di Samuela Nisi, giornalista pubblicista di moda, bellezza e benessere, racconta tendenze e stili di vita con uno sguardo competente e contemporaneo. Scrive per testate cartacee e digitali, unendo estetica, contenuto e personalità.

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