Una volta si diceva: “Impara l’arte e mettila da parte”. Oggi potremmo dire: “Impara a usare WhatsApp e non farti truffare”. Gli anziani sono entrati nel mondo digitale, spesso da soli, senza filtri e senza rete. E il risultato, a volte, è un mix di entusiasmo, fragilità, e clic sbagliati.
Un cambiamento silenzioso e veloce
Per anni si è pensato al web come a una faccenda da giovani. E invece, secondo i dati Istat 2024 sull’uso di Internet tra gli over 65, c’è stata una crescita a ritmi record: nel 2024 il 68% delle persone tra i 65 e i 74 anni ha navigato online nei tre mesi precedenti, in crescita di oltre il 7% in un solo anno. Tra gli over 75 si parla del 31,4%, e anche qui la curva è in salita.
Ma la crescita è quantitativa, non sempre qualitativa. Se da un lato aumentano i messaggi su WhatsApp e le videochiamate coi nipoti, dall’altro molti over 65 si muovono nel web senza una bussola. Spesso, senza nemmeno sapere dove stanno andando.
Tra nuove dipendenze e nuove solitudini
Il digitale ha riempito spazi vuoti: ore lente, giornate in solitudine, routine abitudinarie. Ma con quali effetti?
Tra i più diffusi, lo shopping compulsivo. Non tanto per necessità, quanto per noia. Non è raro che gli acquisti online, magari spinti da pubblicità aggressive, diventino un modo per sentirsi “attivi”, “aggiornati”, “parte del mondo”. Anche quando il carrello è pieno di cose inutili.
Poi ci sono i giochi. Applicazioni innocue, certo, ma capaci di assorbire ore e concentrazione, con un effetto dopaminergico che può creare dipendenza anche a un cervello meno reattivo, ma non meno affamato di stimoli. E infine, l’ultima frontiera: la cartomanzia online. Sì, anche quella. Portali, dirette su Facebook, app a pagamento. Un mondo parallelo dove trovare conforto, o risposte. Forse, anche solo qualcuno che ascolta.
Fake news e disinformazione: un cortocircuito continuo
Uno dei nodi più preoccupanti resta la disinformazione. Gli anziani sono sovra-rappresentati nella condivisione di notizie false, spesso senza nemmeno rendersene conto.
Un articolo su una cura miracolosa, un audio allarmante inoltrato su WhatsApp, un meme condiviso da una pagina “di opinione”: tutto viene preso per buono, rilanciato, discusso come se fosse attendibile.
Il problema non è solo tecnico, ma culturale. Manca una vera alfabetizzazione digitale. E la capacità critica, già messa alla prova dall’età, viene indebolita da meccanismi che gli over 65 non conoscono né controllano: algoritmi, echo chamber, manipolazione dei contenuti.
Quando la truffa arriva via SMS
Poi ci sono i rischi veri. Quelli che costano.
Gli anziani sono tra i bersagli preferiti del phishing e delle truffe digitali. Basta un link sbagliato, un finto SMS della banca, una chiamata sospetta. I truffatori lo sanno: colpiscono chi è più esposto e meno preparato. Chi ha meno difese, ma ancora troppa fiducia.
E la colpa non è loro. Il problema è che nessuno li ha accompagnati davvero in questo passaggio. La digitalizzazione è arrivata anche per loro, ma spesso senza manuale d’uso.
Tecnologia come stimolo: sì, ma con una guida
Eppure, la tecnologia, se usata bene, può essere uno strumento di benessere.
Alcuni studi mostrano che app educative, giochi di logica e socialità digitale possono mantenere attive le funzioni cognitive. Il punto è sempre lo stesso: non lo strumento in sé, ma come lo si usa, e con quali supporti. Non basta regalare uno smartphone a Natale. Serve spiegare, accompagnare, ascoltare.
Educazione digitale per tutti, non solo per i giovani
Spesso ci si preoccupa, giustamente, dell’impatto e del rapporto tra social e minori. Ma dimentichiamo che le fragilità digitali non hanno età.
La verità è che bambini e nonni condividono, a modo loro, lo stesso vuoto: quello di un’educazione digitale lasciata al caso, o alla pubblicità.
In un mondo in cui tutto passa dallo schermo, è tempo di smettere di pensare che ci siano utenti “troppo vecchi per imparare”. Nessuno è troppo vecchio per un click giusto. O per uno sbagliato.
La prossima volta che tua nonna ti chiede come si inoltra un messaggio, fermati. Spiegaglielo. Perché dietro ogni “ma figurati, tanto lei non ci casca” ci sono una notizia falsa, un acquisto inutile o una password rubata. La tecnologia può confondere, illudere, perfino fregare. Ma per molti anziani resta anche una finestra sul mondo e sulle persone a cui vogliono bene. A volte sbagliano finestra, è vero. Ma il gesto resta.
-A cura di Noemi Sartori

Copywriter e content creator, beauty blogger dal 2011. Ama la cura di sé quando è concreta e sostenibile, non quando è un teatrino di promesse. Per Italian Beauty Community scrive di skincare e profumi con un approccio chiaro e pratico: abitudini sensate, scelte consapevoli, miti sfatati e consigli per orientarsi tra routine, attivi e trend senza ansia da prestazione. Il suo filtro “anti-fuffa” è semplice: spirito critico, parole accessibili e attenzione alle fonti. Accanto al beauty, affronta anche temi culturali e social legati alla comunicazione digitale e al modo in cui le piattaforme influenzano informazione, percezione di sé e benessere. Nel tempo libero si allena: perché la costanza, in palestra come nel beauty, fa la differenza.