Una bambina che stringe la mano del padre all'entrata di scuola

Aiuto! Ricomincia la scuola… i genitori si mettono a dieta per poter affrontare le spese del back to school

Quando sugli scaffali del supermercato si allarga la sezione cancelleria il brivido corre sul filo: il back to school is back! È tempo di rinunce per le famiglie con figli.


La remise en forme più in voga a settembre? Quella che prevede meno cene fuori, bicicletta al posto della macchina, corse alle offerte e salti (mortali) per stare nel budget dopo aver provveduto a tutte le esigenze dei figli a carico. Vi suona familiare?

Quaderni e diari, penne e matite non sono che la punta dell’iceberg, vere quisquilie quando si parla di spese per i figli (7.946.930 gli studenti che si siederanno dietro un banco), pronti ad assorbire, mediamente, il 34% della spesa mensile dell’intera famiglia. Se va bene.

Perché per un terzo dei casi dobbiamo immaginare percentuali tra il 40% e il 70% del budget se si aggiungono attività sportive e pasti fuori casa. E qui sì che la cinghia, sempre più stretta, disegnerà un vero vitino di vespa!

Figlio mio, quanto mi costi

Cosa pesa più di tutto sul bilancio? In testa ci sono abbigliamento (63%) e testi scolastici (51%). Seguono scarpe, borse e accessori, attività sportive (48%), pasti fuori casa (46%), materiale scolastico, spese mediche, divertimenti e mobilità (tutti al 45%).

Questo secondo la ricerca Report FragilItalia “Il costo dei figli” condotta da Area Studi Legacoop e Ipsos. Una spesa che non è uno scherzo. Ma si sa, i figli “so’ pezzi ‘e core” quindi non ci si meraviglierà se per sostenere le spese della prole 6 genitori su 10 rinunciano ad acquisti per sé.

Qualche esempio? Il 66% dice addio allo shopping personale rispolverando il guardaroba dell’anno precedente (che tanto va ancora bene…), il 58% incornicia e appende al chiodo la foto dell’auto dei sogni rimandando l’acquisto a data da destinarsi, mentre il 60% non va al ristorante, concedendosi magari una pizza al posto del sushi. Il 51% taglia sulla spesa scegliendo prodotti in offerta.

E… attenzione alla salute se anche voi come il 39% dei genitori per risparmiare avete rinunciato o rimandato una visita specialistica. Le famiglie più in sofferenza? Quelle con genitori under 30, ancora una volta i più instabili da un punto di vista economico, ça va sans dire.

Meglio un bambino oggi che un adolescente domani= più crescono e più costano

Genitori con figli under five, sfogatevi adesso! Perché più i figli crescono più costano. 

Se fino ai tre anni, infatti, si spendono per un figlio tra i 10mila e i 25mila euro, dai 4 ai 5 anni la cifra varia tra 10mila e 27mila euro e via con l’escalation fino ai 45mila / 74mila euro per figli da 12 a 18 anni. In particolare per gli adolescenti aumentano le spese sportive (8.000 euro) e si aggiungono lezioni di lingua, abbigliamento, vacanze, paghette, dispositivi elettronici, libri scolastici (1.164 euro), trasporti (600 euro) e così via.

Tempo di economia domestica

L’unico modo per uscirne vivi (più magri e tutto sommato felici) è sì fare qualche sacrificio ma anche mettere in pratica semplici accorgimenti, quasi banali, ma da non sottovalutare…Pensare a un budget per ogni categoria di spesa, archiviare correttamente fatture, bollette e ricevute (perché accorgersi tardi di non aver pagato una bolletta può essere una scoperta pesante), pianificare i pasti, approfittare delle offerte, confrontare i costi dei servizi, tenere in ordine i conti di casa.

Approfittare delleagevolazioni, dai bonus libri alle borse di studio passando dalla dote scuola (queste bisogna davvero conquistarsele presentando la domanda completa di documentazione e se serve l’ISEE alla sezione competente della propria Regione) e non sottovalutare le detrazioni! Sul sito del MIUR (Ministero dell’Istruzione e del Merito) si può trovare l’elenco delle spese di istruzione (dalla scuola dell’infanzia alle scuole secondarie di secondo grado e università) che puoi detrarre.

Non cifre da capogiro ma meglio che niente.

-A cura di Simonetta Barone

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