Addio alle notti in bianco per i mal di pancia dei vostri piccoli o ai loro pianti disperati. Basta un po’ di acqua e zucchero. A sentirlo potrebbe farvi sorridere, invece questo classico “rimedio della nonna” sembra essere un ottimo lenitivo contro la sindrome dell’intestino irritabile o il dolore addominale sia nella primissima infanzia che nei bambini più grandicelli, fino all’adolescenza.
Non sono parole, ma fatti confermati da studi di letteratura, su prestigiose riviste come JAMA Pediatrics, che è specializzata in questa categoria di pazienti.
Effetto placebo
Si dice che prendere qualcosa che non sia un medicinale sia come bere “acqua fresca”. Insomma che a fini terapeutici faccia meno di niente. Invece non pare così o almeno non sempre, come in questo caso in cui i piccoli pazienti erano ben consci di bere proprio acqua e zucchero, di assumere cioè una terapia definita dagli esperti un “open-label placebo”, cioè un composto formato per l’85% da saccarosio (zucchero), acido citrico, acqua purificata e metilparabene.
I 30 pazienti, tra gli 8 e i 18 anni, che hanno partecipato a questa sperimentazione hanno assunto 1,5 ml del placebo 2 volte al giorno per 3 settimane, seguiti da un periodo controllo (senza cioè assumere nulla in cui si misurano i risultati e il mantenimento dei benefici anche nel post-trattamento) di altre 3 settimane, o all’opposto per un periodo della stessa durata seguito da altrettante settimane di somministrazione del tradizionale placebo. I risultati sono stati positivi in termine di riduzione del dolore e quindi, anche dell’uso di farmaci “di salvataggio” nel periodo di trattamento, nel caso naturalmente dell’“open-label placebo”.
Bye-bye dolore
Proprio così, è stato osservato che durante il periodo di assunzione di acqua e zucchero il dolore è sensibilmente diminuito. In una scala di 100 punti, i valori si sono abbassati fino allo score di 40 rispetto ai 45 stimati nel periodo di controllo, con uno scarto di ben 5 punti.
Inoltre, nel tempo di terapia con l’open-label placebo, si è fatto uso del farmaco di salvataggio (iosciamina), solo 2 volte rispetto alle 3,8 durante il periodo di controllo; una frequenza quasi dimezzata.
Dati che trovano riscontro anche nelle parole dei ragazzi che hanno confermato un sensibile miglioramento del dolore, di circa il 70% in caso di assunzione dell’open-label placebo rispetto al 30% del normale placebo. Mediamente, metà dei partecipanti riferisce una riduzione del dolore di oltre il 50%.
Dove lo si trova
Ahimè, l’acqua e zucchero in forma di “open-label placebo” non è ancora disponibile. Prima di svilupparlo e metterlo in commercio saranno necessari ulteriori studi su una popolazione più ampia e una comprensione migliore dei meccanismi che sono alla base dell’efficacia. Nel frattempo? Ricorriamo al tradizionale “rimedio della nonna”: una bella mescolata di un cucchiaio di zucchero, ben disciolto in acqua.
Proverai questa strategia se i tuoi bambini lamenteranno dolori addominali? O quali altre soluzioni adotti?
-A cura di Francesca Morelli