Passaporti? Al via il nuovo gioco dell’oca
Avete voglia di un bel viaggetto oltre confine? Siete stati invitati a un matrimonio all’estero? O più semplicemente, avete programmato una vacanza in Grecia o in qualche bella isola nel mondo? Si, viaggiare, dolcemente viaggiare, e tornare a viaggiare, come cantava il grande Lucio Battisti. A chi non piacerebbe? Beh, dimenticatevelo. Benvenuti al giro di boa degli anni duemila ventitré e rotti, gli anni della grande intelligenza artificiale (ancora sconosciuta negli uffici pubblici), dove si discute di robot e strapotere sull’uomo, e dove però rinnovare un documento ਠil nuovo gioco dell’oca dell’italian burocrazia-way! O il nuovo precipizio nel girone infernale dei ritardi, del caos, e dell’autarchia: si viaggia solo entro i confini per ammirare le bellezze e la cultura italica, così che, bel vantaggio, la valuta resti in casa. Prendere o lasciare.
Dov’ਠsono finiti gli impiegati statali? Possibile che siano tutti ancora in smart working?
Insomma, il viaggio può permetterselo solo chi ha la fortuna di avere i documenti ancora in regola (prezzi degli aerei permettendo). Ma chi invece ਠstato colpito dalla scadenza di passaporto o carta d’identità dagli anni del Covid in poi, lasci ogni speranza…a tempi migliori. Qui non si usa più così facilmente come prima, quando ci presentavamo allo sportello e ci facevano a vista la carta d’identità . Adesso ਠuna gran bella fortuna se lo sportello ਠaperto e se dietro c’ਠancora un essere vivente. Forse.
A Bari, Bologna, Genova, Padova, Torino, Roma, Milano, secondo una recentissima indagine di Altroconsumo, e secondo l’esperienza personale di molti di noi, per avere il passaporto non si riesce ad avere neanche l’appuntamento in Questura. Tempi biblici. Per avere il documento a Bolzano servono fino a sette mesi; cinque ad Ancona. Genova e Padova, quasi impossibile prenotare e così via in ben 13 città italiane, compresa, e questo ਠsorprendente, Milano. A Roma appuntamenti da prenotare solo online, ma, sorpresa, solo alle otto del mattino. E naturalmente, come nella migliore delle beffe, alle otto del mattino il più delle volte non si riesce nemmeno ad accedere alla piattaforma ministeriale.
Ma perché è diventato così difficile fare un documento?
Principalmente perché¨ il sistema digitale per la prenotazione online non sembra ancora all’altezza, secondo perché¨ manca il personale e di conseguenza gli uffici che dovrebbero aprire al pubblico restano chiusi o sono aperti con disponibilità inadeguate alla necessità . E non tanto meglio va l’istituzione di una qualche giornata open day dedicata a chi non riesce a prenotare online. Troppo poco davvero.
E allora?
Allora dichiariamo l’Italia chiusa per i viaggi? Cosa aspetta il governo a intervenire? Perché¨ il problema non viene affrontato seriamente? Che può fare il povero cittadino? Forse, la soluzione ce la indica ancora Battisti: ci vorrebbe davvero quel ‘gran genio del mio amico…’
E voi che esperienza avete avuto? Riuscite a rinnovare i vostri documenti? Diteci la vostra!
-A cura di V.A.R.