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La radice di zenzero intera e la sua polvere dentro ad una ciotola

Zenzero, c’è il “sospetto” che faccia bene anche al cuore

È possibile che tutti abbiamo fatto la conoscenza con lo zenzero: mangiato in caramelle, bevuto in tisane, assunto come integratore, aggiunto a qualche ricetta per profumarla o esaltare il sapore.

Il gusto è infatti acceso e per questo spesso lo si ama o lo si odia.

Questa radice, di origine asiatica, ha anche diverse proprietà salutari, agirebbe infatti sull’apparato gastrointestinale, fino a promuovere la riduzione del peso o a contrastare l’azione dei radicali liberi. Recenti studi stanno infine indagando la sua possibile efficacia a livello cardiovascolare.

Le proprietà

Agisce come antinfiammatorio e antiossidante, inibendo l’attività dei radicali liberi dunque contrastando lo sviluppo di malattie croniche legate all’invecchiamento cellulare.

Riduce il gonfiore addominale dopo i pasti, svolge il ruolo di gastroprotettore contro l’azione dei succhi gastrici stimolati proprio dall’assunzione di cibo e allevia i sintomi del reflusso gastroesofageo. Inoltre, sembrerebbe promuovere la perdita di peso, favorendo il lavoro metabolico. Infine, grazie ad alcune proprietà infiammatorie, ridurrebbe sintomi e dolori artrosici.

Questi sono alcuni effetti riconosciuti allo zenzero, e riguardo al cuore? Potrebbe apportare qualche vantaggio anche al sistema cardiovascolare, ma su questo aspetto stanno facendo attente ricerche alcune università americane, occupandosi di valutare l’azione dello zenzero sia assunto sotto forma di integratore sia di ingrediente aggiunto ai cibi.

Specie in relazione a questo secondo utilizzo gli studi condotti sono davvero pochi. Ciò che appare subito chiaro è che lo zenzero non deve essere utilizzato come ingrediente chiave ma come elemento di “supporto” all’interno di pietanze di diversa natura.

Il cuore, in qualche misura c’entra sempre

Alcuni studi che hanno valutato gli effetti degli integratori a base di zenzero sembrerebbero evidenziare che, ad alte dosi, potrebbe contribuire a regolare i livelli di colesterolo, migliorare la pressione sanguigna o anche a tenere sotto controllo i livelli di glicemia nel sangue.

Tutti elementi che in qualche misura impattano e sono coinvolti nella salute del cuore. Ma la criticità è rappresentata dal fatto che questi benefici si avrebbero, appunto, solo se lo zenzero è assunto in elevate quantità.

Eventualità di norma piuttosto improbabile, se non addirittura rara, tanto più sconsigliata in quanto non si conoscono eventuali effetti collaterali associati. Dunque: moderazione!

Lo zenzero “nature”

Che dire invece quando la radice viene usata come ingrediente in alcune ricette? Su questo quesito le risposte sono ancora aperte.

Come prima indicazione i ricercatori suggeriscono di non usarlo come unico ingrediente, ma come co-protagonista di ricette, o addirittura mascherato ad altre sostanze, ad esempio in mix di erbe e spezie.

In questa versione, le prime evidenze suggerirebbero che aggiunto a una tipica dieta occidentale questo “insaporitore” sarebbe in grado di contribuire ad abbassare la pressione sanguigna negli adulti a più alto rischio di malattie cardiache: impossibile tuttavia dire in quale percentuale lo zenzero rispetto alle altre erbe/spezie, potrebbe attivare “da protagonista assoluto” questo effetto benefico.

Dunque che fare? In attesa che le ricerche proseguano e possano dare qualche indicazione più chiara e certa, questi studiosi consigliano di aggiungere zenzero a cibi salutari, ad esempio alle verdure, in particolare alle carote, o di abbinarlo al pollo, di unirlo anche a ricette indiane, fino ad accompagnarlo alle patatine fritte. Anche in questo carso sarà importante definire il principio di efficacia a quali dosi.

-A cura di Francesca Morelli

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