Se per te la medaglia ha un dritto e un rovescio, se il cielo è blu “Indian Wells” e se al parrucchiere hai chiesto una nuance ramata non ci sono dubbi: hai anche tu la Sinnermania!
L’onda di entusiasmo che ha piacevolmente coinvolto tutta l’Italia nei confronti del tennis è merito dell’altoatesino, ma non solo.
Alle spalle di Iannik spiccano infatti, tanti esempi virtuosi di sportività e talento, impegno e tenacia. Sono 9 i tennisti azzurri tra i primi 100 del mondo: Sinner, con ambizioni da leader, e poi i promettenti Musetti e Arnaldi, il trio Sonego-Cobolli-Darderi, il giovanissimo Luca Nardi (classe ’03), Fabio Fognini e Matteo Berrettini. E poi c’è lei.
A questa eccellente covata di “sportivi con la racchetta” si aggiunge una decima campionessa (ai primi posti del ranking femminile), la brillante e talentuosa Jasmine Paolini.
Giochiamo?
In tanti si sono avvicinati a questo sport cogliendo l’opportunità di divertirsi e restare in forma. A scuola, nei club, con insegnanti one to one, si comincia a piccoli passi ma i benefici sono tanti. «Due persone, scarpe adatte, un campo, qualche pallina e due racchette.
Queste sono le attrezzature minime per giocare e divertirsi. Il tennis è sicuramente lo sport per tutti e, rispetto ad alcuni anni fa, anche per tutte le tasche» spiega Alessandro Recchia, istruttore di 2° grado della Federazione Italiana Tennis, maestro dell’Accademia tennis Vavassori. Non fatevi spaventare dalla quantità di regole.
«Quelle fondamentali da sapere per poter capire e giocare sono solo tre: la palla può fare al massimo un rimbalzo, il colpo deve oltrepassare un ostacolo cioè la rete e bisogna inviarla in un grande rettangolo delimitato da righe. Poi per le altre c’è tempo. È uno sport che una volta cominciato non si smette mai di giocare. Non c’è club d’Italia senza over 80 che giocano sistematicamente partite in singola e in doppio» aggiunge.
Remise en forme: corpo e mente
I benefici che offre il tennis, mix di atletica e tecnica, sono molteplici e a differenti livelli. «Giocare a tennis sviluppa elasticità, migliora la reattività (risposta motoria allo stimolo), l’agilità, la destrezza e la coordinazione. Non coinvolge solo braccia e gambe come si è portati a pensare ma tanti gruppi muscolari importanti come il gran dorsale e l’addome» spiega l’istruttore.
Questo vuol dire che una partita è un ottimo modo per bruciare calorie, tonificarsi e mantenere il corpo flessuoso e scattante. Ma non è tutto. «C’è un aspetto sottovalutato da molti: la crescita mentale. Essendo uno sport strategico, di sacrificio (se fatto a livello agonistico) e con dinamiche abbastanza ripetitive, rende più autonomi nel disciplinarsi, più strategici nel mondo lavorativo e soprattutto più resistenti allo stress. Questo vale ancora di più se si inizia da piccoli» spiega.
A tutti i livelli
Prudenza e preparazione non devono mancare. Anche chi pratica il tennis a livello amatoriale deve seguire alcune indicazioni per rendere al meglio ed evitare infortuni. Oltre al lavoro sul campo (lezioni individuali, collettive, clinic e stage con tematiche specifiche oppure un semplice palleggio tra due giocatori) è necessario, allenarsi con cautela con esercizi specifici per gambe, braccia, addominali, almeno un paio di volte a settimana.
Poi un’attività aerobica, tipo la corsa, è utile per migliorare resistenza e reattività. Tutto va tarato sulle proprie capacità. Infine non deve mai mancare lo stretching post partita.

La corretta alimentazione
Per affrontare un match con la carica giusta, né appesantite ma neanche senza forze, l’ideale è concedersi un pasto completo 3 o 4 ore prima. «Se si ha poco tempo basterà uno spuntino ricco di carboidrati, sia semplici che complessi, come: frutta fresca o frutta disidratata» suggerisce l’allenatore. La Federazione Italiana Tennis e Padel ha introdotto già da alcuni anni la figura dell’educatore alimentare: figura che supporta il giocatore alla ricerca della miglior strategia alimentare».
Da non dimenticare
Tra un dritto e un rovescio, set dopo set, il tempo passa. E se il match si disputa all’aperto è fondamentale proteggere la pelle con la protezione solare. Spf da 30 in su si applica prima di scendere in campo e si riapplica se la partita dura più di due ore sul viso, sulle braccia e sulle gambe. Nella scelta del prodotto è meglio optare per le specialità dalla texture leggera ma resistente, adatta a chi pratica sport. Uno spray può essere utile per i ritocchi.
I must have del look
Il look solare di Jasmine Paolini, le Nike e il berretto di Jannik Sinner ma anche l’iconica bandana di Agassi o la canotta di Rafael Nadal. Per la scelta del look in campo ci si rifà ai propri idoli e al gusto personale. L’importante è che gli indumenti siano traspiranti e comodi, le scarpe adatte al terreno di gioco.
«Per quel che riguarda la racchetta la scelta varia molto in base al livello di gioco, a cosa ci si aspetta da lei e alla struttura fisica. La grandezza del manico si seleziona in base alla grandezza della propria mano, anche se può essere sempre aumentata leggermente grazie agli overgrip. Per un acquisto consapevole e corretto sempre meglio affidarsi ad esperti nel settore della strumentazione, almeno le prime volte» dice Recchia.
-A cura di Simonetta Barone