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Stop Age Anxiety, la bellezza ora è slow

Invecchiare è un privilegio! Diciamolo ad alta voce e, soprattutto, cambiamo prospettiva imparando a guardare anche questa fase della vita come un’opportunità per noi stesse. Abbiamo tutte le potenzialità per farlo: il nostro ruolo nel contesto sociale, le relazioni professionali, famigliari ed umane: un bagaglio di esperienze che arricchiscono il nostro vissuto. Il sapore degli anni può essere davvero seduttivo e anche l’industria della bellezza sta cambiando rotta: punta sempre più a far sentire la persona, la donna, bella e in armonia con se stessa ad ogni età . In una parola, è la tendenza ‘well-ageing’.

L’ansia è un problema anche dei giovani

A cosa si deve questo cambio di passo? A più fattori, ritengono gli esperti: certamente le aspettative della vita media con senior che saranno triplicati, rispetto agli attuali, entro il 2050 e con 1 sessantenne ogni 6 entro il 2030. Ma non solo, recenti indagini sembrano attestare che la metà di donne tra 18 e 24 anni, desiderano aggiungere degli anti-rughe/aging alla loro daily routine. Sono in ansia per il passare degli anni? Forse, ma l’Age Anxiety, come la definiscono gli esperti, pare essere un sentimento condiviso: la avvertono gli adolescenti che sentono la pressione di dovere prevenire i primi segni del tempo, esacerbati dai modelli proposti dalla società e dai social media; gli adulti che ritengono l’aspetto giovane un sinonimo di ‘dinamismo’ ed efficienza nel mondo professionale e di successo nelle relazioni personali; i senior che si sentono disconnessi e esclusi dalla società attiva.

L’iniziativa di Openstreams Foundation

La filosofia della ‘nuova’ bellezza risponde a quest’ansia promuovendo il ritorno alle connotazioni positive dell’età che avanza con la campagna Stop Age Anxiety, ideata e promossa da Openstreams Foundation, cui aderiscono 22 organizzazioni internazionali, comprese alcune italiane come Cosmoprof, e altre di Cina, Europa, Argentina, Middle East, Giappone. Openstreams Foundation è l’organizzazione no-profit fortemente voluta da Lan Vu, fondatrice e CEO di Beautystreams.

Insieme, le società aderenti all’iniziativa sostengono anche che le opportunità di marketing per le aziende non si debbano legare e limitare agli anti-aging o ai prodotti di prevenzione dell’aging, bensì devono proporre potenziali categorie di prodotti che superino l’attuale settore dell’anti-aging.

Vivere l’età deve essere una scelta, non un canone imposto dalla società : ovvero la persona deve essere libera di scegliere se invecchiare alla Madonna, alla Catherine Hepburn e/o con un qualsiasi altro atteggiamento. Una filosofia, dunque, sempre più inclusiva.

Stop age anxiety. e stop alla finzione

Cominciamo allora a considerare l’età non più un problema da risolvere ma come il naturale ciclo della vita, come un ‘diverso’ aspetto della società , al pari del sesso, della razza, del genere e della fede religiosa. L’industria della bellezza ben interpreta questo concetto cercando soluzioni che oltre a far apparire le persone più giovani, le facciano stare meglio con se stesse, esplorando alcuni settori paralleli, come il benessere fisico e psicologico, il mental fitness, la salute.

Siamo dunque a una svolta? Forse, se i canoni standard di bellezza evolvono per dare più ben-essere, ridurre l’ansia inutile e, soprattutto, non creare aspettative che esistono soltanto o coi filtri dei social o con la chirurgia estetica.

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