Nel fantastico e a volte confusionario mondo della skincare, ci siamo passati tutti: hai appena finito di leggere un articolo su come l’olio di cocco sia la soluzione a tutti i tuoi problemi cutanei, solo per scoprire che il dermatologo di fiducia lo bandirebbe dalla tua routine con la stessa veemenza di un cartone di pizza alle 2 del mattino. Così, mentre la tua pelle chiede disperatamente chiarezza (e forse un po’ di idratazione), ti ritrovi a chiederti: ma meglio sintetico o naturale?
È giunto il momento di togliere un po’ di foschia da questa domanda esistenziale della bellezza. Prendiamo per mano la scienza, aggiungiamo un pizzico di ironia e vediamo di capire insieme cosa fa davvero bene alla nostra pelle e cosa, invece, è solo fumo negli occhi. Prepara la maschera (di tessuto o d’argilla, fai tu), perché stiamo per fare un viaggio nel cuore della skincare!
Attivi sintetici: la scienza al servizio della bellezza
Gli attivi sintetici non sono altro che ingredienti creati in laboratorio, con lo scopo di replicare o migliorare i benefici degli elementi naturali. Tra i più noti ci sono il retinolo, gli alfa idrossiacidi (AHA) e i peptidi. Questi composti chimici sono studiati per essere altamente efficaci e spesso vantano una maggiore stabilità rispetto ai loro omologhi naturali.
Il retinolo, derivato della vitamina A, è uno degli attivi sintetici più celebrati nella lotta contro l’invecchiamento cutaneo. La sua versione sintetica, il retinoide, è spesso preferita per la sua stabilità e per la capacità di penetrare più profondamente nella pelle. Gli AHA, come l’acido glicolico, sono un altro esempio di attivi sintetici potenti.
Questi acidi esfoliano la pelle, stimolando il rinnovamento cellulare e migliorando la texture cutanea. Studi condotti dalla American Academy of Dermatology confermano che gli AHA, pur essendo prodotti in laboratorio, derivano spesso da fonti naturali come la canna da zucchero, mantenendo quindi un legame con la natura.
Ingredienti naturali: quando la natura è davvero alleata della pelle?
Gli ingredienti naturali sono composti derivati da piante, minerali o altre fonti naturali. L’idea che “naturale è meglio” ha conquistato molti consumatori, ma è importante esaminare anche i limiti di questi ingredienti. L’aloe vera, ad esempio, è uno degli ingredienti naturali più amati per le sue proprietà lenitive. Tuttavia, non tutti gli ingredienti naturali sono privi di rischi: oli essenziali come quello di lavanda possono causare reazioni allergiche in pelli sensibili.
Un altro mito da sfatare riguarda l’idea che gli ingredienti naturali siano più sicuri. In realtà, come sottolineato da uno studio pubblicato su Contact Dermatitis, gli ingredienti naturali possono essere altrettanto irritanti quanto quelli sintetici.
Un esempio è il limonene, un composto presente negli oli essenziali di agrumi, che può sensibilizzare la pelle.

Sintetici vs. Naturali
La dicotomia tra sintetico e naturale è spesso esagerata. È fondamentale comprendere che non esiste una risposta univoca su quale sia la scelta migliore. La verità sta nel mezzo: sia gli ingredienti naturali che quelli sintetici hanno vantaggi e svantaggi, e la scelta dovrebbe dipendere dal tipo di pelle e dalle esigenze specifiche di ognuno.
Per esempio, mentre un estratto di tè verde può essere un potente antiossidante naturale, un sintetico come il niacinamide offre benefici simili, con il vantaggio di una maggiore stabilità e minori rischi di ossidazione.

La regolamentazione degli ingredienti
Un aspetto cruciale da considerare è la regolamentazione degli ingredienti. Gli attivi sintetici devono passare attraverso rigorosi test di sicurezza prima di essere immessi sul mercato. In Europa, il Regolamento sui Cosmetici (CE) N. 1223/2009 stabilisce che ogni ingrediente utilizzato nei cosmetici, sintetico o naturale, deve essere sicuro per la salute umana.
Questo garantisce che gli attivi sintetici, pur essendo creati in laboratorio, non mettano a rischio la nostra pelle. Anche gli ingredienti naturali devono sottostare a regole precise, ma qui sorge un altro problema: la variabilità. Gli ingredienti naturali possono variare significativamente in base alla loro origine, rendendo più difficile garantire una composizione costante e quindi la loro efficacia.
Questo è uno dei motivi per cui molte aziende preferiscono utilizzare versioni sintetiche di composti naturali.

Greenwashing: quando il naturale non è poi così naturale
Nel mondo della bellezza, il termine “greenwashing” descrive l’uso ingannevole di affermazioni ambientali per vendere prodotti. Molti marchi promuovono i loro prodotti come “naturali” o “organici”, ma la realtà è spesso diversa. Prodotti etichettati come “naturali” contengono in realtà una significativa percentuale di ingredienti sintetici.
Questo non significa che tutti i prodotti naturali siano ingannevoli, ma è fondamentale leggere sempre le etichette e informarsi sugli ingredienti. La trasparenza è essenziale e, fortunatamente, molte aziende stanno iniziando a fornire maggiori dettagli sulla provenienza e la produzione degli ingredienti.
Il futuro della skincare
Il futuro della skincare potrebbe risiedere in un approccio combinato, che unisca il meglio di entrambi i mondi. Un trend emergente è quello dei “biotech actives“, attivi biotecnologici che combinano scienza e natura per creare ingredienti più efficaci e sostenibili.
Questi attivi, come il bakuchiol (un’alternativa naturale al retinolo), offrono benefici comparabili ai loro equivalenti sintetici, con un profilo di sicurezza elevato e un minore impatto ambientale. La ricerca continua a evolversi, e con essa le nostre conoscenze sugli ingredienti.
-A cura di Samuela Nisi