Scie invisibili, ricordi potentissimi: il profumo che parla di noi

Ci sono cose che ci riportano indietro in un istante, senza preavviso, senza bisogno di parole: una canzone, una fotografia, un angolo di città. E poi c’è lui, il più subdolo e potente di tutti: un profumo.

Basta una scia nell’aria, una traccia sulla pelle, e in un secondo ti ritrovi catapultata in un’estate di mille anni fa, su una spiaggia dove il tempo non aveva ancora fretta e nemmeno tu.

Il potere evocativo del profumo è scientificamente dimostrato — lo dicono neuroscienziati, ricercatori e chiunque abbia mai pianto dopo aver sentito una persona indossare lo stesso profumo del suo primo amore.


Il profumo entra dal naso, arriva dritto al cervello, bussa ai ricordi e apre cassetti che pensavi di aver sigillato con cura. È fatto così: agisce senza filtri, senza riguardo per il tempo che passa o per quanto tu ti sia evoluta nel frattempo.

Profumi e ricordi: un legame che non mente

Ogni profumo ha una memoria incorporata. Ci sono fragranze che sanno di adolescenza goffa, di vacanze con gli amici, di amori così grandi che oggi ti fanno un po’ sorridere. Altri profumi, invece, ti ricordano la pelle di tua madre, il doposole sulle spalle, il primo lavoro, la prima vacanza da sola.
Ogni nota olfattiva è un appunto sparso nel diario della vita.

E poi ci sono loro: le estati


Quelle hanno sempre un odore preciso. Di sabbia calda, di crema solare al cocco, di brezza marina o di gelsomini in fiore. Di certe acque profumate spruzzate senza parsimonia, che forse oggi non metteresti più, ma che hanno lasciato un marchio affettivo indelebile. Quelle fragranze hanno il potere di riportarti là, sotto quel sole, con quella spensieratezza che ora ti sembra quasi esotica.

Amori e pelle: il profumo che resta

C’è poi il lato più intimo, quello che lega il profumo alla pelle e all’amore. Perché un profumo non sta solo su di te: si mescola, si fonde, cambia. Ogni pelle lo fa suo, ogni amore lo trasforma in qualcosa che appartiene solo a quella storia lì.


È per questo che certi profumi, anche a distanza di anni, fanno un effetto strano. Ti riportano non solo a una persona, ma a quella versione di te che eri quando lo indossavi o lo sentivi nell’aria.

Il profumo giusto? Quello che ti somiglia oggi

Il bello è che possiamo scegliere. Possiamo cambiare fragranza come cambiamo stagione, città, vita. Possiamo restare fedeli a una sola o collezionarne dieci, venti, cento.

Non esistono regole, solo il gusto di indossare sulla pelle qualcosa che ci rappresenti, che ci faccia sentire bene, che racconti chi siamo adesso.


Perché sì, un profumo parla di te anche quando tu ancora non hai trovato le parole. E magari, un giorno, qualcuno sentirà nell’aria quella stessa scia e penserà: “Era lei.”


E allora capirai perché valeva la pena scegliere bene.

-A cura di Francesca Frediani

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