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Quote rosa? Per gli allenatori di calcio servono azzurre (ma non bastano)

Abbiamo sempre combattuto contro le quote rosa. Abbiamo sempre pensato infatti che i recinti, di qualsiasi tipo, servano a imbrigliare le intelligenze e la fantasia e non il contrario. In fondo, sostenevamo, chi vale veramente non ha bisogno dell’aiutino rosa.

Bè leggendo quanto succede nel mondo del calcio, rimaniamo esterrefatti!

AAA. Cercansi uomini per allenare la nazionale donne.

Una storia al contrario. Già, perché a quanto pare nessuno tra i maschietti vuole allenare la nazionale azzurra di calcio femminile. Anzi, è proprio un fuggi-fuggi tra vecchi eroi famosi che si nascondono o declinano più decisamente.

Premessa: l’idea della Federcalcio era quella di far crescere Viviana Schiavi, ex difensore di calcio, 43 incontri in nazionale, già designata come commissario tecnico per i Mondiali rosa del 2027, bisognosa però per non essere bruciata subito, di un solido tutor cui far da vice.

Idea già di per sé un po’strana: forse perché un tutor donna con più esperienza non si trova? No, pare invece che in questo mondo un po’ “così” ci sia la regola dell’alternanza: uomo, donna, uomo. Questa volta tocca all’uomo e quindi si è deciso di pescare nell’amplissimo serbatoio degli allenatori.

Ma il primo a dire no è stato Chicco Evani, secondo di Mancini nella nazionale uomini e mai dimenticato “Bubu” del Milan stellare. Si è sentito degradato a guidare il team femminile? Forse.

Fatto sta che il suo rifiuto è seguito da quello di tantissimi altri: Stramaccioni, Nicolato, Bollini e perfino Donadoni per il quale la Federazione avrebbe fatto un notevole sforzo economico per averlo: nulla, “non faccio la chioccia a nessuno” pare abbia risposto. Ultimo in ordine di tempo, a leggere le cronache di questi giorni, l’ex corazziere della Juve, Andrea Barzagli.

Ma come ha resistito Cabrini per cinque anni?

Ma come ha resistito Cabrini per cinque anni?

Nei tempi andati Brera ricordava sempre che il calcio, quello maschile dell’epoca, ovviamente, non era sport per signorine. E non si sa se si riferiva a qualche abatino poco dotato fisicamente (ogni riferimento a Rivera e Mazzola è puramente immaginario). O alla velleità (sic!) delle donne di voler giocare anche loro a pallone. Buona la prima.

Certo però, quell’etichetta un po’ snobista deve essere rimasta nell’aria e nelle memorie, se dalla nazionale rosa oggi prendono le distanze così in tanti. Da chiedersi: il bell’Antonio (alias il campione del mondo Cabrini) come ha fatto a resistere ben cinque anni nel mondo delle calciatrici donne?

E se lo ha fatto un campione del mondo perché gli altri sono così ritrosi?

E meno male che c’è il Cobra

Uno spettacolo davvero penoso, questo fuggi fuggi. E meno male che Andrea Soncin, tecnico della primavera del Venezia ed ex giocatore, in arte il “Cobra”, pare stia per accettare. Insomma, per oggi la faccia è salva. Un ciuffo prima che a qualcuno venisse in mente la quota azzurra coatta!

Ma secondo voi è giusto che un uomo alleni le donne? Che ne pensate?

A cura di V.A.R.

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