Negli ultimi anni, l’inclusività sta diventando un tema centrale e, soprattutto, nel campo della bellezza. L’industria cosmetica, tradizionalmente dominata da tonalità che riflettevano solo i colori di pelle più chiari, ha iniziato a diversificarsi, offrendo una gamma di prodotti pensati per ogni tipo di carnagione (e latitudine del globo).
Questa evoluzione è stata spinta non solo dalle richieste dei consumatori, ma anche dalla crescente consapevolezza dei brand riguardo alla necessità di rappresentare ogni tipo di bellezza.
Dopo la grande campagna pubblicitaria e mediatica che ha lanciato DOVE intitolata “Real Beauty”, nella quale si voleva rappresentare la bellezza femminile autentica in tutte le sue sinuosità, anche il make-up rinnova la pallette colori e propone tonalità per tutti i tipi di melanina.
L’esempio di Rhianna
Uno degli esempi più emblematici di inclusività è Fenty Beauty, il marchio creato da Rihanna. Lanciato nel 2017, Fenty ha rivoluzionato il mercato con una gamma di fondotinta che include ben 40 tonalità, rispondendo così a un bisogno evidente di prodotti adatti a tutte le carnagioni, dalle più chiare alle più scure. Il successo di Fenty ha spinto altri marchi a seguire l’esempio, rendendo l’inclusività un requisito fondamentale per il successo di un brand.

L’importanza di vedersi rappresentati
Un altro brand che ha abbracciato la filosofia della diversità è Maybelline. La sua linea “Superstay” offre una vasta gamma di fondotinta, coprendo tutte le sfumature di pelle. Maybelline ha anche collaborato con diverse influencer di vari background, dimostrando così di comprendere l’importanza di vedere sé stessi rappresentati in pubblicità e campagne.
Tonalità per ogni tipo di pelle
Anche NARS, noto per la sua attenzione alla qualità, ha ampliato la sua offerta con il fondotinta “Sheer Glow”, che include tonalità per ogni tipo di pelle. NARS si è sempre distinta per celebrare la bellezza in tutte le sue forme, e questo approccio si riflette nella varietà di colori pensati per le diverse sottotonalità.
Inclusività e diversità
Tra i brand che stanno spopolando (ed è un orgoglio tutto italiano) Astra Make-up, fondata a Todi (nel cuore dell’Umbria) nel 1988 da Giuliano Settimi (chimico farmacista) e portata avanti tutt’oggi dal figlio Simone (Direttore generale) assieme alla nuora Lucia Menghella (A.D.). “L’impegno per le pari opportunità e la diversità in tutte le sue forme “inclusività” e “diversità” sono alcuni dei termini che Astra intende abbracciare con maggiore determinazione nel futuro della bellezza” è ciò che spinge l’azienda a creare prodotti sempre più performanti e adatti a ogni tipi di pelle.

Ognuno ha le proprie esigenze
Audrer (anagramma di ardore) è il brand che propone prodotti di skincare e make-up naturali fondato da Giulia De Lellis, ex corteggiatrice di Uomini e Donne e nota Influencer, ora imprenditrice beauty. “un make-up eccellente inizia con un’eccellente cura della pelle” – afferma Giulia – “ognuno ha le proprie esigenze e desideri, i nostri prodotti sono semplici da scegliere ed utilizzare. Per tutti i tipi di pelle ad ogni tipo di età”.

Tutti brand che hanno ampliato progressivamente la loro selezione, introducendo opzioni per tonalità più scure e per pelli con sottotoni gialli o rossi, riconoscendo la necessità di andare oltre le tradizionali “nuance universali” offrendo non solo una varietà di tonalità, ma includendo anche opzioni specifiche per rispondere alle diverse esigenze delle pelli: dal trucco per pelli secche a quello per pelli grasse. Questi progressi hanno contribuito a creare una bellezza più inclusiva, dimostrando che ogni tono di pelle merita di essere celebrato. L’inclusività nel make-up non è più una tendenza, ma una realtà che ha cambiato il volto dell’industria cosmetica, rendendo il trucco accessibile a tutti.
-A cura di Francesca Frediani