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L’estate sta finendo… ma adesso rimbocchiamoci le maniche

L’estate sta finendo… ma adesso rimbocchiamoci le maniche

“L’estate sta finendo e un anno se ne va… in spiaggia di ombrelloni non ce ne sono più… E’ tempo che i gabbiani arrivano in città…”.

I Righeira ne hanno fatto un ritmato inno alla tristezza del rientro al lavoro. Ma quei languidi brividi che irrompono nella nostra vita post ferie rischiano di paralizzare la nostra voglia di ripresa. Chi di voi subisce quella sottile vena di depressione che si insinua come una ladra quando torniamo in città? Già, un vero trauma.

Non per tutti, ovvio, c’è chi aspira alla ripresa nella frenetica e chiassosa città, ma per molti l’abbandono dei silenzi, l’euforia del non pensare a nulla, le rilassanti letture in riva al mare o le passeggiate in alta quota, sono tutte vitamine C, D oppure A o E, potentissime! Un toccasana all’umore che ci ha ricaricato a mille le pile!

Ma che si fa adesso? Torniamo a “passi felpati”

Rimbocchiamoci le maniche! Lasciamo da parte la tristezza e ripartiamo, alla faccia della sindrome da rientro o degli agguati depressivi. In fondo, basta mettere a punto due o tre trucchi per non subire l’impatto traumatico del rientro. Per esempio?

  1. Pensiamo positivo: sforziamoci di ricordare tutto quanto di positivo c’è nel nostro lavoro. Le persone, i risultati raggiunti, la simpatia e la cordialità tra colleghi, le nuove sfide ecc. Carichiamoci, insomma, a molla per ripartire alla grande.
  2. Creiamo una zona cuscinetto tra la vacanza e la ripresa, in modo che l’impatto della routine abbia il tempo di assuefarsi nella nostra mente. Uno o due giorni di preparazione al lavoro, intervallando ore dedicate al piacere ad ore nella quali si mettono a punto le strategie per quanto si dovrà fare nei giorni successivi potranno bastare. In questo modo si torna gradualmente alla normalità a “passi felpati”.
  3. Quel proposito che abbiamo sempre ritardato o posticipato. Ecco, è il momento di darci dentro. Prendiamoci il tempo per iscriverci a quell’appuntamento con lo yoga o con il nuoto o in palestra o per la cura di sè. Dedicare qualche ora di relax all’interno della nostra routine è un vero toccasana. E diventerà il nostro spazio vitale che ci farà amare le nostre giornate lavorative.
  4. Infine, un consiglio dedicato alla futura vacanza. Accarezziamo l’idea di fare una gita piacevole durante il primo ponte. O pensiamo alla nuova località che ci piacerebbe esplorare la prossima estate. Insomma, pianifichiamo il futuro. Questo ci permetterà di avere un orizzonte ben preciso da raggiungere

​E voi che ne pensate? Quali sono le vostre strategie per il rientro? Raccontatecele, vi aspettiamo qui nelle “stanze” di IBC

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