Leggere o ascoltare, questo è il dilemma. Sulla scelta del libro o dell’audiolibro gli esperti ne fanno una questione di intenzioni e anche di obiettivi. Leggiamo per imparare o per semplice svago?
Per dare una risposta a questo dilemma gli scienziati si sono messi a studiare cosa succede nel cervello mentre leggiamo un brano e mentre lo ascoltiamo da una voce narrante. La ricerca di un gruppo di neuroscienziati californiani guidati da Fatma Deniz, pubblicata sulla rivista The Journal of Neuroscience, ha messo a confronto le reazioni del cervello davanti allo stesso testo letto o ascoltato.
«Sapevamo che quando leggiamo o ascoltiamo una parola alcune regioni del nostro cervello si attivano in modo analogo, ma non ci aspettavamo che le due modalità stimolassero le stesse aree emozionali e cognitive», sottolinea un po’ sorpresa la studiosa. In pratica leggere un testo per conto proprio o ascoltarlo dalla viva voce di un lettore attiva le stesse aree cerebrali, generando un’esperienza emotiva e cognitiva molto simile.
Questione di comprensione
Lo stesso tema è stato affrontato anche dal professore di psicologia della James Madison University (Virginia, USA) David Daniel. Secondo lui se è vero che le aree del cervello stimolate durante la lettura di un libro e durante l’ascolto dello stesso sono praticamente uguali (a prova di risonanza magnetica), ma la comprensione e la capacità di trascrizione o esposizione del brano scelto cambiano, risultando più complete da parte di chi ha letto piuttosto che ascoltato.
Una sfida senza perdenti
È solo una questione di attenzione? Le due attività mettono in moto le stesse aree di elaborazione del linguaggio e hanno effetti simili, ma si differenziano nell’attivazione di percorsi cerebrali specifici.
Entrambe le attività utilizzano le stesse aree per il linguaggio ma seguono percorsi leggermente diversi. Il testo scritto è considerato la modalità più “attiva” e rappresenta un vero e proprio boost per le sinapsi. Lo sforzo richiesto per decodificare i simboli visivi funge da ginnastica mentale che potenzia la concentrazione, il pensiero critico e la connettività cerebrale.
Proprio per questo, la lettura è spesso prediletta per lo studio e la memorizzazione di concetti complessi. La possibilità di fermare, tornare indietro e riflettere su un passaggio ostico potenzia il pensiero analitico e la comprensione. L’audiolibro viene visto come la modalità “smart” e rilassante. Si affida soprattutto alle aree del linguaggio e ai circuiti emotivi, avvalendosi del fascino della voce narrante. L’ascolto è l’ideale per l’empatia e per comprendere le emozioni altrui. È perfetto per il multitasking, in quanto permette di dedicarsi ad altre attività (come guidare o cucinare) senza rinunciare alla storia, rendendo di fatto l’ascoltatore produttivo. È importante per gli ipovedenti. Per coloro che hanno difficoltà di lettura, come i dislessici o chi sta apprendendo una seconda lingua, l’audiolibro si rivela un vero e proprio salvatore. In questo contesto, l’approccio bimodale, leggere e ascoltare in contemporanea, è una marcia in più per potenziare la comprensione e l’acquisizione del vocabolario.
Solo vantaggi
I vantaggi della scoperta di un testo, in qualunque modo lo si approcci, sono tanti. Quindi, aspettando che altre ricerche ci indichino meglio la strada da seguire, leggiamo e ascoltiamo il più possibile, prendendo il meglio da ognuna delle due attività. La concentrazione che può darci la lettura di un libro e lo svago che può regalarci l’ascolto di un audiolibro.
-A cura di Simonetta Barone