Forse non ne hai mai sentito parlare, o magari l’hai solo sentita nominare pensando che fosse “una cosa da uomini”. E invece no: la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva, meglio conosciuta come BPCO, è una malattia polmonare cronica che sta colpendo sempre più donne.
I numeri non ingannano: secondo l’American Lung Association, entro il 2050 i casi femminili aumenteranno del 47%, contro appena il 9% degli uomini. Un dato che parla chiaro: è il momento di aprire gli occhi – e anche il cuore – su questa realtà.
Quando respirare diventa difficile
La BPCO è una malattia respiratoria cronica che provoca “un’ostruzione” delle vie aeree. In parole semplici: respirare diventa difficile, giorno dopo giorno. In Italia, secondo l’ISTAT, interessa il 5,6% della popolazione adulta, ma si stima che i numeri reali siano più alti, perché troppo spesso la diagnosi arriva tardi, quando la malattia è già in fase avanzata.
Perché le donne sono più a rischio
Fumo, inquinamento atmosferico e persino aspetti legati alla salute riproduttiva femminile rendono le donne più vulnerabili. Non solo: le donne fumatrici sviluppano sintomi più gravi rispetto agli uomini.
Scrivere aiuta a stare meglio
“Scritture in Rosa – Dare emozione al respiro”, è questo il titolo del concorso letterario, promosso dall’Associazione Nazionale Pazienti “Respiriamo Insieme-APS. L’idea è semplice ma potente: dare uno spazio a donne con BPCO, ai loro familiari, caregiver e alle operatrici sanitarie per raccontarsi, attraverso la scrittura.
Scrivere, infatti, è anche un atto terapeutico. Aiuta a dare forma al dolore, a rielaborare emozioni e a trovare un senso nel proprio vissuto. Nei casi di malattie croniche, come la BPCO, raccontare la propria esperienza può trasformarsi in uno strumento per prendersi cura di sé e per affrontare la malattia con più consapevolezza.
Un racconto al femminile, per rompere il silenzio
Partecipare al concorso non è solo un modo per condividere una storia: è anche un gesto sociale, umano. È mettere al centro la “salute respiratoria delle donne”, spesso trascurata. È dire: “io ci sono, la mia voce conta, anche se sono malata”. È aiutare chi legge a riconoscere i sintomi, a non sentirsi sola, a cercare un medico prima che sia troppo tardi.
«Scrivere significa non essere mai soli. È un modo per trasformare il dolore in consapevolezza, e la consapevolezza in cura» spiega la dottoressa Gianna Camiciottoli, pneumologa e coordinatrice del Comitato Scientifico dell’Associazione Nazionale Pazienti “Respiriamo Insieme-APS”.
Il progetto ha raccolto attorno a sé donne che credono nella forza della narrazione come strumento di trasformazione. Tra le giurate del concorso ci sono scrittrici come Sara Rattaro e Mariapia Veladiano, giornaliste come Annalisa Manduca, e figure istituzionali come Paola Rogliani, presidente eletta della Società Italiana di Pneumologia. Non manca il sostegno del mondo sanitario e associativo: dall’AIPO alla SIP-IRS, fino a Chiesi Italia e al Patient Advocacy Lab.
Se anche tu convivi con la BPCO, se sei una caregiver, una figlia, una nipote, un’amica, o una professionista della salute… la tua voce conta. La tua esperienza può aiutare altre donne a riconoscersi, a sentirsi meno sole, a cercare aiuto. Per iscriverti e inviare il tuo manoscritto: https://respiriamoinsieme.org/scritture-in-rosa/
-A cura di Maura Prianti