Una mamma con il suo bambino dentro al "marsupio"

Impariamo a coccolare i nostri bambini dalle mamme Canguro

Benefica non solo per aumentare l’empatia e la relazione di amore mamma-bambino, ma potenzia anche la salute dei neonati, contrastando la mortalità e il rischio di infezioni. È la Kangaroo Care, una “terapia” ispirata alla cura marsupiale delle mamme canguro verso i loro cuccioli, che consiste nel tenere il neonato cuore a cuore e pelle a pelle, sul petto, per un tempo continuo e prolungato, da 8 a 24 ore al giorno e per quante più ore possibile. Un gesto d’amore, dicono gli esperti, da iniziare subito, immediatamente dopo il parto o appena le condizioni del piccolo lo consentano, soprattutto se pretermine o con basso peso alla nascita.

La posizione l’Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS) e delle società scientifiche

Non si sono dubbi: la Kangaroo Care è ritenuta altamente efficace per migliorare le prospettive di sopravvivenza dei piccoli in tutti i contesti, nei paesi ad alto e basso reddito. I suoi effetti sono molteplici per i neonati e per i loro genitori, prolungandosi a distanza sia in termini neuro protettivi che socio-ambientali.

Per queste ragioni la Kangaroo Care è diventata un paradigma della cura centrata sulla famiglia, ad esempio è un modo per riprendere il contatto bruscamente interrotto con la madre e costruire quello con il padre. Eppure per quanto facile, a costo zero, ancora ci sono limiti che impediscono la diffusione di questa cura amorevole: una formazione inadeguata, il disagio nei confronti del processo, la mancanza di tempo e/o di risorse, la scarsa consapevolezza sui benefici fisici e psicologici che apporta in piccoli e genitori.

In Italia la Kangaroo Care è applicata nella quasi totalità delle Terapie Intensive Neonatali (TIN): promuoverne la diffusione è un obiettivo delle maggiori società scientifiche fra cui la Società Italiana di Neonatologia (SIN).

Le ultime evidenze scientifiche

Secondo i più recenti studi di letteratura, la Kangaroo Care, iniziata in ospedale o a casa, ha importati effetti anche sulla salute fisica oltre che psicologica: riduce la mortalità durante il ricovero alla nascita o a 28 giorni di età e si stima possa contrastare anche il rischio di infezioni gravi tra i neonati pretermine e di basso peso alla nascita.

Evidenze che supportano le necessità di un ulteriore impegno non solo per la promozione culturale e organizzativa dei punti nascita, ma anche nel promuovere azioni concrete presso i decisori delle politiche sanitarie affinché la Kangaroo Care venga considerata una terapia essenziale tra gli standard di cura per tutti i neonati e per le loro famiglie.

«Purtroppo, sappiamo di casi di TIN che ancora impongono limitazioni di orari per l’accesso ai genitori, addirittura alcune solo poche ore al giorno – dichiara il presidente SIN, Luigi Orfeo. Da anni sosteniamo l’apertura h24 delle TIN e il diritto di tutti i genitori di poter stare accanto al proprio figlio ricoverato per tutto il tempo che lo desiderano. I genitori sono parte integrante della cura e la Kangaroo Care ne è una dimostrazione concreta».

-A cura di Francesca Morelli

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