Facciamo subito chiarezza: il diabete non si cura con il cioccolato. Sembra, però, che l’alimento preferito “dagli dei” possa aiutare a prevenire questa malattia, ma solo di un tipo: il diabete di tipo 2.
Utile solo contro il tipo 2
il diabete di tipo 2 è una condizione cronica in cui l’organismo non riesce più a utilizzare l’insulina in modo efficace. L’insulina è l’ormone che permette al glucosio di entrare nelle tue cellule: quando i tessuti diventano resistenti alla sua azione, il livello di zuccheri nel sangue rimane elevato e, con il tempo, questo può provocare danni ai vasi sanguigni, problemi al cuore ai nervi agli occhi e, soprattutto, ai reni e alla circolazione. Le cause più comuni di questo tipo di diabete sono la sedentarietà, un’alimentazione ricca di zuccheri e grassi, il sovrappeso e una predisposizione familiare.
Uno studio prestigioso
Negli ultimi anni diversi studi hanno cercato di capire se alcuni alimenti potessero proteggere dal rischio di sviluppare il diabete. Tra questi il cioccolato è finito sotto la lente della ricerca scientifica. Una delle analisi più recenti e complete è stata pubblicata nel 2024 su “The British Medical Journal” dalla Harvard T.H. Chan School of Public Health, che ha seguito per decenni circa 192.000 adulti, valutando abitudini alimentari e salute metabolica. Un’indagine scientifica, quindi, molto ampia e strutturata.
Perché il fondente è più utile
Dalla ricerca emerge che il consumo regolare di cioccolato, in particolare quello fondente, si associa a un rischio inferiore di sviluppare il diabete di tipo 2. Chi mangiava cioccolato fondente almeno cinque volte a settimana mostrava una riduzione del rischio intorno al 21% rispetto a chi ne consumava raramente. Questo effetto non si osservava in modo significativo con il cioccolato al latte, mentre il cioccolato bianco non offriva proprio alcun beneficio. Il motivo di questa differenza risiede nei flavanoli, composti fitochimici naturalmente presenti nelle fave di cacao. Il fondente, avendo un contenuto di cacao molto più elevato rispetto a quello al latte, è più ricco di queste sostanze. I flavanoli possiedono proprietà antiossidanti e antinfiammatorie che possono proteggere le cellule del pancreas responsabili della produzione di insulina e contribuire a migliorare la sensibilità delle cellule a questo ormone. Inoltre, favoriscono una migliore funzionalità dei vasi sanguigni e aiutano a regolare la pressione, due elementi che incidono positivamente anche sul controllo del glucosio da parte del tuo corpo.
Serve comunque una dieta equilibrata
È importante ricordare che il cioccolato, pur ricco di composti utili, è anche un alimento ad alto contenuto calorico e con una certa quantità di grassi saturi. Un consumo eccessivo può favorire l’aumento di peso, che è uno dei principali fattori di rischio per il diabete di tipo 2. Per questo motivo i ricercatori sottolineano che il fondente può essere inserito in una dieta equilibrata, come piccolo piacere quotidiano, ma non può sostituire le strategie fondamentali di prevenzione del diabete e cioè attività fisica regolare, perdita di peso quando necessario, alimentazione ricca di cereali integrali, frutta, verdura e un basso utilizzo di zuccheri semplici e carni lavorate.
-A cura di Maura Prianti

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