Una tazzina al giorno leva il medico di torno? No, una tazzina di caffè non è sufficiente, ma quattro sì. Quattro caffè al giorno servono a tenere a debita distanza un dottore in particolare: il diabetologo.
Si potrebbe riassumere così lo studio da poco pubblicato sulla rivista scientifica su Diabetes & Metabolic Syndrome: Clinical Research & Reviews, che ha dimostrato come l’espresso aiuti a tenere sotto controllo lo stress ossidativo, quello che fa invecchiare le cellule del tuo corpo, proteggendoti dal diabete, in particolare da quello di tipo 2.
Il tipo 2 sta diventando un’epidemia
Il diabete di tipo 2 è una delle malattie più diffuse nei Paesi industrializzati. Circa mezzo miliardo di persone ne soffrono; si calcola che entro il 2045, cioè tra 20 anni, i diabetici potrebbero essere molti di più e arrivare a essere 800 milioni.
Sono questi i dati presentati durante l’ultima Giornata Mondiale del diabete, che si è tenuta il 14 novembre scorso. È stata questa l’occasione per ribadire come una dieta, povera di zuccheri e carboidrati, aiuti a tenere lontano questa malattia che rende il sangue dolce.
Perché il caffè può essere utile
In che modo la tazzina che bevi al bar in pausa pranzo, o alla macchinetta con i colleghi, può aiutarti a ridurre il rischio di ammalarti di diabete? Secondo il recente studio, il caffè contiene tanti polifenoli. Sono degli antiossidanti naturali, presenti soprattutto nell’espresso. Queste sostanze, contenute anche in altri alimenti, hanno la capacità di influenzare positivamente il metabolismo del glucosio. In pratica, aiutano il tuo organismo a gestire nel migliore dei modi gli zuccheri che introduci quando mangi dolci, ma anche pasta o altri carboidrati.
Una carica di antidiabetici
Oltre ai polifenoli, il caffè è ricco anche di altre sostanze dette alcaloidi. Magari questo nome non ti dice nulla, ma sicuramente una la conosci: è la caffeina. È la sostanza che funziona da principio attivo nel caffè, quella che lo rende uno stimolante naturale.
La caffeina, però, è in grado di migliorare anche la secrezione dell’insulina, cioè la produzione da parte del pancreas di quell’ormone che tiene a bada gli zuccheri. Oltre alla caffeina nell’espresso è presente anche la trigonellina, un’altra sostanza che svolge la sua azione di prevenzione del diabete perché aiuta il tuo organismo a mantenere ottimali i valori della glicemia.
Quando è il momento giusto per il caffè
Anche tu prendi un caffè dopo pranzo? Per sfruttarne a pieno le sue caratteristiche anti diabetiche, però lo dovresti consumare prima. Almeno mezz’ora prima, anche se lo studio consiglia di berlo addirittura nelle quattro ore che precedono un pasto. Ma più che l’orario è importante la quantità, perché non è che più caffè bevi meno è il rischio di diabete. C’è una soglia da non superare, oltre la quale troppa caffeina potrebbe diventare dannosa.
Quante tazzine al giorno?
Secondo l’EFSA, l’Autorità europea per la Sicurezza Alimentare, è bene non superare i 400mg di caffeina al giorno. In pratica la quantità contenuta in 3-4 tazzine, anche se molto dipende da come viene preparato il caffè. Per usarlo in chiave anti diabete, però ricordati sempre di non aggiungere lo zucchero o il latte, altrimenti ciao ciao prevenzione…
-A cura di Maura Prianti